sabato 19.08.2017
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Il Forum sull’Economia circolare e la svolta verde dell’Emilia-Romagna

Trasformare i rifiuti in risorsa e puntare su un nuovo sistema di gestione. La Regione chiama tutti a partecipare nella piazza virtuale

Fare dei rifiuti una risorsa e puntare su un sistema di gestione più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico per consegnare alle generazioni future un territorio più pulito, sano e stabile. Sono i principi dell’economia circolare che la Regione Emilia-Romagna ha fatto propri con la Legge 5 ottobre 2015 n. 16: il modello di gestione delineato è in linea con la ‘gerarchia dei rifiuti’ europea che pone al vertice delle priorità la prevenzione e il riciclaggio. L’attenzione si sposta dunque sulla parte a monte della filiera e non su quella terminale, attraverso la progressiva riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio e l’industrializzazione del riciclo. La legge 16 pone anche obiettivi sfidanti da raggiungere entro il 2020: la riduzione del 20-25% della produzione pro-capite dei rifiuti urbani, la raccolta differenziata al 73%, il riciclaggio di materia al 70%. Altri obiettivi sono il contenimento dell’uso delle discariche e l’autosufficienza regionale per lo smaltimento. Le azioni per conseguire tali obiettivi saranno attuate in coerenza con il Piano regionale per la gestione dei rifiuti varato a gennaio e approvato a maggio dall’Assemblea legislativa.

Il Forum permanente per l’economia circolare. Tra gli strumenti messi a disposizione dalla Regione per contribuire al conseguimento delle proprie politiche e delle politiche europee sull’uso sostenibile delle risorse c’è il Forum permanente per l’economia circolare, previsto dalla Legge 16 e presentato in occasione del convegno “Il modello di economia circolare in Emilia-Romagna” che si è tenuto lo scorso 16 settembre in Regione. “Siamo convinti che un’economia circolare che funzioni bene possa dare una svolta verde alla nostra regione e al Paese – ha sottolineato l’assessore alle Politiche ambientali Paola Gazzolo in occasione del convegno – Occorre puntare su un nuovo sistema di gestione dei rifiuti che sia sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico, culturale e scientifico. Per questo ci siamo dati, primi in Italia, una legge che in tema di riduzione, raccolta differenziata e riciclo pone obiettivi ancora più ambiziosi di quelli fissati dall’Unione europea. E con il Forum chiediamo un impegno diretto a tutta la comunità, perché solo insieme si può vincere la sfida”. Il processo partecipativo “Chiudi il cerchio” è uno degli strumenti individuati dalla Regione per rendere operativo il Forum permanente sull’economia circolare. Di cosa si tratta? È una piattaforma online attraverso la quale si potranno comunicare e rendere trasparenti tutte le informazioni, le azioni, i documenti relativi all’economia circolare con l’obiettivo di censire tutto ciò che nel territorio regionale è attivo sul tema e che potrà essere consultabile in un unico luogo. Alla piazza virtuale si affiancheranno poi incontri e workshop sul territorio, per favorire la co-progettazione e lo scambio di proposte.

Cosa fa l’Unione europea. “Il modello di sviluppo attuale non è più sostenibile – ha detto Simona Bonafè, europarlamentare e relatrice del Pacchetto europeo sull’economia circolare, che tra gli elementi portanti ha il tema della prevenzione dei rifiuti, il mercato delle materie prime secondarie, l’uso dei sottoprodotti e la limitazione delle discariche – Non possiamo continuare a consumare, a livello globale, più del doppio delle risorse che il pianeta è in grado di rigenerare”. Insomma, l’economia circolare è l’unica strada e i settori green potranno essere un volano di crescita economica. “Se riusciremo a fare dei rifiuti una risorsa, attraverso una legislazione europea di riferimento e al tempo stesso con un percorso dal basso, come quello avviato in Emilia-Romagna, potremo davvero realizzare un cambio di rotta epocale”, ha concluso Bonafè.

Le buone pratiche in regione. Il convegno del 16 settembre è stata anche l’occasione per ascoltare le testimonianze dell’economia circolare che funziona già, quella delle imprese che hanno già adottato buone pratiche. La Bio-on di Bologna ha individuato la possibilità di produrre a livello industriale polimeri biodegradabili e naturali ottenuti da co-prodotti o scarti della barbabietola da zucchero. Leila, che a Bologna è presente dentro la velostazione Dynamo, è una biblioteca delle cose, un luogo dove si possono prendere in prestito oggetti in modo da non doverli acquistare: un esempio funzionante di sharing economy, un modello economico basato su pratiche di scambio e condivisione anche dei consumi. Barilla ha presentato il progetto “Cartacrusca” che vede l’azienda di Parma collaborare con la Cartiera Favini per la produzione di carta in cui il 17% delle fibre di cellulosa è sostituito da crusca derivante dalla lavorazione di grano, orzo, segale e altri cereali. La Amp Recycling del Gruppo Ilpa di Ferrara è specializzata nella produzione di Pet riciclato, ricavato dalla lavorazione di bottiglie di plastica recuperate con la raccolta differenziata. Infine, Herambiente, nell’ambito della mission di gestore del servizio pubblico di raccolta e delle attività di selezione e avvio al recupero di rifiuti, ha attivato procedure di separazione dei rifiuti per tipologia e di controllo sulla qualità e conformità dei materiali.

Il nuovo Piano energetico regionale. L’Economia circolare non riguarda solo la gestione dei rifiuti ma è trasversale a diverse politiche, in primis quelle riguardanti clima ed energia. La Giunta Regionale ha approvato il nuovo Piano energetico che mette a disposizione, tra risorse europee, nazionali e regionali oltre 245 milioni di euro nei prossimi 3 anni: si tratta di investimenti dedicati allo sviluppo di energie rinnovabili, al risparmio energetico, ai trasporti, alla formazione, alla ricerca e all’innovazione, al rafforzamento dell’economia verde. “L’economia circolare è una rivoluzione che oggi si combina con l’idea che economia può far rima con sostenibilità – ha detto Palma Costi, assessore alle Attività produttive ed Energia verde durante il convegno – Anzi direi di più, la competitività passa anche da qui. L’economia verde e la transizione a un’economia a basso contenuto di carbonio, di cui è permeata la strategia contenuta nel nuovo Piano energetico regionale, è centrale per garantire ed elevare il benessere sociale, economico e ambientale nel nostro territorio: tutti i livelli del governo locale sono chiamati a partecipare attivamente per accelerare questo processo”.

Il progetto europeo Cesme. Finanziato con oltre 1,6 milioni di euro, il progetto Cesme (Economia circolare per le piccole e medie imprese) vede come partner Ervet (Emilia-Romagna valorizzazione e territorio) e la Città metropolitana di Bologna. Avviato a inizio 2016, si concluderà nel 2020 e ha l’obiettivo di promuovere l’accesso delle piccole e medie imprese all’economia circolare attraverso il miglioramento delle politiche locali a loro supporto. Nell’ambito del progetto saranno studiati gli ostacoli legislativi, finanziari e tecnologici che le aziende incontrano nell’accedere alla circular economy e al tempo stesso sarano quantificati i benefici sociali ed economici legati al recupero di materia ed energia. Saranno quindi studiati tutti i settori dell’economia circolare: rifiuti, acquisti verdi, certificazioni di processo e prodotto e le tecnologie disponibili più innovative.

 

Leggi la terza puntata della rubrica "Ecosaperi per l'educazione alla sostenibilità " sulle nuove conoscenze che concorrono all'educazione alla sostenibilità.

Guarda il video sull'economia circolare.

A questo link i materiali del convegno sull'economia circolare del 16 settembre.

Per approfondimenti:

http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo/economia-circolare/chiudi-il-cerchio

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/rifiuti/temi/economia-circolare

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/rifiuti

http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo

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Pubblicato il 06/10/2016 — ultima modifica 06/10/2016
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