domenica 20.08.2017
caricamento meteo
Sections

Un bagno al naturale se laghi e piscine sono bio

Si stanno diffondendo anche in Italia biolaghi e biopiscine, invasi d'acqua balneabili che non utilizzano agenti chimici per la depurazione e si inseriscono nell'ambiente in maniera sostenibile grazie alla fitodepurazione. Vediamo come sono fatti e dove trovare i primi esempi.

03.03.2014

biolago_hpPresto molte nuove piscine potrebbero essere meno fintamente azzurre di quelle tradizionali e meno odoranti di cloro ma sicuramente più naturali e, soprattutto, ambientalmente sostenibili. Da pochissimi anni in Italia hanno iniziato a fare la loro comparsa laghetti e piscine ad uso balneabile, e non solo, dall'aspetto decisamente più "rustico" rispetto a quelli a cui ci siamo abituati.  Nel nord e centro Europa queste particolari strutture acquatiche sono già una realtà consolidata (le prime sono state create in Austria oltre 30 anni fa), con migliaia di esempi di ogni tipologia, forma ed utilizzo.

Stiamo parlando delle biopiscine e dei biolaghi, cioè bacini ornamentali e balneabili d'acqua dolce, di varie dimensioni, ben integrate con l'ecosistema circostante, dove poter fare il bagno o godere di relax in un paesaggio il più naturale possibile. La particolarità di questi specchi d'acqua artificiali deriva dal fatto che la depurazione non avviene con i sistemi artificiali e tradizionali di trattamento chimico delle acque, quali ad esempio quelli utilizzati per le classiche piscine, ma attraverso l'impiego di elementi naturali, principalmente piante e ghiaia, in grado di rendere le acque balneabili.

Il segreto sta nella fitodepurazione

Invece che per mezzo del cloro, l'acqua delle biopiscine e dei biolaghi viene infatti resa pulita e a bassa concentrazione di batteri grazie alla fitodepurazione effettuata dalle piante vive e presenti all'interno del bacino. Tutti i biolaghi e le biopiscine hanno infatti una zona non balneabile, più o meno grande (pari circa al 50% della superficie complessiva del bacino, se lo si usa intensamente per fare il bagno) in cui le acque si depurano in maniera naturale e possono poi tornare in circolo nella parte balneabile dello specchio d'acqua, magari ossigenate per mezzo di una cascatella. La filtrazione viene quindi svolta dalla microfauna e microflora acquatica che si sviluppa nella ghiaia e nelle zeoliti della zona di rigenerazione presente nella parte di invaso d'acqua che funge da sorgente.

biolago1Le piante acquatiche, se scelte in maniera appropriata per le loro caratteristiche, filtrano le sostanze sospese che potrebbero intorbidire l’acqua. Depurano poi l’acqua grazie alla capacità di assorbimento dei metalli pesanti, di assorbimento di sostanze nutritive e di composti organici tossici. Inoltre, attraverso il loro apparato radicale, consolidano le sponde del laghetto, migliorano generalmente la qualità dell’acqua e agiscono contro il rischio del fenomeno di eutrofizzazione. Le piante, in definitiva, permettono di ristabilire un equilibrio biologico creando un micro-sistema nel biolago.

In una zona di fitodepurazione, affinché un biolago possa svilupparsi correttamente e sano, è necessario raggiungere un equilibrio tra piante galleggianti, spondali e palustri e tra le loro caratteristiche. Le piante acquatiche emettono poi naturalmente sostanze antibiotiche, in grado di agire sui batteri patogeni, che potrebbero danneggiarle, e facilitare, al tempo stesso, lo sviluppo della flora batterica positiva, rilasciando ossigeno e nutrienti per la sua proliferazione.

In questo modo la biopiscina (se il suo uso è strettamente ludico o dedicato al relax) o il biolago (se il bacino viene concepito anche per fini estetici ed ornamentali) risulta essere un vero e proprio organismo vivente autonomo, che si regola su un equilibrio naturale e non ha bisogno, come le piscine tradizionali, di interventi di sterilizzazione e annientamento dei parametri vitali dell’acqua. Così, mentre l’abbassamento di determinati parametri in una piscina genera un pericoloso proliferare di agenti patogeni che deve essere prontamente gestito con additivi e prodotti chimici, il biolago può invece autocurarsi, ovviamente con tempi un poco più lunghi, grazie alla fitodepurazione.

biolago2Uno studio realizzato presso l’Università di Siena ha dimostrato l’efficacia naturale di questo metodo di depurazione. In un laghetto balneabile con volume di circa 100 metri cubi di acqua e filtro depurante sono stati introdotti vari batteri in soluzione liquida (Escherichia coli, Stafilococco aurius, Enterococco fecalis, Criptococco laurenti). Dopo l’immissione la carica di agenti patogeni si è dimostrata essere altissima, mentre già il prelievo realizzato 24 ore dopo ha evidenziato una evidente riduzione della stessa, che è risultata essere quasi totalmente debellata dopo 90 ore. L’esperimento, tra l’altro, è stato svolto nel periodo autunnale, periodo in cui l’attività fitodepurante delle piante è ridotta.

Meno costi rispetto alle piscine e un ambiente più naturale

Anche dal punto di vista strettamente economico, scegliere di costruire una piscina naturale finisce per essere più conveniente rispetto a una tradizionale: se la realizzazione ha costi simili a quelli di una piscina classica, la sua gestione e manutenzione hanno invece costi più bassi, a tutto vantaggio sia del portafoglio che dell'ambiente, perché non comportano l'utilizzo di agenti chimici e offrono anche un contributo in termini di biodiversità e conservazione di un ambiente il più naturale possibile.

Un altro elemento molto interessante dal punto di vista ambientale è dato poi dal fatto che i biolaghi possono inserirsi in contesti naturali, offrendo possibilità di ristoro completamente compatibili con la natura e il paesaggio circostante e riducendo al minimo l'impatto ambientale rispetto a una piscina tradizionale. Il biolago infatti può godere di una vegetazione che non ha nulla da invidiare a quella spontanea che cresce in un grande stagno, attorno a un macero o lungo le rive di un fiume. Inoltre, rimandando continuamente l'acqua dall'area balneabile a quella di depurazione si riduce notevolmente la necessità idrica e l'emungimento dalle falde o dall'acquedotto.

biolago_altoadigeUna piscina naturale, inoltre, “vive” per tutto l’anno secondo il naturale ciclo delle piante ed elementi presenti, non ha bisogno di essere coperta e svuotata durante l'inverno ed utilizza anche, qualora siano ritenute necessarie e opportune, pompe a consumo energetico molto contenuto. Ovviamente ciascuno può scegliere il proprio design, il tipo di vegetazione presente, la presenza o meno di pesci o di altri animali, dosando così il grado di naturalezza della propria personale oasi e la sensazione di immersione nella natura durante la balneazione.

Così una piscina naturale può dirsi totalmente ecologica

Perché la propria biopiscina o biolago possano dirsi realmente ecologici e la loro creazione possa essere di utilità all'ambiente e non possa comportare qualche danno, si devono però rispettare alcune caratteristiche molto importanti. Non possono essere definite infatti biopiscine quegli impianti con trattamenti UV (che in molti paesi, tra cui l’Austria, sono da tempo vietati). Il trattamento coi raggi ultravioletti distrugge infatti la biologia dell’acqua e la vita presente in essa, finendo per essere un assoluto controsenso rispetto agli obiettivi per cui una biopiscina viene creata.

Altra regola da rispettare è che l'impianto non faccia uso di prodotti commercializzati per “naturali” ma in realtà a contenuti chimici. Altrettanto non ecologici sono quegli impianti ad aspetto “naturale” o naturalizzante ma in realtà a depurazione chimica.  Una regola è basilare: l'ecosistema creato dalla biopiscina deve essere in grado di risolvere autonomamente i problemi che possono comprometterne l'equilibrio.

Una biopiscina può essere collocata nei più svariati ambienti. È evidente che il risultato, anche ecologico dell'intervento di realizzazione dell'impianto, dipende dal grado di professionalità delle aziende che lo eseguono. Per ottenere risultati ottimali è necessaria perciò una attenta valutazione di ogni variabile ambientale, grazie ad accurate analisi climatiche, botaniche e geologiche. In questo modo si può ottenere un ambiente acquatico in equilibrio e godere appieno dei benefici di una piscina naturale.

Le prime piscine naturali pubbliche in Italia

I biolaghi e le biopiscine nel nostro Paese si stanno affermando in particolare in contesti quali case di campagna, agriturismi, bed and breakfast e agriturismi e, in generale, in tutte quelle realtà che si affidano a scelte eco-sostenibili per ridurre l'impronta ecologica delle attività biolago_gargazzoneumane. Una delle prime piscine naturali pubbliche in Italia si trova in Alto Adige, nel paese di Gargazzone. È stata inaugurata il 29 maggio 2010 ed occupa una superficie di 12.000 metri quadri. Questo impianto è unico nel suo genere, perché è la prima piscina pubblica che rinuncia completamente a un sistema chimico di depurazione delle acque. Il complesso, oltre alla piscina balneabile, comprende un' area di rigenerazione vegetale con piante che garantiscono la depurazione naturale delle acque.

La piscina naturale di Gargazzone, da cui sgorga un ruscello naturale, ha anche una vasca riservata per i più piccoli. Vi è poi una zona non nuotatori con una profondità massima di 1,20 m a cui si giunge attraverso una spiaggia di ciotoli.

In Emilia-Romagna una piscina naturale ad uso del pubblico si trova nel ferrarese, presso l'Agriturismo Due Laghi (http://www.duelaghi.it/). Misura 12.000 metri quadrati e consente di fare il bagno in un ambiente naturale. Altri impianti sono in costruzione in alcuni bed and breakfast e agriturismi della nostra regione e presto potranno accogliere ospiti. Diversi altri impianti italiani si possono rintracciare sulla mappa fornita dal sito dell'Associazione Italiana Acque Naturali Balneabili.

Ecco un elenco di altre biopiscine pubbliche in Italia:

 

Comune di Campo Tures (Bz)
Comune di Dobbiaco (Bz)
Comune di Luson (Bz)
Comune di Corvara (Bz)
Comune di Monclassico (TN)
Comune di Roana (VI)
Comune di Mercallo (Va)
Comune di Castelnuovo - Val di Cecina (PI)
In costruzione un impianto ad IVREA (TO).

 

 

Il biolago ornamentale, uno scrigno di biodiversità anche in città

Se le biopiscine conservano della piscina tradizionale l'elemento ludico e ricreativo, un biolago ornamentale è invece un laghetto principalmente finalizzato a decorare e ad apportare un contributo estetico al giardino. I criteri realizzativi sono simili a quelli della biopiscina ma la finalità per cui viene creato è diversa. La sua caratteristica principale è la necessità di avere, in ogni momento dell’anno, una qualità dell’acqua eccellente per trasparenza e pulizia, a fini estetici, ma non necessariamente un controllo della carica batterica che renda l’ecolago balneabile. A differenza della biopiscina, il biolago ornamentale ha infatti prevalenti scopi estetici e di valorizzazione delle biodiversità del territorio in cui sorge.

biolago3Un biolago non deve quindi per forza rispondere alla normativa atta a garantire l’idoneità dell’acqua alla balneazione. Spesso si prevede anche l’inserimento di qualche pesce a ornamento. Addirittura in alcuni casi capita di trovare pesci che non sono stati introdotti artificialmente: capita infatti., per le loro caratteristiche naturali, che i biolaghi attirino flora locale e uccelli, come per esempio gli aironi, che possono portare da altri specchi d’acqua uova accidentalmente rimaste “incastrate” nel piumaggio o tra le zampe. A parità di dimensioni, il biolago ornamentale può costare fino al 50% in meno rispetto a quello balneabile, dal momento che ha costi di manutenzione molto più bassi. Per questi motivi il biolago ornamentale può essere una soluzione di arredamento urbanistico sostenibile, idoneo a progetti architettonici residenziali, commerciali, pubblici e condominiali.

Biolaghetto Italia Onlus, un'associazione per promuovere le piscine naturali

A fine 2013 ha preso avvio un progetto che riunisce alcune delle principali aziende italiane che operano nel settore dei biolaghi e biopiscine. Cinque imprenditori provenienti da altrettante aree geografiche italiane, per sancire e istituzionalizzare dieci anni di ricerche, collaborazioni e appassionata sinergia sui temi del biolago, della biopiscina, della fitodepurazione, hanno dato vita al magazine online Biolaghiegiardini.it, voce dell'associazione Biolaghetto Italia Onlus.

biolago4Fanno parte del primo progetto italiano esclusivamente dedicato ai biolaghi anche gli emiliano-romagnoli Giorgio Ganzerli (dell'azienda modenese Agriverde) e Giovanni Muccinelli (dell'azienda bolognese Umoracqueo). Oltre naturalmente a quelle commerciali, anche motivazioni culturali hanno portato i cinque titolari delle aziende a condividere conoscenze, studi e approfondimenti sul tema, investendo attivamente tempo e risorse personali e professionali.

“Dedicare un progetto editoriale ai biolaghi, alle biopiscine e ai giardini - scrivono nella presentazione del magazine - significa, fuori da ogni retorica, credere nello sviluppo, finalmente anche in Italia, di una nuova filosofia di vita sostenibile e rispettosa dell’ambiente, in modo non solo conservativo, ma anche propositivo. In Europa e, in particolare, negli avanzati Paesi nordici, infatti, il concetto di ecolago, ormai più che diffuso, ha dato inizio a uno stile di vita, privato e pubblico, orientato non solo a ridurre l’impatto ambientale e ‘risparmiare’ le risorse naturali, ma a tutelare in prima persona il territorio, recuperandone e tutelandone le biodiversità".

Ascolta l'audio di Giovanni Muccinelli, presidente dell'associazione Biolaghetto Italia Onlus

Link utili

Azioni sul documento
Pubblicato il 03/03/2014 — ultima modifica 05/03/2014
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it