lunedì 23.10.2017
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Ecomondo 2016, a Rimini chiusura con numeri record

Economia circolare, green economy, erosione costiera, qualità dell'aria, risorse idriche. Emilia-Romagna protagonista

È l’economia circolare il driver dello sviluppo di un pianeta che vuole ridefinire la sua impronta ecologica. Un ambito nel quale l’Italia svolge un ruolo di primo piano a livello europeo e che le quattro giornate alla Fiera di Rimini hanno certificato. È questa la fotografia che arriva dalla ventesima edizione della Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, andata in scena tra gli stand organizzati da Italian Exhibition Group dall’8 all’11 novembre, in contemporanea con Key Energy (Fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibile), Key Wind (evento di riferimento per le aziende del settore eolico onshore e offshore); H2R (Salone dedicato alla Mobilità sostenibile), Città Sostenibile (la via italiana alla Smart City), Condominio Eco (le novità in materia di innovazione e gestione del moderno condominio).

I numeri. 105.574 (+2% rispetto al 2015) i visitatori alla Fiera di Rimini nelle quattro giornate, oltre 11 mila stranieri. Oltre 1200 imprese; centinaia di seminari, aperti dagli Stati Generali della green economy, con mille relatori; 550 buyers protagonisti di 4.500 incontri d’affari; 520 giornalisti accreditati in sala stampa e, a oggi, 163 milioni di contatti media grazie alla grande attenzione delle testate generaliste e di settore; 120 le fermate straordinarie di Trenitalia alla stazione RiminiFiera.

Tra i moltissimi appuntamenti in cui la Regione Emilia-Romagna è stata protagonista segnaliamo:
Gli Stati generali della green economy. Grande successo per la due giorni di lavori che ha inaugurato la manifestazione. Titolo di quest’anno: “L’Italia in Europa e nel mondo”. I risultati? Analizzando otto tematiche strategiche (emissioni di gas serra, rinnovabili, efficienza energetica, riciclo dei rifiuti, eco-innovazione, agroalimentare di qualità ecologica, capitale naturale e mobilità sostenibile) con 16 indicatori chiave e mettendo a confronto l’Italia con le altre quattro principali economie europee (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), emerge che la green economy italiana – anche se non priva di debolezze – nel complesso si colloca a un sorprendente 1° posto, evidenziando così rilevanti possibilità di sviluppo. Un primato, quello italiano, di cui però, come emerge dalla seconda parte della Relazione, vi è scarsa la percezione a livello internazionale. “Le eccellenze italiane nel campo della green economy – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – restano più forti delle difficoltà che pure non mancano: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è una via percorribile di rilancio economico che in Italia non ha uguali”. E da Rimini sono state diffuse le proposte di policy che il Consiglio Nazionale sottoporrà al Governo, come driver per un nuovo sviluppo dell’Italia: “Le proposte di policy presentate dal Consiglio Nazionale agli Stati Generali della Green Economy – ha sottolineato Ronchi – costituiscono un driver per un nuovo sviluppo per l’Italia. Per rilanciare benessere, qualità ambientale e occupazione servono idee per nuovi beni e nuovi servizi: quelli di una green economy. Il Piano nazionale industria 4.0, per diventare motore di innovazione e rilancio delle imprese italiane, ha bisogno di ben più forti scelte in direzione green”.

Le linee guida nazionali per l’erosione costiera. Fare fronte comune per difendere una risorsa preziosa dal punto di vista ambientale, ma anche turistico ed economico: la costa. Condividere su scala nazionale ed europea conoscenze, informazioni cartografiche, metodi e strumenti di contrasto all’erosione e al cambiamento climatico. Focalizzare come e dove reperire le risorse sabbiose disponibili per i ripascimenti e analizzare le tipologie di intervento più efficaci. Sono questi gli obiettivi delle Linee guida elaborate dal Tavolo nazionale sull’erosione costiera presentate a Rimini. E proprio all’Emilia-Romagna è stato affidato il coordinamento per la loro stesura, che ha visto impegnate, oltre al ministero dell’Ambiente, tutte le 15 regioni costiere, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e la comunità scientifica. “Abbiamo assicurato il nostro contributo per permettere all’intero Paese di compiere un passo avanti importante per il futuro dei suoi litorali –  ha sottolineato nel suo intervento l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Paola Gazzolo –. Le Linee guida fanno tesoro dell'esperienza di avanguardia che l'Emilia-Romagna ha condiviso sul Tavolo nazionale e puntano a mettere a sistema esperienze e buone pratiche sviluppate negli ultimi decenni. Ne è un esempio il maxi intervento da 20 milioni di euro per il ripascimento della costa romagnola, che ha permesso in tempi record, 82 giorni, di portare sulle spiagge del litorale da Ferrara a Rimini, 1 milione e 200 mila metri cubi di sabbia sottomarina di ottima qualità”. A Ecomondo si è anche acceso un riflettore sul Progettone 3 – terzo progetto di messa in sicurezza del litorale regionale con sabbie sottomarine – nel corso di un incontro organizzato da Servizio Difesa del Suolo della Costa e Bonifica in collaborazione con il Servizio Area Reno e Po di Volano.
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La qualità dell’aria nel bacino padano. Quella del Bacino Padano è un’area con criticità diffuse per la qualità dell’aria, influenzata anche dalle caratteristiche orografiche e dalle condizioni meteoclimatiche. Tutte le Regioni e le Province autonome del Bacino hanno adottato da anni strategie di risanamento, ma le caratteristiche di inquinamento evidenziano la necessità di intervenire con azioni coordinate sull'intera area e attraverso il coinvolgimento dei diversi soggetti, pubblici e privati, che hanno competenze specifiche sui diversi fattori di impatto. Per promuovere specifiche strategie di intervento sono stati individuati i settori maggiormente responsabili di emissioni inquinanti: la combustione di biomasse, il trasporto merci, il trasporto passeggeri, il riscaldamento civile, l’industria e la produzione di energia e l’agricoltura. Nel corso di Ecomondo si è parlato di “Strategie di intervento e coordinamento nella pianificazione regionale” anche alla luce del prospettive del progetto PREPAIR ( “Po Regions Engaged to Policies of AIR) candidato nell’ambito del programma europeo “Life integrato” della Commissione europea con capofila proprio la Regione Emilia-Romagna e destinato a veicolare oltre 16 milioni di euro per il miglioramento della qualità dell’aria. Non solo: con il coordinamento di ERVET, sono stati illustrati diversi casi concreti di “Progettualità e iniziative territoriali”, anche in partnership pubblico/privata, avviate per la mitigazione, il miglioramento e il monitoraggio dell’aria.
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Le risorse idriche. Conoscenza delle falde acquifere, progetti di sperimentazione per la ricarica delle falde, effetto del cambiamento climatico sulle acque della montagna. A Ecomondo, il Servizio geologico sismico e dei suoli ha partecipato al convegno “Azioni di contrasto stati siccitosi e cambiamenti climatici”, occasione per porre l’accento, tra le altre cose, sulla conoide del fiume Marecchia. Anche a seguito dei recenti eventi siccitosi che hanno colpito il nostro territorio, è stata realizzata un’importante esperienza pilota di ricarica artificiale controllata della conoide del fiume Marecchia. La scelta di operare in Romagna non è stata casuale: in quell’area le principali fonti di approvvigionamento di acqua per uso potabile sono la Diga di Ridracoli, con un invaso massimo di 33 milioni di mc e la conoide del Marecchia, da cui vengono prelevati annualmente 28 milioni di mc d’acqua, 19 dei quali a uso potabile. È evidente l’importanza delle falde di questo fiume, che concorrono in modo decisivo a soddisfare il fabbisogno idrico del territorio romagnolo. Con queste premesse, all’inizio del 2014 la Regione Emilia-Romagna, insieme con Provincia di Rimini, Comune di Rimini e Consorzio di Bonifica della Romagna, hanno concordato di attuare un biennio di sperimentazione di ricarica artificiale controllata della conoide del Marecchia. I risultati ottenuti si sono rivelati estremamente incoraggianti, tanto da suggerire il ricorso a questa metodologia in condizioni non solo sperimentali, ma anche a regime e in aree più estese del territorio regionale.
Guarda dil report della ricarica del fiume Marecchia
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Il Premio sviluppo sostenibile. Il green made in Italy ha trovato i suoi vincitori. A tre realtà produttive della green economy è stato assegnato a Ecomondo il Premio Sviluppo Sostenibile 2016, arrivato quest’anno all’ottava edizione. Il Premio, cui è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, è promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Ecomondo, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, ed è assegnato a quelle imprese che fanno della qualità ambientale un driver di sviluppo e si sono distinte per la realizzazione di progetti che producano rilevanti benefici ambientali, abbiano un contenuto innovativo, effetti economici e occupazionali positivi e le cui realizzazioni siano facilmente replicabili. I vincitori di questa edizione, individuati all’interno di tre categorie – edilizia green, energia da fonti rinnovabili, start up della green economy – sono la Fondazione per l’istruzione agraria di Perugia per il recupero e la ristrutturazione dell’edificio storico delle scuderie settecentesche della Rocca medievale di Sant’Apollinare di Marsciano (PG) con un complesso e integrato intervento di restauro architettonico, consolidamento statico per adeguamento sismico, efficienza energetica e valorizzazione; la Veritas spa di Venezia per la realizzazione del Green Propulsion Laboratory, piattaforma tecnologica che ha realizzato due primi impianti prototipo di chimica verde per la produzione di biocarburanti quali iniziative per la riconversione industriale di Porto Marghera; la Greenrail di Roma, che ha realizzato l’innovativa traversa ferroviaria Basic, in calcestruzzo rivestito con materiale composito, fatto con plastica riciclata e gomma ricavata da pneumatici fuori uso. (Nell'immagine la Rocca di Sant'Apollinare di Marsciano)

La storia di Ecomondo. La prima edizione si chiamava “Ricicla” e si svolse dal 16 al 19 ottobre 1997. Vi parteciparono 230 aziende e 16 mila visitatori. “In quel periodo creare un Expo delle imprese dedicate al riciclo dei rifiuti sembrava avventato – ha ricordato Edo Ronchi, allora Ministro dell’Ambiente, promotore del testo normativo che ha istituito il formulario di identificazione dei rifiuti e il modello unico di dichiarazione ambientale e attuato con il DM5 febbraio 1998, meglio conosciuto come “Decreto Ronchi” –. Basti pensare che la produzione dei rifiuti in Italia ammontava a 100 milioni di tonnellate di cui il 90% dei finiva in discarica, il 6% negli inceneritori e solo il 4% veniva riciclato”.

Il futuro. “Merito della Fiera è stato di aver creduto su un progetto che ha portato ad avere a Rimini l’evento che oggi rappresenta il punto di riferimento e di incontro della green economy e che, puntando i riflettori sul nuovo concetto di economia circolare, dimostra di sapere stare con lo sguardo rivolto al futuro. Abbiamo creato un appuntamento di cui andare fieri – ha sottolineato Alessandra Astolfi, Group brand manager di Ecomondo –. Ora andiamo avanti, continuando a guardare al futuro”. “In questi venti anni – aggiunge Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group – abbiamo saputo accompagnare la straordinaria performance della green economy italiana. Le imprese sono state protagoniste di una vetrina di eccellenza affacciata sul mondo. Un’opportunità di business, di relazioni e di conoscenza a un livello elevatissimo, testimoniato dalla presenza del Governo e dell’Unione Europea. Ora la sfida è diffondere questo protagonismo nel mondo: dopo quella brasiliana, Ecomondo nel 2017 organizzerà un’edizione in Cina”.

L’appuntamento 2017 a Rimini Fiera, invece, sarà da martedì 7 a venerdì 10 novembre.

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Pubblicato il 18/11/2016 — ultima modifica 22/11/2016
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