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Le nuove mille vite dei RAEE

In questo approfondimento cerchiamo di fare un po' di chiarezza su dove finiscono i RAEE una volta che li abbiamo portati alla stazione ecologica. Vedremo anche quali sono gli impianti per il trattamento di questi rifiuti presenti in Emilia-Romagna e come potrebbe essere il futuro della raccolta delle apparecchiature elettroniche grazie a un progetto sperimentale

28.11.2012

raee_hpMolti sanno che RAEE è la sigla che sta per Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, pochi invece sanno come funziona il Sistema RAEE, cioè l'organizzazione che sovrintende alla raccolta, allo smaltimento e al recupero di materia dai RAEE. In questo approfondimento cerchiamo di fare un po' di chiarezza su dove finiscono i RAEE una volta che li abbiamo portati alla stazione ecologica.  Vedremo anche quali sono gli impianti per il trattamento di questi rifiuti presenti in Emilia-Romagna e come potrebbe essere il futuro della raccolta delle apparecchiature elettroniche grazie a un progetto sperimentale

Cosa sono i RAEE

All'origine del Sistema RAEE italiano sta il Decreto legislativo 151/05, che ha recepito  la Direttiva Europea (2002/96/CE) e ha definito RAEE i rifiuti che provengono dal fine ciclo di vita di tutte le apparecchiature il cui funzionamento dipende da correnti elettriche o da campi elettromagnetici. La Legge suddivide inoltre i RAEE in due grandi categorie, quelli domestici (di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, assimilabili per natura e per quantità, a quelli originati dai nuclei domestici) e quelli professionali (prodotti dalle attività amministrative ed economiche diversi da quelli provenienti da i nuclei domestici).

Dal 12 novembre 2007 è entrato ufficialmente in vigore anche in Italia il sistema di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche (Sistema RAEE), disciplinato proprio  dal Decreto Legislativo 151 del 2005, la cui responsabilità è affidata direttamente ai Produttori di queste apparecchiature (dette per brevità AEE).

raee5Questo riferimento normativo, il principale per i RAEE insieme alla Testo Unico Ambientale del 2006 (D Lgs 152), contiene gli obblighi di gestione e finanziamento, delle operazioni di ritiro, trasporto e gestione dei RAEE domestici e anche di raccolta dei RAEE professionali. Inoltre, in particolare, stabilisce misure e procedure per prevenire la produzione di RAEE; promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento; migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature (ad esempio produttori, distributori, consumatori e operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE); ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Con il D.M. 185 del 25 settembre 2007 sono stati quindi definiti i 5 Raggruppamenti di RAEE che devono essere effettuati nei Centri di Raccolta sparsi sul territorio e in base ai quali si calcolano le quote di raccolta di competenza di ciascun produttore. Sono così suddivisi:

R1 Apparecchiature refrigeranti;

R2 Grandi bianchi;

R3 Tv e Monitor;

R4 PED,CE,ICT, Apparecchi Illuminanti ed altro;

R5 Sorgenti Luminose.

Quasi tutti le AEE (tv, frigoriferi, computer, cellulari, elettrodomestici vari, lampadine, ecc...) sono formate da componenti riciclabili o nobili, materie utili e pregiate che possono essere recuperate e riutilizzate. Da questi rifiuti possono infatti essere recuperati materiali utili come: alluminio, ferro, vetro, rame, parti elettroniche che, se trattate, riescono facilmente a rientrare nel ciclo economico dando vita a nuove apparecchiature o nuovi oggetti. Ovviamente questi materiali  sono anche spesso potenziali fonti di inquinamento. Poiché sono rifiuti pericolosi è necessario effettuare una raccolta separata con successivo smaltimento controllato non recare daraee1nni all’ambiente. Per questi motivi il loro trattamento deve avvenire in impianti che rispondano a ben precise caratteristiche di sicurezza.

Per capire se un oggetto, quando finirà la sua vita, deve finire tra i RAEE bisogna fare attenzione al simbolo presente sull'oggetto: le AEE immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2005 si riconoscono infatti in modo semplice e leggibile perché riportano il simbolo del cassonetto sbarrato, che significa cioè che non devono essere gettate nei normali cassonetti per i rifiuti.

Dai centri di raccolta agli impianti di trattamento tramite i Sistemi Collettivi e il CdC RAEE

Come anticipato, dal 2008 spettano per legge ai produttori di AEE tutte le attività di ritiro dei RAEE dai centri di raccolta (i Cdr, che non sono altro che le stazioni ecologiche o isole ecologiche presenti in aree comunali attrezzate in collaborazione con i gestori locali dei servizi di raccolta dei rifiuti). Sempre ai produttori spetta il trasporto dei RAEE raccolti in centri idonei che si occupano del successivo trattamento, che deve avvenire nel pieno rispetto delle normative ambientali e con l'obiettivo di massimizzare il recupero dei materiali che li compongono. Queste attività non sono più a carico degli enti locali (come lo sono state fino a parte del 2008) ma vengono gestite dai produttori di AEE mediante i Sistemi Collettivi. I Questi sono i soggetti – ad esempio consorzi o società senza finalità di lucro – fondati e finanziati dai Produttori di AEE per assolvere collettivamente agli obblighi loro attribuiti dal Decreto RAEE. I Produttori possono scegliere di aderire al Sistema Collettivo che reputano più efficiente. I Sistemi Collettivi, operando in libera concorrenza, tendono al contenimento dei costi ed al miglioramento continuo dei livelli di servizio.

Sono invece rimasti di competenza degli enti locali la gestione dei Centri di Raccolta e le modalità di raccolta proposte ai cittadini, alle aziende e agli esercizi commerciali (ad esempio eventuale servizio a domicilio, fasce orarie di apertura delle stazioni ecologiche, ecc...).

raee2I Sistemi Collettivi attualmente attivi in Italia nel settore dei RAEE domestici sono 16, quasi tutti con sede in Lombardia o nel nord Italia, alcuni dei quali specializzati su singoli Raggruppamenti, altri invece si occupano di gestire più categorie di prodotto (Sistemi Collettivi Multifiliera). Questo è l'elenco attuale dei Sistemi Collettivi:

APIRAEE; CCR REWEEE; DATASERV; ECODOM; ECOELIT; ECOEM; ECOLAMP; ECOLIGHT; ECOPED; ECOR’IT; ERP ITALIA; RAECYCLE; REMEDIA; RIDOMUS; ESAGESTIONE RAEE; COBAT.

Come organo per regolare e coordinare le attività del sistema multiconsortile, istituito dai produttori di AEE è stato creato il Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), come previsto dal D.Lgs. 151/2005. Il ruolo fondamentale del CdC RAEE è garantire condizioni uniformi ed omogenee tra i Sistemi Collettivi.  Il CdC RAEE è anche il principale elemento di funzionamento operativo ed ottimizzazione del sistema stesso, offrendo servizi sia ai Sistemi Collettivi che agli altri soggetti di filiera. Questo organo è stato costituito, finanziato e gestito dai Sistemi Collettivi istituiti dai Produttori di AEE.

Lo Statuto del CdC RAEE è approvato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Compito del CdC RAEE è anche definire come devono essere assegnati i Centri di Raccolta tra i diversi Sistemi Collettivi, affinché ciascuno possa trattare la propria quota di RAEE in condizioni operative analoghe a quelle degli altri Sistemi Collettivi. Inoltre assicura la tempestiva raccolta delle richieste di ritiro da parte dei Centri di Raccolta e lo smistamento al Sistema Collettivo assegnatario e assicura inoltre il monitoraggio dei flussi di RAEE.

Le aziende che intendono operare nel settore del trattamento dei RAEE dovranno ottenere l’accreditamento presso il CdC RAEE e certificazioni sulla loro attività.

Esistono diverse di queste aziende in tutte le regioni. Alcune trattano tutte le tipologie di RAEE, altre solo alcune. Quando i RAEE arrivano negli impianti di trattamento vengono messi in sicurezza, eliminando le sostanze tossico-nocive. Successivamente vengono suddivisi, a mano o in maniera automatica o con entrambe le modalità, nei diversi materiali che li costituiscono (legno, ferro, rame, alluminio, acciaio, vetro, plastiche, ecc…).

Le materie prime ottenute dalla separazione dei diversi costituenti dei RAEE sono inviate presso impianti specializzati che li reimmettono così nel ciclo produttivo. I metalli, ad esempio, sono inviati alle fonderie, il legno ad impianti per la produzione di pannelli in legno, il vetro alle vetrerie, e così via. Per avere un'idea di quanto materiale possa tornare a nuova vita dai RAEE basti pensare che da un frigorifero di circa 50 KG si ottengono materiali preziosi quali: 30 Kg di acciaio, 3 kg di rame e alluminio, 1 kg di CFC, 13,5 kg di plastiche, 1 kg di vetro, 1,5 di altri rifiuti destinati a smaltimento.

Gli impianti di trattamento in Emilia-Romagna

raee6In Emilia-Romagna esistono, secondo i dati fornito dal CdC RAEE, 7 impianti di trattamento dei RAEE:  Artoni Autodemolizioni che ha sede a Sorbolo (PR) e in modalità manuale tratta RAEE del raggruppamento R2; Carbognani Cesare Metalli Spa, di San Prospero Parma (PR), che tratta in maniera automatica R2; Dismeco srl che a Bologna esegue trattamento manuale di R2; DIsmeco srl, che a Marzabotto tratta in maniera automatica R2 ma anche R3, R4 e R5; Ferraresi commercio rottami Srl, che ha sede a S. Apollinare (FE)m che tratta in  maniera automatica R2; RE.MA.IND Srl, che a Mordano (BO) tratta in maniera automatica R2 e Tred Srl che a Carpi (MO) tratta R1, R3 e R4 e in maniera manuale R2.

L'Emilia-Romagna è tra le prime regioni per numero di Centri di Raccolta presenti sul territorio: sono 373 pari all'11,60% dei CdR esistenti sul totale italiano: la nostra regione è al terzo posto in Italia dopo Lombardia e Veneto, che fanno registrare una percentuale rispettivamente del 25% e 14%.

L'Emilia-Romagna è anche la terza regione in Italia per quantità di RAEE raccolti pro capite, come riportato nel Rapporto RAEE 2011

Il prototipo RAEE Parking promosso dal Consorzio Ecolight ed Hera

Tra i 16 Sistemi Collettivi operanti in Italia uno dei più importanti è Ecolight, costituito nel 2004 dalla volontà di 43 tra i principali produttori di apparecchi di illuminazione. Oggi il Consorzio è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei RAEE, delle pile e degli accumulatori: con oltre 1.500 aziende consorziate è il primo sistema collettivo in Italia per numero di consorziati e il secondo per quantità di immesso. Ecolight raccoglie aziende produttrici, importatori e i più importanti gruppi della Grande distribuzione organizzataraee_parkingAll'ultima edizione di Ecomondo di Rimini, a inizio novembre 2012, Ecolight ha presentato un prototipo per la raccolta automatica dei RAEE e delle pile esauste. Si chiama RAEE Parking ed è stato progettato e realizzato dall’azienda bresciana ID&A. Il prototipo è stato sviluppato nell’ambito del progetto europeo IDENTIS WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee), che è finanziato all’interno del programma Life+ ed è promosso dal consorzio Ecolight, dalla multiutility Hera e dal consorzio spagnolo Ecolum. Si tratta di speciali e grandi cassonetti, di fatto dei contenitori scarrabili delle dimensioni di 7x2,5 metri. Il conferimento viene effettuato direttamente dagli utenti, che possono accedere al RAEE Parking tramite una tessera di riconoscimento personale. In maniera automatica il cassonetto intelligente pesa il rifiuto e lo censisce, dopodiché si apre una porta dove può essere conferito. Tutti i RAEE così raccolti saranno perfettamente tracciati e gestiti da un computer centrale.

 

Il RAEE Parking, per ora unico esempio del genere a livello mondiale e totalmente di ideazione e realizzazione italiana, è stato pensato per essere posizionato in grandi spazi, come parcheggi, possibilmente in prossimità di grandi centri di vendita. Sarà Hera la prima multiutility a testare il RAEE Parking. Affiancherà infatti il "RAEE mobile”, un camion itinerante attrezzato per ricevere qualsiasi tipo di RAEE e che prevede la presenza di un operatore - e al cassonetto stradale dedicato ai piccoli rifiuti elettrici, entrambi promossi da Hera. A partire dal 2013 e per circa due anni, saranno posizionati nei territori di Bologna, Ravenna, Castenaso e Lugo, oltre nell’area di Saragozza in Spagna.

Ascolta l'audio del direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio, che illustra le caratteristiche del RAEE PArking

Link utili

L'esperienza del "Borgo Ecologico" dell'azienda Dismeco

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Pubblicato il 28/11/2012 — ultima modifica 28/11/2012
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