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Sempre più in alto, senza dimenticare la sostenibilità

Tornano a svettare verso il cielo i grattacieli, anche in Italia e in Emilia-Romagna. Quasi tutti i progetti degli ultimi anni sono accomunati da una grande attenzione all'ambiente. Ecco gli esempi più interessanti

24.05.2013

unipol_hpTanti nuovi grattacieli stanno sorgendo negli ultimi anni in giro per il mondo. Anche l'Italia non sembra essere immune da questa rinnovata voglia di sfidare il cielo con architetture sempre più ardite e spettacolari.  Milano (dove è ormai in vista l'Expo 2015) e Roma (dove il quartiere dell'EUR sta vivendo una nuova giovinezza) sono i luoghi principali della sperimentazione italiana. Ma anche dalle nostre parti molti edifici tornano a svettare, primo fra tutti la Torre Unipol a Bologna. I motivi per cui si torna a realizzare grattacieli sono probabilmente gli stessi che portarono alla costruzione dei primi grattacieli di Manhattan: la necessità di consumare meno suolo possibile sviluppando l'edilizia in verticale.

Curiosamente quando l'Empire State Building e il Chrysler Building di New York videro la luce - nei primi anni '30 - il mondo stava attraversando una crisi economica profonda come quella attuale. Superato in qualche modo lo shock provocato dalle immagini delle Twin Towers collassate e la sottile inquietudine causata da palazzi che salgono anche ben oltre i 100 metri di altezza, si è da qualche tempo ripreso a progettare in grande e verso l'alto.

Rispetto al passato si è aggiunto un nuovo  criterio a guidare la creatività e la mano dei designer e degli studi di architettura: la sostenibilità ambientale degli edifici che si vanno a costruire. Ideando strutture che, da sole, arrivano ad ospitare la stessa popolazione di paesi di medie dimensioni, non si può oggi fare a meno di affrontare tutti gli aspetti che riguardano i consumi energetici, l'uso delle risorse ed anche nuovi e più "verdi" modi di vivere le aree urbane. Siano essi costruiti per contenere uffici o destinati ad uso residenziale tutti i grattacieli realizzati o progettati negli ultimi 10-15 anni hanno al centro il tema della sostenibilità.

In questo approfondimento vediamo i progetti o le realizzazione di grattacieli più interessanti dal punto di vista ambientale realizzati in Italia e nel resto del mondo, cominciando da quelli più vicini noi.

La Torre Unipol a Bologna

Dall'anno scorso, quando è stata inaugurata la Torre Unipol di via Larga, Bologna ha per la prima volta nella sua storia un edificio più alto della medievale Torre degli Asinelli (h. 97 metri). Il nuovo edificio, di proprietà di UNIFIMM e Gruppo Unipol e progettato da architetti bolognesi, è alto 125 metri per 30 piani complessivi (3 dei quali interrati) ed ha una forma trapezoidale che lo rende molto caratteristico. Viene utilizzato per gli unipol1uffici di due società del Gruppo Unipol: LINEAR e UNISALUTE, salvo gli ultimi tre piani, la cosiddetta "lanterna", che funge da belvedere sulla città e sulla pianura. La Torre di via Larga è inserita in un intervento che comprende anche una struttura alberghiera e una piastra commerciale multifunzionale. La piastra è protetta da una vela di copertura con struttura  in acciaio e cuscini in ETFE (Effetto Shed) che ha lo scopo di schermare i raggi solari e di ottenere un alto rendimento energetico per lo sfruttamento dell’energia solare attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Durante la progettazione della Torre è stato sviluppato un approfondito studio sull’orientamento dell’edificio per raggiungere gli obiettivi di una maggiore difesa dagli orientamenti critici dell’estate; una adeguata esposizione agli orientamenti solari dell’inverno;  trasparenza verso l’esterno; condizioni termo-igrometriche ottimali in tutte le stagioni e protezione acustica dai rumori esterni. I progettisti hanno perciò sviluppato una tipologia di involucro a doppia pelle dotato di intercapedine dinamica discontinua a corridoi orizzontali e frangisole a lamelle orientabili automatizzate che, oltre a questi scopi, consente anche un notevole risparmio energetico.

L'impianto di climatizzazione è autonomo su ogni piano, a Flusso di Refrigerante Variabile (VRV: Variant Refrigerant Volume) e condensazione ad aria. Le unità di climatizzazione VRV sono quindi caratterizzate da una elevata capacità di adeguare in tempi rapidi gli assorbimenti di energia all’effettivo andamento dei fabbisogni; sono molto efficienti e riducono le emissioni in atmosfera. Nelle mezze stagioni, quando la temperatura è ottimale, l’aria esterna viene immessa senza subire trattamenti termici e garantendo quindi il comfort interno in maniera gratuita (Free-cooling).

unipol2Altra caratteristica interessante del sistema impiantistico adottato è la funzione di Recupero Termico ad alta efficienza: attraverso un sistema di recupero di calore l’aria esterna viene preriscaldata in maniera gratuita attraverso un sistema di scambio di calore con l’aria di espulsione.

Per quel che riguarda l'impianto di illuminazione si è scelto di ridurre la potenza delle lampade previste a soffitto nei piani, prevedendo l’aggiunta di apparecchi di illuminazione da tavolo ad alta efficienza. Ciò comporta una riduzione dei consumi elettrici annuali. Ai piani sono stati inoltre installati dei sensori di occupazione per l’illuminazione degli spazi interni, in modo da gestire in automatico l’accendimento e lo spegnimento dell’impianto di illuminazione degli spazi occupati. Gli spazi uffici sono poi dotati di sistemi di regolazione dell’intensità dell’illuminazione artificiale in base agli apporti di luce naturale degli spazi.

Sulla Torre sono stati realizzati due impianti fotovoltaici (uno sulla copertura e uno sulla facciata sud-ovest) per una potenza complessiva di circa 100 kW.

Di grande rilevanza dal punto di vista ambientale è il processo di certificazione LEED a cui la torre è stata sottoposta a partire dal 2009, coinvolgendo tutti gli attori del progetto (la committenza, i progettisti architettonici, i progettisti degli impianti, i progettisti illuminotecnici, i progettisti del verde, i consulenti energetici, le Imprese, ecc..) e definendo così un vero e proprio Team Integrato.

LEED® Green Building Rating System è lo standard di certificazione energetica e di sostenibilità più in uso al mondo: si tratta di una serie di criteri sviluppati negli Stati Uniti e applicati in oltre 100 paesi del mondo per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale, economico e della salute. L’organizzazione che definisce lo standard LEED è il Green Building Council. Si individuano e delineano così le “best practices” per ingegneri, architetti, professionisti e per l’intera comunità del settore, destinate a divenire linee guida nella certificazione di parte terza. LEED opta per una visione olistica della sostenibilità, basandosi sul concetto di Progetto Integrato.  LEED è un "sistema di valutazione" che funziona tramite l'assegnazione di un punteggio legato al conseguimento di "Crediti" nelle diverse aree della sostenibilità. Il processo LEED si divide in due fasi di sottomissione dei crediti: Design - progettazione, una volta finita la fase di decisione progettuale; Construction - costruzione, una volta finito il cantiere e fatti tutti i collaudi.

La Torre Unipol ha ottenuto il livello di certificazione LEED Gold, il terzo più alto in una scala di quattro, secondo solo al livello Platinum.  Per quel che riguarda la sostenibilità del Sito di costruzione è stata fatta una rilevante bonifica e riqualificazione dell'area industriale dismessa su cui ora sorge la Torre;  si è deciso di aumentare la dotazione di spazi esterni vegetati rispetto agli standard normativi, utilizzando piante native e adattate per ridurre la richiesta di acqua; si è puntato a ridurre l’effetto isola di calore, attraverso l’utilizzo di materiali con un unipol3indice di riflettenza solare alto per le pavimentazioni esterne e la realizzazione di coperture verdi.

Anche il cantiere è stato gestito in maniera sostenibile, con una serie di misure per prevenire il disturbo (ad esempio l’utilizzo di tessuto non tessuto nei tombini, recinzioni di cantiere che non permettano fuoriuscita di terreno dilavato e polveri, vasca di lavaggio delle ruote degli automezzi, vasca di lavaggio delle betoniere ecc..). Sono stati predisposti parcheggi per le biciclette e parcheggi dedicati per i veicoli con carburanti bassoemissivi.

Grazie all’adozione di LEED sono state sviluppate delle strategie di sostenibilità che hanno portato ad una riduzione dell’utilizzo di acqua potabile pari a circa il 50%, rispetto ad un caso base. Per quanto riguarda l’irrigazione, si è potuto ottenere una riduzione del consumo dell’acqua potabile pari al 52%, rispetto ad un caso base, scegliendo adeguate tipologie di specie vegetali autoctone. Per quel che riguarda invece gli usi interni dell’acqua (wc, lavandini, docce) si è deciso di ricercare sul mercato delle apparecchiature idrosanitarie efficienti, che permettessero un minor consumo di acqua, e riduttori di flusso per la rubinetteria installata, raggiungendo una riduzione rispetto al caso base di oltre il 50%. Oltre che alla riduzione dell’uso di acqua potabile, tutto ciò porta ad una riduzione anche sul consumo di energia, che viene utilizzata per riscaldare, refrigerare oppure distribuire l’acqua.

Con l’adozione dell’approccio LEED è stato inoltre introdotto lo strumento della Modellazione Energetica in regime dinamico che ha portato a rilevare diversi aspetti cruciali del progetto, valutando l’efficienza energetica dell’edificio in termini di consumi annuali legati a tutte le fonti di consumo energetico (riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, ecc). L’installazione di apparecchiature di misura dell’energia consumata dall’edificio consente di tenere sotto controllo i consumi effettivi nella fase di esercizio e di intervenire tempestivamente in caso di significativi scostamenti rispetto alle previsioni.

unipol4Nella Torre è stata predisposta una progettazione attenta del servizio di raccolta differenziata per tutto l’edificio. L’attività di differenziazione si struttura con bidoncini per carta e plastica in dotazione ad ogni postazione di lavoro, punti di raccolta comuni ad ogni piano dell’edificio e un punto raccolta di tutti i rifiuti complessivamente prodotti dalla Torre nei piani interrati.

Nella fase di costruzione è stato poi promosso il riciclo dei materiali, la riduzione dell’uso di materiali vergini e la riduzione delle emissioni per il loro trasporto: il 44% di materiale utilizzato nella Torre è così di provenienza regionale.

Importanza è stata ovviamente data alla qualità ambientale interna, garantendo la corretta quantità di aria di rinnovo per ogni spazio occupato, aumentando così il comfort e la produttività degli occupanti dell’edificio. C'è anche il divieto di fumare all’interno di tutto l’edificio e all’esterno per un perimetro di sicurezza di circa 8 metri.

La Torre Frascari a Castel Maggiore

A Castel Maggiore, nella pianura bolognese, è in costruzione la Torre Frascari, un edificio destinato ad abitazioni alto 87 metri. È costituito da un’armatura in acciaio rivestita da una struttura modulare in vetro. Per tutelare i futuri inquilini dall’inquinamento acustico e garantire alle famiglie un notevole risparmio energetico, le facciate dell’edificio vengono riempite un metro alla volta con la malta leggera termoisolante frascariEdilteco.

CPL Concordia cura l'Empire State Building

Il Gruppo CPL CONCORDIA, che ha sede a Concordia sulla Secchia (MO), è entrato di recente nel mercato USA con due importanti acquisizioni confluite nella neo costituita società denominata CPL CONCORDIA USA. La nuova società, partecipata al 50% dal socio statunitense G Three Partners, impiega attualmente 21 addetti e detiene già contratti di gestione in 40 "buildings" di grandi dimensioni per le attività di impiantistica e manutenzione, "metering" (misurazione), ingegneria e servizi tecnici, monitoraggio e fatturazione consumi. Fra le strutture più importanti servite da CPL CONCORDIA USA c'è anche l'Empire State Building, il celebre grattacielo di New York.

Gli ambiti di intervento in cui il Gruppo emiliano-romagnolo potrà dare lustro di sè anche a New York sono la gestione calore (global service e facility management), il gas (costruzione, manutenzione e gestione reti metano e GPL), l'acqua, il teleriscaldamento, l'energia elettrica, i servizi tecnologici (software, videosorveglianza, domotica), i prodotti per la misura gas, lo sviluppo e applicazione di fonti rinnovabili.

Il Bosco Verticale a Milano

Uno degli esempi più notevoli di architettura ecosostenibile nel nostro Paese è il quasi completato progetto del Bosco Verticale, progetto dello studio Boeri nel centro di Milano, ai margini del quartiere Isola. Consiste in due torri di 108 metri e 23 piani l’una, 78 metri e 21 piani l’altra, che ospiteranno ai piani oltre 900 alberi, alti fino a sei metri di altezza, e arbusti per una superficie complessiva di 10.000 mq di bosco. Le facciate ventilate del Bosco Verticale sono ricoperte da isolanti minerali composti con il 95% di materie prime naturali: sabbia, e 80% di vetro riciclato: 20 mila metri quadrati di pannelli realizzati ad hoc. Nelle intenzioni dei progettisti tutto questo contribuirà alla creazione di un bosco_verticalemicroclima interno, alla produzione di umidità, all’assorbimento di CO2 e polveri, alla formazione di ossigeno. Inoltre, sulla copertura di ciascuna torre è prevista la realizzazione di 22 pale eoliche, parte dei parapetti delle terrazze ospiteranno pannelli fotovoltaici per una superficie totale di 500 mq che servirà all'autosufficienza energetica dell'edificio.

Come spiega lo Studio Boeri, Bosco Verticale è un "progetto di rimboschimento metropolitano", un modello di densificazione verticale della natura all'interno della città che contribuisce alla rigenerazione dell'ambiente e della biodiversità urbana senza espandere la città sul territorio. Il Bosco Verticale è un sistema che ottimizza, recupera e produce energia, mentre l' impianto di irrigazione funzionerà in grande misura attraverso il filtraggio e riutilizzo delle acque grigie prodotte dalla costruzione. La manutenzione della vegetazione del Bosco Verticale sarà centralizzata e affidata a un'agenzia esterna.

Il progetto dello Studio Boeri

Unicredit Tower, l'edificio più alto d'Italia

È stato inaugurato solo da pochi mesi nel quartiere Porta Nuova a Milano e con i suoi 232 metri è l'edificio più alto d'Italia. L'UniCredit Tower, quartier generale di Unicredit, consiste in tre edifici progettati dallo studio statunitense Pelli Clarke Pelli Architects. L'edificio più alto del complesso è sovrastato dalla Spire, una struttura a forma di guglia che completa la Torre. I tre edifici di Unicredit hanno ricevuto dall’US Green Building Council la certificazione di LEED Gold grazie a: 22,5% di risparmio energetico, 37,3% di riduzione dell’utilizzo di acqua potabile negli edifici, 100% di riutilizzo di acqua piovana, 93% di riciclo dei rifiuti da cantiere, 20,5% di materiale provenienti da riciclo utilizzato nelle costruzioni e 41% di materiali di costruzioni di provenienza locale. A marzo 2013 la Torre è stata visitata da centinaia di persone in occasione della Giornata FAI di Primavera.

Una rivista online con informazioni sul progetto Porta Nuova (file pdf)

Le Torri e la City Life di Milano

È in fase di realizzazione (e dovrebbe essere completata entro il 2015, anno dell'Expo) la CityLife di Milano, un vasto progetto di citylife.jpgriqualificazione del quartiere storico della Fiera Campionaria. Quando sarà terminata sarà la più grande area pedonale di Milano, grazie alla scelta di spostare viabilità e parcheggi a livelli interrati. A realizzarlo il Gruppo Generali in consorzio con altri importanti gruppi assicurativi. Il nuovo quartiere sarà ad emissioni zero, senza caldaie a gas, né altre fonti di combustione.

La risorsa primaria di energia è l’acqua: con il teleriscaldamento per il riscaldamento e il raffrescamento nelle torri e l’utilizzo di pompe di calore alimentate dall’acqua di falda per le stesse esigenze nelle abitazioni. Tutti gli edifici di CityLife avranno alte prestazioni energetiche: i pannelli fotovoltaici riducono sensibilmente il consumo energetico necessario per il funzionamento degli impianti. Il profilo ecologico del quartiere è anche fortemente legato alla creazione di un grande Parco pubblico di 168.000 mq che andrà a integrarsi con i parchi del settore nord-ovest della città e attiverà la più importante rete ecologica di Milano, essenziale per la depurazione e ossigenazione dell’aria e per il riequilibrio ambientale urbano. Fiore all'occhiello di City Life saranno le tre torri destinate a uffici, che prendono il nome dai tre architetti che hanno firmato il progetto: Isozaki, Hadid e Libeskind, che sono state progettate per garantire la massima efficienza e contenimento dei costi energetici.

La Torre Isozaki, ribattezzata "Il dritto", è alta 202 metri ed ha 50 piani. Ha già ottenuto la pre-certificazione LEED “Gold”, soddisfacendo i prerequisiti di sostenibilità ambientale previsti dagli omonimi standard internazionali. Anche la Torre Hadid (“Lo Storto”), alta 170 metri, la cui costruzione seguirà a distanza di qualche mese rispetto alla prima, ha ottenuto la pre-certificazione Leed Gold e la Torre Libeskind, (“Il Curvo”), alta 150 metri, verrà analogamente progettata e costruita secondo i criteri di edilizia sostenibile.

La Torre Diamante

Un altro grattacielo del progetto "Porta Nuova" a Milano è la Torre Diamante, un innovativo edificio terminato nel 2012. È alto 140 metri e, come altri realizzati a Milano, ha ottenuto la certificazione LEED GOLD.  La facciata è definita da una superficie in vetro concepita come involucro dalle alte prestazioni isolanti, con infissi a taglio termico e profili in alluminio. Tutti gli elementi che compongono la Torre Diamante torrediamantesono stati studiati con l’obiettivo di realizzare un progetto in grado di ridurre drasticamente il consumo di energia impiegando al meglio le fonti rinnovabili: sono infatti installati impianti geotermici, pannelli solari e fotovoltaici, pompe di calore e motori a inverter per un maggiore risparmio. È stato inoltre previsto un sistema per la raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione, l’uso di materiali riciclati e biodegradabili e un sistema di riciclaggio automatico dei rifiuti. Un impianto speciale monitorerà poi il rendimento energetico della struttura ottimizzando la gestione e la manutenzione.  Il progetto architettonico è dello studio Kohn Pederson Fox Associates.

Raccolta differenziata alla Torre Eurosky a Roma

L'Eurosky Tower, progettato dallo studio Purini - Thermes, è l'edificio più alto di Roma. È ormai completato e si trova al Torrino, zona residenziale che confina con l'EUR. Si sviluppa su 28 piani e 120 metri di altezza, con 200 unità abitative. Inserito nell'ambito del progetto Europarco a Roma (che comprende anche la Torre Europarco), il progetto pone grande attenzione ai temi della sostenibilità ambientale. Per la raccolta dei rifiuti è stata impiegata la tecnologia Automatic Waste System (AWS), cioè un impianto che avrà un'estensione di circa 96 m d'altezza per 70 m di larghezza, attraverso l'istallazione di 168 portelli di carico (ogni piano ne avrà a disposizione 6) che differenziano i rifiuti. Con questo sistema automatico gli abitanti della Torre potranno porre i sacchetti di rifiuti sulle stazioni di carico. Possono essere collocate all'esterno o all'interno degli edifici e sono dotate di sensori che ne rilevano il livello di saturazione. I rifiuti corrono poi, all'interno di tubazioni in acciaio a una velocità di 70-80 km/h. All'interno della rete di tubazioni ci sono delle turbine che aspirano l'aria creando una condizione di depressione in grado di trasportare i rifiuti lungo l'intera rete sino alla centrale di raccolta. Quest'ultima, interrata o fuori terra, può avere un'altezza di circa 6 m e una dimensione complessiva che va dai 150 ai 400 mq. In generale le sue dimensioni sono correlate al numero delle abitazioni da servire.  All'interno della centrale si trova uneuroskyciclone separatore, struttura in acciaio, che separa i rifiuti dall'aria utilizzata per il trasporto, mentre un compattatore riduce il volume attraverso una pressa idraulica. Ci sono poi filtri "a carboni attivi" (per l'eliminazione degli odori) e filtri "a manica" (per l'eliminazione delle polveri fini) che depurano l'aria utilizzata nel trasporto prima di rimetterla nell'atmosfera. I rifiuti compattati vengono spinti automaticamente all'interno dei container, dove rimarranno sino al momento della loro trasformazione o stoccaggio definitivo. I container raggiungeranno la superficie attraverso rampe o elevatori.

Nel 2010 AWS ha valso a Oppent, l'azienda creatrice, la selezione tra le prime 10 aziende nella sezione rifiuti del Premio Sviluppo Sostenibile, organizzato dall'omonima Fondazione e la fiera Ecomondo (rassegna delle tecnologie verdi e nuovi stili di vita);
Nell'aprile 2011, un saggio sulla tecnologia Automatic Waste System, a firma di Alberto Beretta, ha trovato spazio nel volume "Green Italia. La rivoluzione verde è adesso".

Un video che spiega il funzionamento di AWS

"The shard" di Renzo Piano a Londra

The Shard, la “scheggia”, è il grattacielo che da meno di un anno arricchisce lo skyline di Londra. Lo ha progettato l'archistar italiana Renzo Piano. L’edificio sorge nel cuore della City e con i suoi 310 metri e 72 piani abitabili è il più alto di tutto il Regno Unito. Oltre che per la sua altezza, si distingue anche per la sua sagoma, una piramide irregolare totalmente rivestita con 11.000 pannelli in vetro. Questa scelta è stata spiegata innanzitutto col fatto che il vetro è un elemento naturale e riciclabile all’infinito e contribuisce a trasmettere l’immagine di un’opera di architettura attenta alla tutela ambientale.

The Shard sorge inoltre in una posizione strategica all’interno della rete di mobilità pubblica della capitale: è a pochi passi da una stazione ferroviaria, a due fermate della metro e da ben 20 fermate di autobus. Secondo Renzo Piano, infatti, per ottenere in futuro città realmente sostenibili è necessario stimolare e favorire la scelta dei mezzi pubblici da parte della cittadinanza.

shardLe attività che saranno svolte quotidianamente all’interno del grattacielo richiedono un’enorme quantità di energia. Per questo, nella fase di progettazione del grattacielo è stata posta una grande attenzione al tema dell’efficientamento energetico dell’imponente struttura. Parte del fabbisogno energetico sarà coperto tramite l’utilizzo di fonti naturali: l’energia solare e quella eolica. Gli ultimi quindici piani saranno utilizzati come radiatore, mentre l’energia del vento sarà utilizzata per raffreddare gli ambienti, rendendo superfluo il ricorso all’aria condizionata. È stato previsto anche un sistema di recupero dell’acqua piovana e della neve. Nel complesso, il grattacielo garantisce un risparmio energetico superiore del 35%. Inoltre, almeno il 20% dell’acciaio utilizzato per la sua costruzione era riciclato e la quasi totalità dei materiali di scarto derivanti dalle opere di realizzazione del grattacielo è stata a sua volta differenziata e riciclata.

La Pearl Tower in Cina

Nel marzo 2011 è stata completata a Guangzhou, in Cina, la Pearl River Tower, un grattacielo di 310 metri ad uso ufficio e in parte occupato dal China Tobacco National Corporation.  È stato progettato dallo studio di architettura statunitense SOM (acronimo degli architetti Skidmore, Owings & Merrill).

L'edificio ha caratteristiche architettoniche di grande impatto visivo ma è anche uno dei più sostenibili al mondo, in quanto produce tanta energia quanta ne consuma. Il progetto per la torre comprende una serie di importanti elementi sostenibili integrati all’edificio: pannelli solari, una doppia parete divisoria, un sistema di controsoffittatura refrigerato, aria di ventilazione sotto il pavimento, tutti elementi che contribuiscono all’efficienza energetica dell’edificio.

pearlI venti che entrano nelle apposite aperture meccaniche mettono in moto le turbine che azionano la torre di riscaldamento, di raffreddamento e di ventilazione. I collettori solari convertono l’energia solare in energia elettrica. Il consumo di energia è diminuito anche massimizzando l’illuminazione naturale giornaliera, riducendo il guadagno solare negli spazi trattati ad aria condizionata, conservando l’acqua piovana per il consumo da parte dei sistemi HVAC e utilizzando il calore solare per scaldare l’approvvigionamento di acqua calda. Colonne di sfiato, dissipatori di calore e lastre di raffreddamento operano per raffreddare l’edificio.

Hearst Tower, il primo grattacielo verde di New York

A New York c'è un singolare grattacielo, alto 182 metri, che costituisce di fatto il prolungamento verso l'alto di un edificio di sette piani costruito nel 1928 dal magnate dell'editoria W.R. Hearst. La torre in vetro è stata costruita in 3 anni tra il 2003 e il 2006 ed è il primo grattacielo verde della Grande Mela. Il progetto è stato realizzato dallo studio di architettura inglese Foster & Partners. L’orditura diagonale delle travi, costituite per l’85% da acciaio riciclato, forma moduli vetrati dall’aspetto di diamanti. Le forme triangolari delle travi hanno consentito un risparmio di acciaio del 20%. I suoi consumi energetici sono inferiori di circa il 25% rispetto a quelli standard della città.

I vetri che ricoprono tutto il grattacielo, essendo basso emissivi, filtrano i raggi esterni del sole lasciando passare solo la luce naturale ma non il calore, evitando così un eccessivo ricorso alla climatizzazione durante i periodi estivi. I sensori installati negli ambienti, regolano la quantità di luce artificiale emessa dagli apparecchi luminosi in funzione di quella naturale che entra dai vetri. Dei rilevatori di movimento, spengono automaticamente luci e monitor nel caso in cui non ci sia nessuno negli ambienti. Infine, un sistema di raccolta delle acque piovane in appositi serbatoi, consente di annaffiare le piante e regolare il tasso di umidità nell’aria. L’applicazione più spettacolare di questa soluzione tecnologica amica della natura, la si trovao nell’atrio, dove una cascata di acqua riciclata di 8 metri, umidifica l’ambiente in inverno e lo raffresca in estate.

La Bank of America Tower

A New York c'è un altro grattacielo, ultimato nel 2009, che è forse ancora più sostenibile della Hearst Tower. SI tratta dalla Bank of America Building, costruita in 4 anni a Bryant PArk, nel centro della città. È alto 366 metri e tutto il suo progetto si basa sul rispetto dell'ambiente e sul risparmio energetico. L'edificio è  stato costruito utilizzando materiali riciclati e riciclabili (ad esempio con calcestruzzo ricavato quasi per la bankamericametà da scorie di lavorazione degli altoforni) ed è ricoperto di vetro isolante che massimizza la luce diurna (anche grazie a dei che regolano la loro intensità luminosa in base a quella naturale).

È dotato di un sistema capace di raccogliere l'acqua piovana e di riutilizzarla. L'aria che entra nell'edicio viene filtrata, ma anche l'aria ormai esausta viene ripulita. Degli speciali sensori si occupano di controllare costantemente la quantità di anidride carbonica presente all'interno dei locali, regolando la ventilazione di aria fresca in base alla presenza più o meno densa del gas. Il sistema di raffreddamento produce ed immagazzina ghiaccio durante le ore meno intense per poi utilizzarlo per raffreddare l'edificio nelle ore di punta. Grazie alla presenza di orinatoi senz'acqua, il grattacielo risparmia circa 30 milioni di litri d'acqua ogni anno. La torre è infine dotata di un impianto di cogenerazione da 4,6 megawatt, che fornisce una parte del fabbisogno energetico necessario al grattacielo.

Per approfondire leggi un'intervista all'architetto che ha realizzato il progetto

Commerzbank Tower a Francoforte

Si tratta di uno dei primi grattacieli al mondo costruiti con i criteri attuali di sostenibilità ambientale. È la Commerzbank Tower di Francoforte, completata nel 1997. L'edificio, di 49 piani, è alto 300 metri ed è stato progettato già negli anni '70 dall'architetto Norman Foster. Il termine "green building" è stato coniato per la prima volta proprio per questo edificio: utilizza un sistema di ventilazione naturale per ridurre il consumo energetico. Dal gennaio 2008 l'edificio è alimentato interamente con elettricità verde. Ulteriori tocchi ecologici sono costituiti dai giaridni invernali interni e dagli sky gardens sul tetto.

Le pale eoliche del Bahrain World Trade Center

Il Bahrain World Trade Center, è stato il primo grattacielo al mondo ad aver integrato nella propria struttura pale eoliche per lo sfruttamento del energia del vento. Il grattacielo, che non a caso ha la forma di due vele distese al vento, è stato inaugurato nel 2008 nella città di Manama, nel regno del Bahrain. La struttura dei due edifici, la cui inclinazione a 45°consente l’ingresso del vento in una sorta di imbuto che sfrutta a pieno la potenza delle correnti del Golfo Persico, è stata progettata con approfonditi studi nella galleria del vento..

bahrainLe due “vele”, alte 240 metri l’una, sono collegate da tre grandi pale eoliche di 29metri di diametro, capaci di generare 675kW di elettricità ( il 13% dell’energia necessaria)  ossia di sostenere l’illuminazione di 300 appartamenti presenti in una struttura di 50 piani.

Lo studio di architettura Atkins, che ha realizzato il progetto,  ha vinto il “The Arab Construction World for Sustainable Design Award” ed il “2006 LEAF Award” per il miglior uso della tecnologia nella grande struttura. Inoltre il tetto ricoperto di ghiaia e i vetri termici sulle facciate permettono un efficace isolamento, coadiuvato anche da balconi sporgenti. Infine va ricordato il riciclo delle acque residue che evita lo spreco di una risorsa limitata in quella zona del pianeta.

Burj Khalifa, il più alto del mondo

Attualmente il grattacielo più alto del mondo è il Burj Khalifa di Dubai,  progettato dall'architetto britannico Adrian Smith, che vanta ben 162 piani e 828 metri d'altezza. Sebbene dal 2010 sia il più alto non si tratta di uno degli edifici più sostenibili del mondo, ma anche in questo caso sono stati usati diversi accorgimenti per contenere i consumi. La più peculiare delle sue caratteristiche riguarda il sistema di raccolta della condensa, che utilizza l'aria esterna calda e umida, combinata con i requisiti di condizionamento dell'edificio. In questo modo il sistema si traduce in una notevole quantità di acqua di condensa dall'aria. L'acqua di condensa viene raccolta e scaricata in un serbatoio situato nel parcheggio interrato. Quest'acqua viene poi pompata nel sistema di irrigazione parco sottostante l'edificio.

Sky City svetterà su tutti i grattacieli

Tra qualche giorno cominceranno in Cina, nella città di Changsha, i lavori di realizzazione del grattacielo più alto del mondo. Avrà 220 piani e sarà alto 838 metri. Potrà ospitare fino a 30.000 persone e sarà di fatto una cittadina autosufficiente, con servizi, negozi e ospedali all'interno. La società costruttrice, Broad Sustainable Building (BSB), ha deciso di chiamarlo, per questa sua caratteristica, Sky City, proponendolo  come modello per “il prossimo passo nella storia dell’urbanizzazione”. Anche questo edificio avrà notevoli caratteristiche green: tra queste il vetro a 4 strati utilizzato per le finestre dell'edificio manterrà la temperatura dell'edificio costante tra 20 a 27 ° C (68-81 ° F). Gli interni d'aria saranno appositamente filtrati per essere fino a 20 volte più pulita come l'aria all'esterno.

Megaprogetti verdi made in Italy

Per ora sono solo progetti sulla carta pensati dai migliori architetti del mondo, ma già pronti per essere realizzati. Uno di questi è la Dynamic Tower, un progetto italiano che dovrebbe sorgere a Dubai (in alternativa si ipotizza Londra): un grattacielo alto oltre 300 metri, con piani rotanti staccati l'uno dall'altro, così da potersi muovere in modo indipendente; completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie allo sfruttamento dell'energia del vento e del sole catturata con il suo movimento.

È stato progettato in Italia, a Firenze, da David Fisher, Fabio Bettazzi e Marco Sala “L’intero edificio - dichiara David Fischer - consuma meno del 20% dell’energia che produce con il vento e con il sole ed il resto dell’energia prodotta verrà immesso nella rete elettrica locale. Ognuno dei 59 piani della torre ospiterà un appartamento e dynamicruoterà in maniera indipendente - ha spiegato David Fischer - cosicché il risultato sarà un edificio in continua trasformazione. Gli spostamenti avranno una velocità molto lenta, così da non risultare fastidiosi per gli inquilini della torre, che non percepiranno il movimento, ma potranno svegliarsi vedendo dalla propria camera il sorgere del sole e cenare davanti al tramonto. L'energia elettrica sarà prodotta da una serie di ventole che verranno installate negli spazi liberi tra i piani e sfrutteranno la forza del vento come se fossero mulini. Inoltre anche i singoli piani, girando grazie al vento, produrranno energia.

Infine ci sarà l'apporto dei pannelli solari, che verranno posizionati sui tetti di ciascun piano e che durante la giornata, ruotando, rimarranno parzialmente esposti alla luce. In questo modo l'edificio non solo produrrà l'energia che gli è necessaria, ma sarà anche in grado di venderla all'esterno. Secondo i calcoli in un anno la torre fornirà circa 190 milioni di kilowatt di energia, per un valore di oltre 7 milioni di euro. “Quello che ci piace sottolineare è l’aspetto ecologico di tutta la nostra operazione poiché per far funzionare l’edificio è sufficiente il movimento di sole due turbine così l’energia prodotta andrà per esempio ad illuminare il quartiere, un’energia pulita, gratuita”. Quando sarà realizzato sarà il primo grattacielo rotante al mondo.

Altro interessante progetto italiano che deve ancora vedere la luce è il VetiVertical City, ideato da Eugenio Aglietti per cercare di dare una soluzione ai gravi problemi di inquinamento della città di Shangai. Il progetto VetiVertical city, consiste in un grattacielo trasformato in un immenso giardino verticale. Al centro di tutto sta il Chrysopogon zizanioides, più comunemente conosciuto come vetiver, una pianta erbacea dalle molteplici proprietà: viene impiegata dall’industria farmaceutica e della bellezza all’ingegneria naturalistica, per riabilitare il suolo per le coltivazioni, purificare l’acqua, combattere l’inquinamento, prevenire i danni delle tempeste e numerose altre applicazioni. Grazie alla sua tolleranza alle vetiverticaldiverse condizioni climatiche può essere piantata pressoché ovunque nel mondo.

Le sue radici fini e penetranti vengono usate come filtri assorbenti dei metalli pesanti, garantendo una loro trasformazione pari all’80-90% in sostanze nutritive, dopo circa 72 ore. Inoltre Il sistema Vetiver ha un grande potenziale per l’assorbimento atmosferico di biossido di carbonio; secondo alcuni ricercatori del CIAT (Centro Internazionale per l’Agricoltura Tropicale) la pianta è in grado di assorbire circa 5.3 Kg di CO2 per metro quadrato in un anno.

Il vetiver si metterà dunque al servizio del grattacielo, che sarà alto 410 metri e su una parete ne ospiterà 280.000 piante. Il concept alla base del progetto è quello di creare una montagna naturale che abbini la nuova tecnologia sostenibile di sistema Vetiver a quella architettonica. La montagna è suddivisa in terrazze, che mantengono una pendenza massima di 47°, superata la quale le piante di vetiver potrebbero riscontrare problemi di crescita e irraggiamento. Il Sistema Vetiver, cioè questo particolare impiego delle piante di vetiver, sarà integrato con un duplice sistema di condotti, che permette alle acque reflue e piovane di confluire fino alle piante di vetiver, dove in un periodo di circa 2-3 giorni avviene la depurazione; in seguito al trattamento l’acqua purificata vieni reimmessa nell’edificio attraverso un sistema di pompaggio posto al piano terra.

Si ringraziano per la collaborazione:
Ing. Giuseppe Lobalsamo e Ing. Luca Tomasini di Unipol

I grattacieli di Bologna

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Pubblicato il 24/05/2013 — ultima modifica 29/05/2013
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