venerdì 20.10.2017
caricamento meteo
Sections

Al via un bando da oltre 5,5 milioni di euro per la gestione dei boschi

Attivato dal Psr, è destinato a consorzi forestali ed enti pubblici. C’è tempo fino al 7 giugno

Proteggere i boschi e le aree forestali da incendi, eventi di dissesto idrogeologico e dalla diffusione di malattie che mettono a rischio la sopravvivenza del verde, soprattutto nelle aree montane. Parte il primo bando regionale a favore del settore forestale attivato dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020: per presentare domanda, c’è tempo dal 30 aprile 2016 alle ore 12 del 7 giugno 2016. Le risorse a disposizione sono di 5.577.953 euro e gli interventi potranno interessare esclusivamente le aree aventi le caratteristiche di ‘foresta’. Il bando prevede un sostegno del 100% della spesa ammissibile a esclusione delle spese IVA.

Azioni pienamente in linea con il percorso di 'greening' del sistema regionale lanciato dalla Regione Emilia-Romagna in occasione degli Stati Generali della green economy dello scorso Novembre.

I destinatari del bando. Gli oltre 5 milioni e mezzo a disposizione saranno destinati a Consorzi forestali ed Enti pubblici (Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitana di Bologna, Province, Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità, Parchi nazionali e Interregionali) per il finanziamento di progetti di importo compreso tra i 50 e i 150mila euro. Le domande dovranno essere esclusivamente compilate online con la specifica modulistica prodotta dal Siag - Sistema Informativo Agricolo di Agrea e presentate alla Regione Emilia-Romagna, Servizio Parchi e Risorse Forestali. Per la compilazione online è necessario chiedere l'accreditamento ad Agrea. I lavori relativi ai progetti ammessi al finanziamento dovranno iniziare entro il 31 marzo 2017 e concludersi entro il 30 settembre 2018.

Lavori ammissibili a finanziamento. Sono 3 le tipologie di lavori ammissibili a finanziamento.

  • La prima è relativa alla riduzione del rischio di incendio boschivo e prevede interventi che vanno dalla rimozione della biomassa secca nei boschi di conifere ai diradamenti e conversioni di cedui (bosco tagliato periodicamente, di solito ogni 10/40 anni, che a seguito del taglio si rigenera grazie all'emissione di polloni, cioè di ricacci dalla ceppaia) in alto fusto (bosco tagliato a intervalli di almeno 40/100 anni e in modo tale che, dopo il taglio, il bosco stesso si rinnovi attraverso la nascita di nuove piantine nate dai semi degli alberi pre-esistenti o lasciati dopo il taglio), dalla realizzazione e manutenzione di strutture antincendio a opere di sostegno e regimazione delle acque in prossimità delle infrastrutture viarie (interventi tecnici per regolare il deflusso della massa idrica eccedente e prevenire l’innesco di fenomeni di dissesto).
  • La seconda tipologia è relativa alla riduzione del rischio idrogeologico e comprende lavori di conservazione della funzionalità del reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii), opere di regimazione idraulico-forestale (briglie, muretti, terrazzamenti, gradonate…) e lavori di drenaggio di acque superficiali (canalizzazioni, pozzetti…).
  • La terza prevede contributi per progetti di prevenzione dei danni provocati da cambiamenti climatici, fitopatie e deperimento, come diradamenti selvicolturali (la selvicoltura è la scienza che studia l’impianto, la coltivazione e l’utilizzazione dei boschi) e la realizzazione di strutture per il monitoraggio dello stato fitosanitario dei boschi.

Guarda il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna (n. 96 dell’8 aprile 2016, parte seconda).

Le reazioni. “Si tratta di risorse importanti per tutelare il patrimonio boschivo e rilanciare al tempo stesso la filiera produttiva del legno – affermano Paola Gazzolo e Simona Caselli, assessori regionali alle Politiche ambientali e all’Agricoltura –. Quasi un terzo della superficie dell’Emilia-Romagna, oltre 600mila ettari, è ricoperto dai boschi: una ricchezza che, anche attraverso azioni mirate come questa, vogliamo continuare a proteggere. Per il bene dell’ambiente, della montagna e delle aziende agricole, che possono trovare nel bosco una fonte integrativa di reddito. Negli ultimi trent’anni la superficie boschiva in Emilia-Romagna è cresciuta del 20% e oggi siamo una delle regioni in Italia con il più alto tasso di boscosità, concentrata soprattutto nelle aree di montagna e alta collina. A breve sarà sottoposto all’esame dell’Assemblea legislativa il Piano forestale regionale, già approvato dalla Giunta: a disposizione per il settore forestale, da qui al 2020, ci sono 80 milioni di euro di finanziamenti, oltre 60 dei quali attivati dal nuovo Programma di sviluppo rurale”.

Cos’è il Programma di sviluppo rurale. Il Programma di sviluppo rurale (Psr) è lo strumento di governo dello sviluppo del sistema agroalimentare dell'Emilia-Romagna, approvato con decisione della Commissione Europea n. 3530 del 26 maggio 2015. Il Programma investe su conoscenza e innovazione, stimola la competitività del settore agroindustriale, garantisce la gestione sostenibile di ambiente e clima e favorisce un equilibrato sviluppo del territorio e delle comunità locali, anche attraverso l’ambito Leader. Si articola in 66 tipi di operazioni. Nel caso specifico, il bando in questione fa riferimento all’operazione 8.3.01, vale a dire Prevenzione delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici (a cui il Psr destina 7.968.504 euro, risorsa così suddivisa: annualità 2015, 3.187.402 euro; annualità 2016, 2.390.551 euro; annualità 2018, 2.390.551 euro).

Il Piano punta alla valorizzazione complessiva del patrimonio boschivo, particolarmente importante per l’accrescimento della stabilità dei versanti, la regolazione del deflusso idrico e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Al contempo è finalizzato a rilanciare la filiera produttiva del bosco, attraverso azioni di supporto e ammodernamento delle aziende agricole esistenti. A oggi sono circa 700 quelle che svolgono attività forestale continuativa, mentre le imprese forestali vere e proprie, che operano anche nel settore del verde pubblico e privato e nella difesa idrogeologica, sono 120, con 1.800 addetti.

L’attuale programmazione 2014-2020 introduce delle importanti novità rispetto a quanto previsto dalla misura 226 del precedente Programma di sviluppo rurale (2007-2013):

  • si intendono perseguire nuove finalità. Precedentemente erano previste solo azioni per la riduzione del rischio di incendio boschivo mentre attualmente ci si prefigge di sostenere interventi per la riduzione del rischio di incendio boschivo, del rischio idrogeologico e per la prevenzione dei danni provocati da cambiamenti climatici, fitopatie e deperimento;
  • è stata ampliata la platea dei potenziali beneficiari. Fra i potenziali beneficiari sono compresi tutti gli enti pubblici e anche soggetti privati come i Consorzi forestali, mentre in passato potevano presentare domanda solo Comunità Montane e Province. Per le aziende con superficie forestale superiore a 50 ettari la concessione del contributo per la realizzazione degli interventi è subordinata alla presenza di un piano di gestione forestale approvato, fanno eccezione solo gli interventi dichiarati di pubblica utilità dai comuni o Unioni di Comuni.
Azioni sul documento
Pubblicato il 15/04/2016 — ultima modifica 15/04/2016
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it