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Un mondo a difesa dell'ambiente, i grandi numeri del volontariato in Emilia-Romagna

Una panoramica sul volontariato ambientale nella nostra regione, dalle guardie ecologiche agli attivisti nelle oasi naturali: migliaia di persone che migliorano la qualità della vita di tutti

05.10.2012

volontari hpSono migliaia, di ogni età e professione, determinati e convinti. Senza l'opera dei volontari l'ambiente e il patrimonio naturale dell'Emilia-Romagna non sarebbe come possiamo goderlo oggi. C'è chi si dedica alla cura degli animali, chi ripulisce discariche abusive e spiagge, chi conta i cervi nei parchi appenninici ascoltandone il bramito, chi fa rispettare le leggi e i regolamenti nelle zone tutelate,  chi organizza e forma nuovi volontari. Il lavoro che si fa per amore dell'ambiente ha innumerevoli aspetti e ciascuno trova, aderendo ad associazioni o decidendo di fare un'esperienza diversa per un periodo della proprio vita, quello che sente più adatto. L'Emilia-Romagna è una regione in cui il volontariato è forte e radicato, in ogni settore. Quello in campo ambientale non è da meno.

ER-Ambiente ha deciso di fare un "censimento" dei volontari per l'ambiente nella nostra regione: quanti sono, chi sono, quali attività svolgono, a quali associazioni aderiscono. Come si vedrà, il panorama è ampio e i numeri sono confortanti. Ma c'è ancora tanto spazio per chi vuole mettersi a disposizione e dare un senso e un sapore diversi al proprio tempo libero.

Le Guardie Ecologiche Volontarie

Sono circa 1300 i cittadini che svolgono attività di volontariato per diffondere la conoscenza ed il rispetto dei valori ambientali e concorrono con le istituzioni pubbliche alla tutela del patrimonio naturale e dell’ambiente tramite servizi di vigilanza. Le Gev sono state istituite come organismo dalla Regione Emilia-Romagna con L.R. 3 luglio 1989, n. 23, che definisce le modalità per diventare Gev e i compiti riservati a questi volontari.

La Regione fornisce indirizzi e direttive sui corsi di formazione e di aggiornamento; stabilisce gli aspetti su cui le Gev possono accertare le violazioni; cura i rapporti con le Province e con il coordinamento regionale delle Gev (FederGev Emilia-Romagna). È sempre la Regione ad erogare annualmente finanziamenti alle Province per sostenere le attività delle Gev, a fornire materiale per il loro riconoscimento (tesserino personale di cui ogni Guardia deve essere fornita, bracciale, ecc...) e il materiale per svolgere la loro attività di vigilanza.

volontari gev 1Per diventare Guardia ecologica bisogna seguire un corso di formazione organizzato dalla Provincia di residenza e superare un esame finale. È poi la Provincia ad effettuare la nomina a Guardia ecologica: l'ambito operativo in cui i volontari operano è il territorio provinciale. Le Gev sono, dal punto di vista legislativo, Guardie Giurate Particolari che nell'esercizio delle loro funzioni hanno la qualifica di pubblici ufficiali e possono procedere all'accertamento di illeciti di natura amministrativa nell’ambito della legislazione sulla tutela dell’ambiente. Per poter svolgere questa attività di controllo ogni Guardia ecologica deve essere in possesso anche del decreto di guardia giurata, rilasciato dal Prefetto, e aderire ad uno dei 14 Raggruppamenti provinciali esistenti (in alcune province esiste più di un raggruppamento).

Per l'attività di presidio sul territorio e vigilanza non è previsto alcun compenso per i volontari bensì  un rimborso spese forfettario all'associazione per coprire le spese vive (assicurazioni,segreteria, sede, auto, telefoni ecc..).

Questi i compiti in cui le Gev sono impegnate:

  • promuovere e diffondere l’informazione in materia ambientale, con particolare riferimento alla legislazione relativa e concorrere alla protezione  dell’ambiente;
  • accertare, nei limiti dell’incarico, violazioni  delle disposizioni di legge e dei regolamenti in materia di protezione del patrimonio naturale e dell’ambiente, nonché dei provvedimenti istitutivi delle Aree protette e dei relativi strumenti di pianificazione ed attuazione comportanti l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie;
  • collaborare con gli enti od organismi pubblici competenti alla vigilanza in materia di inquinamento idrico, di smaltimento dei rifiuti, di escavazioni di materiali litoidi e di polizia idraulica, di protezione della fauna selvatica, di esercizio della caccia e della pesca, di tutela del patrimonio naturale e paesistico, di difesa dagli incendi boschivi e di polizia forestale, segnalando le infrazioni rilevate e precisando, ove possibile, le generalità del trasgressore; nello svolgimento di tali compiti operano secondo le direttive emanate dai predetti enti od organismi;
  • collaborare con le competenti autorità nelle opere di soccorso in caso di pubbliche calamità ed emergenze di carattere ecologico.

Riguardo quest'ultimo compito, ad esempio, va ricordato che centinaia di Gev sono state e sono tuttora impegnate in compiti di protezione civile nelle aree dell'Emilia-Romagna colpite dal terremoto della primavera  scorsa.

volontari gev"Oltre alle 1300 Gev già operative in regione dobbiamo considerare che esistono circa altri 400 volontari che, in attesa di svolgere l'esame di abilitazione e del decreto prefettizio, affiancano le associazioni delle Gev svolgendo attività di educazione ambientale, protezione civile e tutto ciò in cui non è richiesta l'autorizzazione ad effettuare servizio di vigilanza - precisa Valerio Minarelli, presidente regionale di FederGev, la federazione dei Raggruppamenti delle Gev -. Sulla base di una recente indagine svolta tra i nostri associati sappiamo che il 67% delle Gev è uomo, il 33% donna. Per quel che riguarda l'età, la grande maggioranza ha più di 46 anni: nella fascia 18-30 anni abbiamo il 6% delle Gev, tra i 31 e i 45 il 24%; tra i 46 e i 60 il 44% e oltre i 61 anni il 26%. Come molti settori del volontariato anche questo è tenuto in vita soprattutto da persone in pensione (circa il 30%), che portano in dote una grande competenza e disponibilità. Oltre ai pensionati abbiamo un  34% di impiegati e lavoratori dipendenti, 10% dipendenti pubblici, 11% di liberi professionisti, un 7% di studenti, 2% di casalinghe e 1% di agricoltori".

Ma quanto tempo dedicano le Gev alle loro molteplici attività? "Per legge - spiega il presidente Minarelli - sono richieste 8 ore medie mensili di impegno, cioè 96 ore annue che sono la base per poter ottenere il rinnovo del decreto prefettizio nell'anno seguente. Tanti, ovviamente, dedicano molto più tempo del minimo richiesto.

Il contributo di Legambiente

Tra soci e volontari attivi Legambiente mette in campo nella nostra regione un vero e proprio esercito di 6.000 persone, aderenti a 34 circoli locali. Per il 45% sono femmine, 55% maschi. L'età media dei volontari e soci Legambiente è più bassa rispetto ad altre associazioni ambientaliste: il 13% è sotto i 18 anni, ed il 22% sotto i 35 anni. Legambiente coordina 4 dei 14 raggruppamenti di Guardie Ecologiche Volontarie presenti in Emilia-Romagna (vedi sopra), a cui aderiscono un centinaio di Gev delle 1.300 totali.

volontari legambienteQuasi tutti i soci di Legambiente si impegnano almeno una volta all'anno come volontari in una delle numerosissime iniziative e campagne di cittadinanza attiva promosse dall'associazione. In particolare le attività che coinvolgono il maggior numero di volontari sono "Puliamo il Mondo", la cui edizione 2012 si è svolta alla fine di settembre, "Spiagge e Fondali Puliti", "La Festa dell'Albero". Grande partecipazione e collaborazione viene data dai volontari anche per le campagne storiche di ambientalismo scientifico come Goletta Verde, Treno Verde e i Solar Days e Wind Days. L'associazione ambientalista gestisce inoltre, anche grazie all'opera dei volontari,  4 Centri di Educazione Ambientale.

Chi volesse dare una mano a Legambiente Emilia-Romagna può consultare l'apposita pagina del sito.

Legambiente organizza inoltre dei campi di volontariato per ragazzi, adulti e famiglie. I campi servono  a portare avanti progetti ambientali importanti e si trovano in località italiane ed estere.Di recente volontari dell'associazione sono stati impegnati in operazioni di protezione civile nelle zone terremotate dell'Emilia e Legambiente si è impegnata in un progetto per la ricostruzione di una scuola a San Felice sul Panaro.

Le battaglie dei volontari del WWF

Da tanti anni i volontari del WWF contribuiscono ai successi dell'associazione internazionale, sia a livello mondiale che locale, portandone avanti le campagne e le battaglie. In Emilia-Romagna il WWF conta circa 15.000 soci. L’attività sul territorio è svolta principalmente da circa 300 volontari, organizzati in associazioni locali di livello provinciale o sovracomunale.
Anche i  volontari WWF mettono a disposizione in modo del tutto gratuito il proprio tempo, le proprie capacità e le proprie competenze durante tutto l'anno.

Le attività del WWF si svolgono anche a livello locale secondo la mission del WWF internazionale: costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura. I temi di livello planetario (lotta ai cambiamenti climatici, difesa della natura e del territorio, sviluppo sostenibile), sono declinati in Italia e sul territorio nei seguenti temi generali:

  • - Biodiversità e aree protette: attività di censimento, divulgazione ambientale, contributo di conoscenze e proposte ai processi decisionali.
  • - Territorio ed urbanistica: elaborazione dei dati regionali sul consumo di suolo, azioni di contrasto a piani e progetti non sostenibili, attività di sensibilizzazione sul tema del consumo di suolo
  • - Energia. Azioni legali contro impianti non sostenibili, elaborazione di proposte per la pianificazione regionale.
  • - Rifiuti. Promozione di una proposta regionale di iniziativa popolare per la riduzione dei rifiuti(www.riduzionerifiuti.net)- Agricoltura. Elaborazione di proposte per un’agricoltura più sostenibile, multifunzionale e di supporto alla biodiversità

  • - Educazione Ambientale. Programmi per le scuole, anche in attuazione delle proposte del WWF Italia
  • - Acqua. Partecipazione ai forum per l’acqua pubblica, con particolare attenzione alla conservazione della risorsa idrica per la biodiversità.
  • - Caccia. Partecipazione ai processi decisionali con proposte specifiche e attività di vigilanza sul territorio (guardie volontarie).

Dvolontari wwfi recente è stato attivato il progetto  “Giovani Protagonisti per la Natura" con incontri e attività in 32 Oasi italiane. L’iniziativa coinvolge giovani tra i 18 e i 35 anni in attività di conoscenza della natura e del territorio con l’obiettivo di fornire loro strumenti per leggere il loro ambiente di vita e motivarli a prendersene cura.  Il sito www.giovaniprotagonistiwwf.it presenta l’iniziativa, l’elenco delle oasi coinvolte e il loro programma di incontri, il form per iscriversi e partecipare.

Un'altra iniziativa che coinvolge volontari è Riutilizziamo l’Italia: un censimento delle aree degradate o non utilizzate, per dimostrare che non serve altro suolo da consumare, ma idee per utilizzare meglio il territorio. Va segnalato poi l'imminente Biodiversamente 2012, che si svolgerà il 27 e 28 ottobre nelle Oasi WWF, nei musei, negli acquari e nei centri di ricerca attivi per la conservazione della biodiversità e per la divulgazione del suo valore.

Nella nostra regione si trovano 8 Oasi del WWF che contribuiscono alla salvaguardia di ambienti naturali di particolare pregio e interesse. In Emilia-Romagna, inoltre, ci sono anche due CEA del WWF e due "Fattorie del Panda": tutti luoghi in cui operano i volontari dell'associazione. Anche nell'attività delle sedi locali del WWF operano volontari.

I volontari delle Delegazioni FAI

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) da oltre 35 anni opera per far rispettare l'articolo 9 della Costituzione Italiana : “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Il FAI si occupa quindi di restauro e conservazione; educazione e sensibilizzazione; presidio dell'ambiente e del paesaggio minacciato raccogliendo gli appelli delle comunità locali, facendo segnalazioni alle Istituzioni, intervenendo direttamente laddove possibile; turismo culturale; convenzioni culturali; organizzazione di eventi e partecipazione.

Per la diffusione dei suoi scopi statutari il FAI  si avvale a livello locale dell'apporto di una rete regionale di Delegazioni organizzate in Consigli e Segreterie Regionali, con gruppi organizzati di volontari presenti nelle maggiori città italiane (vedi qui i riferimenti per l'Emilia-Romagna).

Le Delegazioni organizzano, ciascuna nel territorio di competenza, i grandi eventi nazionali (Giornata FAI di Primavera ed evento autunnale di raccolta fondi) ed eventi locali, quali gite culturali in luoghi di rilevante valore storico-artistico, concerti e spettacoli teatrali, visite guidate a mostre e musei, conferenze e seminari.

"I delegati del FAI in Emilia-Romagna - spiega Barbara Rossi, referente regionale del Fondo - sono 116. Si tratta degli aderenti al FAI che sono più presenti e prestano gratuitamente un'opera pressoché giornaliera. Oltre a questi ci sono altri 200 volontari che si rendono disponibili ad aiutarci in occasione degli eventi più importanti durante l'anno, come la Giornata FAI di Primavera o la manifestazione "Frutti antichi", che si tiene questo fine settimana a Piacenza. I nostri volontari sono principalmente donne, una buona parte di loro sono insegnanti in pensione. Negli ultimi tempi va però evidenziata una grande partecipazione di giovani volontari".

Chi volesse diventare volontario FAI può consultare questa pagina.

Italia Nostra a difesa del paesaggio e del patrimonio ambientale

Da oltre 50 anni Italia Nostra protegge i beni culturali e ambientali. Il compito dell'associazione non si limita al salvare dall’abbandono e dal degrado monumenti antichi, bellezze naturali o opere dell’ingegno ma persegue un nuovo modello di sviluppo, fondato sulla valorizzazione dell’inestimabile patrimonio culturale e naturale italiano. In Emilia-Romagna i soci sono 1.200, appartenenti a 21 sezioni. I volontari attivi a tempo pieno sono circa un centinaio. I loro compiti sono per lo più di vigilanza sul rispetto delle regole ambientali, interlocuzione con le istituzioni per proporre normative migliorative della situazione esistente, denunciare situazioni anomale o che mettono a repentaglio parchi e zone protette.

In aiuto degli animali

Sono tante le persone che si dedicano alla cura e all'assistenza degli animali in difficoltà. Un'associazione che da tanti anni ha consolidato la propria azione è ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). "Siamo presenti con sedi in tutte le province e abbiamo anche alcune sedi comunali - spiega il coordinatore regionale di ENPA, Carlo Locatelli -. La nostra è quindi una presenza capillare sul territorio emiliano-romagnolo. Siamo quasi tutti volontari e le nostre attività variano a seconda della realtà in cui ci troviamo a operare: abbiamo canili interamente gestiti dall'associazione, altri in gestione dagli enti pubblici, gattili, colonie feline. In prevalenza ci occupiamo quindi di cani e gatti, ma la nostra azione di tutela dei diritti degli animali non riguarda solo gli animali domestici, ma anche quelli da reddito, selvatici ed esotici. Per farne rispettare i diritti sollecitiamo gli enti pubblici a intervenire ma abbiamo anche una ventina di guardie zoofile volontarie che hanno compiti di vigilanza e sanzione, riconosciuti da un decreto prefettizio. Queste guardie sono formate direttamente da ENPA con dei corsi specifici: una volta abilitati possono vigilare sui reati verso gli animali, comminando sanzioni ai trasgressori o, nei casi più gravi, possono dare notizia di reato alle Procure.

"Oltre alle 20 guardie abbiamo una cinquantina di volontari che prestano la loro opera nei canili e nei gattili: fanno le pulizie dove necessario, danno da mangiare agli animali, li accompagnano nello sgambamento, incentivano le adozioni. Preziosi sono anche i volontari che stanno negli uffici rispondendo alle chiamate, dando seguito alle segnalazioni e svolgendo funzioni amministrative. Abbiamo in egual misura uomini e donne, giovani e pensionati, che almeno una volta alla settimana si mettono a disposizione nelle nostre strutture, chi non riesce durante la settimana perché è al lavoro può venire nei weekend".

Chi vuole darsi da fare per rendere migliore la vita a cani e gatti che non hanno la fortuna di avere un padrone, può rivolgersi alle sezioni provinciali o comunali o alla sede regionale di Ravenna.

Ma non c'è solo chi si dedica agli sfortunati amici a quattro zampe. C'è anche chi, come la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), concentra la propria attenzione sugli uccelli. La sede regionale è a Parma ma se ne trova una quasi in ogni provincia, diverse delle quali sono alla ricerca di volontari. LIPU gestisce anche in Emilia-Romagna una rete di oasi e di centri recupero per la fauna selvatica, in particolare, appunto, volatili di ogni specie. In Emilia-Romagna i volontari LIPU sono 90 e nel 2011 hanno svolto oltre 7.000 ore di volontariato che si è svolto principalmente in attività di educazione ambientale, recupero fauna selvatica, divulgazione, vigilanza.

volontari centro faunaUn'eccellenza presente in regione è il Centro Fauna Selvatica "Il Pettirosso" di Modena. Ogni anno i suoi volontari si occupano di centinaia di animali selvatici di ogni specie feriti, vittime di incidenti stradali o semplicemente in difficoltà. Li recuperano, li assistono, li curano, li rilasciano in natura. Al Centro fanno riferimento 30 volontari e altrettanti veterinari.

"Lo status che si consegue, con il corso di formazione di un anno da noi previsto - dice Piero Milani, responsabile del Centro -, è quello di  vero e proprio volontario professionale. La formazione che viene svolta è la stessa del Corpo Forestale dello Stato e la si ottiene nelle migliori scuole del Corpo, come quella di Rieti. Oltre a questo prevediamo spesso incontri formativi su varie tematiche. Ai nostri volontari si richiede una disponibilità 24 ore su 24 sul territorio modenese, ma non solo. Capita molto spesso, come ad esempio nel caso del recente terremoto, che siamo chiamati per soccorrere animali in difficoltà anche in altre province dell'Emilia-Romagna, ma anche da altre regioni o dovunque ci chiami la Forestale.

"Dobbiamo essere in grado di essere fuori di casa in 5 minuti, anche di notte sotto una nevicata, per andare a recuperare qualsiasi tipo di animale. Per chi lavora a "Il Pettirosso" è inevitabile che  l'attività del Centro diventi una priorità nella vita. A loro chiediamo molto, ma crediamo che il Centro dia anche molto, offrendo un'esperienza non comune, permettendo di investire bene il proprio tempo libero. La selezione iniziale è accurata e non si limita a un colloquio motivazionale. L'esperienza, comunque, si apprenderà sul campo. Anche dodici università ci mandano studenti a formarsi. L'80% dei nostri volontari sono donne e abbiamo rappresentanti di svariate professioni: idraulici, elettricisti, studenti di giurisprudenza, casalinghe, impiegati... Dall'inizio del 2012 abbiamo già ricevuto 600 richieste di intervento e ben l'80% degli animali viene rimesso in libertà dopo le cure. Stiamo ampliando la nostra attività nei parchi, per consulenze e servizi o anche per l'immissione in natura e il ripopolamento. Siamo nati come associazione nel 2000 e siamo sostenuti da donazioni private e dalla Provincia di Modena, che trova nel Centro un'azione seria ed efficace".

Per un Centro molto particolare è richiesto però un impegno davvero importante: "Chiediamo tre presenze settimanale pomeridiane, dalle 14.30 fino a che c'è da lavorare, cioè fino a che è stato allattato, ad esempio, l'ultimo capriolo o sono stati nutriti i rondoni, che si cibano 4 volte al giorno" aggiunge il responsabile Milani. "Il Pettirosso"  sta poi ampliando le proprie strutture e, manco a dirlo, sono i volontari in prima persona a svolgere il lavoro di costruzione. "Tutto quello che si trova nel Centro è stato realizzato da noi - dice il responsabile -. Ci limitiamo a comprare i materiali e poi ci pensiamo noi a costruire, quando abbiamo un po' di tempo libero, nei fine settimana".

Vedi anche il nostro approfondimenti sui centri di cura e assistenza alla fauna

Nei parchi a contatto con la natura

volontari_parchiNella nostra regione ci sono poi decine di altri volontari che magari non aderiscono ad associazioni ma si impegnano in iniziative particolari o decidono di trascorrere periodi di vacanza dando una mano nei centri di educazione ambientale o nei parchi. Accade ad esempio al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.  La scorsa estate 7  ragazze e ragazzi sono venuti da tutta Italia a trascorrere due settimane come volontari nel Parco, ospiti  di una Casa Forestale. Nelle giornate di maggiore afflusso turistico ai luoghi più frequentati del Parco Nazionale hanno ripulito i sentieri, svolto lavori di manutenzione  (ad esempio al giardino botanico di Valbonella), fornito assistenza a molti visitatori.

Hanno sorvegliato anche gli anfratti più remoti del Parco, per segnalare ogni pericolo o stranezza: dagli illegali rifornimenti d’acqua di torrente ai principi d’incendio. Hanno infine lavorato a stretto contatto con i vari tirocinanti del Parco: una collaborazione internazionale oltre che formativa, visto che al momento questa estate gli uffici del Parco hanno ospitato un biologo spagnolo, due universitari polacchi e un tedesco. A fine settembre un nuovo gruppo di volontari ha preso il loro posto. Per maggiori informazioni sugli ultimi turni del 2012 si può consultare il forum http://foreste.casentinesi.forumfree.it o scrivere a volontariato@parcoforestecasentinesi.it.

 

Link utili

Ascolta l'audio di Cinzia Morsiani, presidente regionale del WWF

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Pubblicato il 05/10/2012 — ultima modifica 05/10/2012
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