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Piano di Azione Ambientale 2004/2006

La Giunta regionale approva il nuovo programma di Azione ambientale per un futuro sostenibile
Piano di Azione Ambientale 2004/2006

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Il primo Piano regionale 2001-2003 di Azione ambientale per un futuro sostenibile ha definito l’obiettivo strategico dello sviluppo sostenibile quale uno degli assi portanti delle politiche regionali per il medio e lungo periodo. Lo ha fatto ai sensi del Dgls 112/98 e della LR 3/99 ed in sintonia con l’allora costituendo VI Programma quadro ambiente dell’UE. Un obiettivo, quello dello sviluppo sostenibile, da perseguire attraverso tutte le politiche generali e di settore, non solo con quelle ambientali.

Il metodo adottato, integrato e intersettoriale (il tema ambientale messo in relazione agli aspetti economici e sociali, coinvolti tutti i diversi settori della RER) nonché partecipato (condivisione e coresponsabilizzazione con i portatori di interesse di livello regionale, partnership con EL e imprese) è diventato in questi anni quasi uno standard al quale tendere per ogni nuovo strumento di programmazione e dunque tutt’ora valido e suscettibile di miglioramenti. Il necessario salto di qualità sta probabilmente nell’individuazione di strumenti operativi che, senza appesantire gli iter procedurali, richiedano ai vari settori e soggetti interni ed esterni la Regione un dialogo costante e non contingente, una sorta di conferenza permanente dei servizi per lo sviluppo sostenibile che operi “valutazioni di sostenibilità strategiche preventive” alla definizione e attuazione dei principali interventi ambientali, economici, strutturali, sociali (paragrafo 5.20).

Oltre alle singole aree di intervento e ai relativi investimenti attivati con il triennio 2001/03 (rendicontate nel paragrafo 2.1 del nuovo Piano e oggetto di valutazione con la sperimentazione del metodo della “contabilità ambientale” – Report riassunto nel paragrafo 2.2 e Allegato in forma integrale al nuovo Piano), l’indirizzo strategico del primo Piano ha avuto un complessivo effetto di innovazione sull’intera politica regionale e degli Enti Locali. In tal senso gli obiettivi e i metodi dello sviluppo sostenibile sono oggi maggiormente recepiti in quasi tutti i principali strumenti di programmazione generale e settoriale (nel cap 5 si dà conto di tali progressi). Tra gli esempi più recenti e significativi la Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC), che ha impegnato per due anni 150 dirigenti ed esperti interni ed esterni l’ente, provenienti da pressoché tutti i settori, progetto che ha prodotto le Linee guida della GIZC ora all’attenzione delle Giunte e Consigli Comunali, Provinciali e Regionale.
Nondimeno sono ancora molti i passi in avanti necessari per assumere con piena coerenza e conseguenza gli obiettivi della sostenibilità, l’effettiva integrazione delle politiche e degli strumenti, così come le necessarie innovazioni nella governance e negli strumenti di gestione e valutazione. Ed è di grave danno in tal senso il pressoché totale disimpegno del Governo nazionale in queste politiche e la fase di difficoltà internazionale (1.1).

Il Nuovo Piano di Azione ambientale 2004/2006, definito nel corso del 2004 dalle strutture regionali con il concorso di Province e portatori di interesse, mantiene e aggiorna gli obiettivi strategici (riduzione della vulnerabilità ambientale dei sistemi regionali, promozione di comportamenti proattivi e responsabili nei confronti dell’ambiente da parte di cittadini, produttori e dei consumatori) e il quadro di insieme delle conseguenti azioni, definiti dal precedente Piano con un respiro decennale (paragrafi 6.1 e 6.2 e relativo Allegato C) alla luce dei problemi ambientali persistenti ed emergenti (analizzati nel cap. 4), dell’evoluzione del quadro normativo (cap. 3), dei processi attivati e dei risultati ottenuti con il primo Piano.

La nuova fase di programmazione si trova peraltro a dover operare in un quadro di incertezza e precarietà relativamente alle risorse finanziarie. I trasferimenti statali certi, contrariamente al precedente triennio sono al momento relativi al solo 2004 per complessivi 20 milioni di Euro. Ovvero un budget che risulta incommensurabilmente irrisorio rispetto alla mole dei problemi da affrontare e alla loro gravità, in un quadro di risorse regionali già insufficienti e ulteriormente in calo.
Se occorre assicurare più coerenza verso gli obiettivi di sostenibilità in tutti i settori della pubblica amministrazione, occorrono nel contempo più risorse anche economiche da dedicare ai cruciali problemi ambientali poiché è evidente che quelle oggi a disposizione sono largamente insufficienti rispetto al tipo di problemi sul tappeto. Per farvi fronte sarà necessario anche un nuovo sistema di fiscalità ecologica incentrato sul consumo delle risorse che integri l’attuale fondato sulla tassazione del reddito. Un sistema di incentivi/disincentivi che premi l’innovazione e i comportamenti ecosostenibili ed ecoefficienti dei singoli e delle organizzazioni.

Paesaggio ruraleLa Regione e le Province, in sede di Cabina di Regia del Piano e delle politiche di sostenibilità (è la sede regionale di indirizzo e decisione sulle politiche ambientali prevista dallo stesso Piano fin dal 2001, che si confronta e collabora con le principali associazioni regionali si impresa, ambientali, sindacali), hanno condiviso quanto segue circa le priorità e modalità di attuazione per il Piano di azione ambientale 2004-2006 ed in particolare per l’annualità 2004, la sola che attualmente dispone di risorse finanziarie:
Progetti coordinati a livello provinciale (60% del budget disponibile).
L’attenzione è posta su quei settori interessati ad innovazioni legislative, che necessitano di una fase di sostegno ed incentivo per la loro implementazione nelle politiche territoriali:
- Sistema dei Parchi e delle Aree Protette Regionali.
Al fine di sostenere una nuova fase della politica regionale per la salvaguardia e la protezione delle aree protette (nuovo PdL Giunta RER) e per contrastare gli effetti derivanti da recenti disposizioni legislative (cfr. co. 16-20, art. 3, legge 350/2003), che hanno introdotto criteri estremamente restrittivi per l'utilizzo dei fondi regionali per spese d'investimento, rendendo allo stato attuale problematica la continuità di intervento regionale per il sostegno delle attività svolte dagli Enti Parco.
- Bonifiche e ripristino ambientale dei siti inquinati.
Con la L.R. n. 7/2004 "Disposizioni in materia ambientale"), sono stati attribuiti ulteriori compiti in materia alle amministrazioni provinciali, fra i quali quelli della gestione finanziaria degli interventi. Nella predisposizione da parte delle Province del Quadro Triennale degli interventi dovrà essere assegnata adeguata importanza e visibilità per l'ambito delle bonifiche dei siti, in rapporto alle specifiche situazioni da individuarsi con il suddetto coordinamento regionale.
- Sistemi di gestione integrata dei rifiuti.
Interventi ed attività finalizzate allo 1) sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti e promozione di condizioni omogenee sul territorio sia nell'ambito di progetti di valorizzazione e recupero di energia e di materia, sia in relazione alla possibilità di promuovere la creazione di aree di insediamento produttivo ecologicamente attrezzate; 2) prevenzione nella produzione dei rifiuti, diminuzione della quantità prodotta e della pericolosità; 3) definizione di progetti di sistema per la qualificazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Progetti coordinati a livello regionale (40% del budget disponibile).
Si è ritenuto necessario che la Regione debba coordinare direttamente specifici ambiti ed azioni di carattere innovativo e sperimentale al fine di ottimizzare l’uso delle risorse organizzative e finanziarie nel campo delle azioni integrate volte a promuovere lo sviluppo sostenibile e la sensibilizzazione, responsabilizzazione e partecipazione dei cittadini; per potere promuovere esperienze in rete e fortemente interconnesse tra di loro, al fine di garantirne una ricaduta omogenea attraverso il coordinamento e la diffusione delle best practies sul territorio; per raccordare con maggiore efficacia i programmi nazionali e regionali in atto. In particolare gli ambiti di intervento diretto riguarderanno:

  1. L'adeguamento tecnologico, il completamento e la manutenzione straordinaria delle reti di monitoraggio delle diverse matrici ambientali.
  2. Promozione e sostegno alle gestioni improntate all'efficienza ambientale delle amministrazioni locali (Green Public Procurement; Contabilità Ambientale; sistemi di gestione ambientale negli enti locali - EMAS 2).
  3. Informazione ed Educazione Ambientale (INFEA).
  4. Partecipazione a progetti di cooperazione internazionale.
  5. Ricerche e sperimentazioni in materia di ambiente e di sviluppo sostenibile.
  6. Interventi sperimentali per la mobilità sostenibile e per il miglioramento della qualità dell'aria.
  7. Azioni sperimentali per l'attuazione delle linee guida del Progetto Gestione Integrata delle Zone Costiere anche con attenzione allo sviluppo delle energie alternative.


Il quadro delle risorse finanziarie
L'articolazione delle risorse finanziarie attivabili per il raggiungimento delle finalità del piano si sviluppa sostanzialmente su due versanti: quello inerente ai fondi nazionali e comunitari e quelli stanziati direttamente dalla regione emilia-romagna. La previsione per l'esercizio finanziario 2004 è la seguente:
A. mezzi statali: 20.789.793
b. mezzi regionali: 5.161.827

 

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Pubblicato il 01/12/2004 — ultima modifica 08/05/2013
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