sabato 24.06.2017
caricamento meteo
Sections

Il futuro dei rifiuti, tra prevenzione e tariffazione puntuale

Ovvero, quando il rifiuto non è un problema ma una risorsa. E l’E-R istituisce un fondo incentivante: 5,5 milioni di sconti in bolletta per i comuni virtuosi

Il 5 ottobre 2016 l’Emilia-Romagna approvò la legge 16, quella sull’economia circolare. Un anno dopo, al convegno “Prevenzione e tariffazione puntuale”, secondo incontro del percorso partecipato “Chiudilcerchio”, la Regione ha festeggiato il primo compleanno. Una festa a cui hanno preso parte tutti gli attori – enti, istituzioni, imprese, associazioni ambientaliste – che hanno fatto sì che quell’obiettivo a lungo agognato diventasse realtà in soli 9 mesi. Ma per un traguardo attraversato, ce n’è subito un altro che si staglia poco più in là: fare meglio, come regione, rispetto a quanto ci chiede l’Unione Europea, diventare modello per l’Italia e tutto il Vecchio Continente, dimostrare che, quando si lavora in squadra, gli obiettivi si raggiungono e la soddisfazione è doppia. E allora, come accelerare il passo? Partendo dalle buone pratiche già presenti e provare a imitarle declinando i progetti sul territorio.

L’esperienza di Parma. Parma, città di 190 mila abitanti. Nel 2012 la raccolta differenziata era al 48,5%. Oggi è al 74%, e si punta a portarla all’80% nel giro di pochi mesi. In una manciata d’anni, i rifiuti residui prodotti all’anno da ogni cittadino sono diminuiti di 167 kg e anche il rifiuto totale si è ridotto del 3%. Cosa è successo? Si è deciso di puntare su un’elevata intercettazione della frazione organica, sul porta a porta e sulla tariffazione puntuale, misura, quest’ultima, introdotta nel luglio del 2015. Tariffazione puntuale, ovvero: “paghi solo quello che butti via”. Il contenitore per il rifiuto residuo può essere un bidoncino grigio o un sacco bianco, dotato di un microchip che l’operatore legge a ogni svuotamento. Il microchip funziona come un contatore abbinato al proprio codice a barre identificativo della Tari e registra il numero di volte in cui il contenitore viene vuotato o il sacco raccolto. Per cui più si differenzia in modo corretto, minore sarà la quantità di rifiuto residuo. Quanto si può risparmiare? Prendiamo una famiglia di 3 persone che vive in un appartamento di 100m²: con il vecchio metodo presuntivo pagava 282 euro annui. Oggi, con la tariffazione puntuale e 24 vuotamenti annui, ne paga 244 (più vuotamenti si chiede, più alta sarà la bolletta). “Oltre il 70% delle utenze non domestiche e  l’80% di quelle domestiche ha ottenuto lo sconto massimo, queste ultime giudicando addirittura troppi i 24 vuotamenti annui”, conferma Gabriele Folli, assessore all’ambiente del comune di Parma. Ma gli aspetti positivi non finiscono qui: “Le persone addette alla raccolta nel 2006 erano 77. Nel 2015 erano 121: ciò significa che questo genere di raccolta dei rifiuti ha ricadute positive anche sull’occupazione”, conclude Folli.

L’esperienza di Soliera. A Soliera (Modena) la raccolta differenziata nel 2011 era al 44,5%. Oggi è all’86%, e ogni cittadino annualmente smaltisce, 51 chili di indifferenziato. A Novi, invece, la differenziata è al 92%: ogni cittadino smaltisce all’anno 34 chili. Carpi si avvicina all’84%, e i chili che ogni cittadino smaltiti annualmente sono 71. I comuni dell’Unione delle Terre d’Argine (Soliera, Novi, Carpi e Campogalliano) hanno deciso di lavorare insieme, scegliendo un’unica tariffa per i rifiuti e dotandosi di sistemi di raccolta porta a porta con tariffazione puntuale: oggi sono tra i comuni più virtuosi in tutta Italia, con risultati eccellenti. Così, capita che “già l’anno scorso i cittadini di Novi e Soliera abbiano ricevuto entrambe le fatture elaborate con il sistema a tariffa puntuale, che prevede una quota fissa (in base al numero dei componenti il nucleo familiare) e una quota variabile che dipende dagli svuotamenti del bidone grigio per il rifiuto indifferenziato – spiega Caterina Bagni, assessore all’ambiente del comune di Soliera –. Il risultato? Circa l’81% delle famiglie residenti che hanno correttamente differenziato ha ottenuto nel 2015 un risparmio rispetto a quanto pagato con la Tari 2014”. A conferma di tutto ciò, Soliera sia nel 2014 sia nel 2015 ha ricevuto il premio Comune Riciclone di Legambiente per la categoria comuni sopra i 10.000 abitanti. Senza dimenticare che la cittadina modenese, tra le altre cose, incentiva anche altre azioni di prevenzione quali ad esempio l’uso di pannolini lavabili.

Il progetto di Ferrara. La data fissata per la partenza della tariffazione puntuale in territorio ferrarese è il 1 gennaio 2018: “Sarà un percorso graduale e complessivo, considerata anche la grande estensione del nostro territorio – annuncia Caterina Ferri, assessore all’ambiente del comune di Ferrara –. Sappiamo che non sarà facile arrivare agli obiettivi fissati dalla legge, ma ci siamo già rimboccati le maniche”. Tra gli elementi messi in campo ci sono i cassonetti a calotta che permettono la quantificazione dell’indifferenziato e i bidoni per l’organico dotati di oblò per ridurre le dimensioni della bocca attraverso cui immettere i rifiuti. Sperimentazione di progettazione, produzione e distribuzione con un approccio orientati al ciclo di vita dei prodotti con le imprese del territorio; recupero e riciclo; allungamento del ciclo di vita dei prodotti (grazie al centro del riuso, al market solidale Il Mantello, solo per fare due esempi); economia della condivisione: sono queste le linee sulle quali si articola la declinazione ferrarese dell’economia circolare. Il tutto tenendo in grande considerazione il ruolo dei cittadini, come sottolinea anche Nevio Zaccarelli, assessore all’ambiente del comune di Forlì: “I nostri cittadini hanno un ruolo fondamentale, ed è indispensabile mantenere un contatto fisso con loro, per promuovere insieme un miglioramento ambientale ed economico”.

Il progetto di Bologna. Anche il capoluogo di regione è alle prese con alcune sperimentazioni volte al raggiungimento della tariffazione puntuale. Naturalmente, la raccolta bolognese deve fare i conti con l’ampio bacino di riferimento, che raccoglie 390mila persone. Nel centro storico il sistema di raccolta è misto e si avvale di mini isole interrate (delle 130 previste in totale, sono 76 quelle già realizzate); mentre nel quartiere Savena, un quartiere molto popoloso, è stato introdotto un sistema a calotta. “La criticità più rilevante condivisa da tutte le grandi città, è l’abbandono dei rifiuti – ammette Valentina Orioli, assessore all’ambiente del comune di Bologna –. E come lo si risolve? Proprio attraverso la tariffazione puntuale”. L’introduzione dei nuovi sistemi ha già portato a buoni risultati: per ora, nel centro storico si è passati dal 39% di differenziata del 2013 al 45% attuale. Nel quartiere Savena, la differenziata in 3 anni è quasi raddoppiata, passando dal 32% al 60%.

Le associazioni. Secondo Natale Belosi di WWF e Rete regionale rifiuti zero queste esperienze indicano una strada precisa: “Tariffazione puntuale e porta a porta: sono questi gli unici due sistemi sostenibili. Nelle legge 16 del 2015 ci sono molti aspetti positivi e alcune zone d’ombra. Qualche esempio? Benissimo gli incentivi, le sovvenzioni e gli sgravi in tariffa, ma alcuni elementi delle linee guida non servivano”. Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, sottolinea invece il ruolo di apripista dell’Emilia-Romagna in questo campo: “L’Europa guarda all’Italia, l’Italia guarda all’Emilia-Romagna, che fa meglio della Germania; Emilia-Romagna che ci dimostra il valore del gioco di squadra, attitudine che tutti dovrebbero fare propria. Quanto è riuscita a fare l’assessore regionale Paola Gazzolo ci dimostra che la politica può resistere alle pressioni in nome del bene dei cittadini”. E continua: “Ricordo che il relatore di una proposta di legge per l’economia circolare in sede parlamentare europea è italiano (Simona Bonafé, ndr). Ed è un onore, perché il nostro Paese può vantare un quadro eccellente rispetto alla situazione imbarazzante solo di qualche anno fa. In Italia abbiamo impianti unici, come quello per il riuso dei pannolini di Spresiano, in provincia di Treviso che può essere considerato  una sfida a riciclare il non riciclabile”.

Sul ruolo dell’Italia in Europa interviene anche Stefano Vaccari, senatore e componente della Commissione permanente XIII territorio, ambiente, beni ambientali: “Abbiamo avanzato molte proposte all’Europa, in primis per uniformare definizioni, metodi di calcolo, sistemi di etichettatura che talvolta svantaggiano alcuni Stati membri. Abbiamo chiesto di affrontare il problema dello spreco in edilizia e quello dello spreco alimentare: a oggi sono Italia e Francia possono vantare leggi in materia”. Mentre Luca Sabattini, consigliere regionale, mette l’accento su un vero e proprio cambio di prospettiva, che oggi vede nel rifiuto non un problema ma una risorsa: “Siamo di fronte a un cambiamento culturale, fatto di riuso, riciclo, riqualificazione, sharing economy. I centri del riuso, per esempio, consentono l’allungamento della vita utile del bene: per questo spero diventino presto luoghi per tutta la comunità e non solo per le persone in difficoltà”.

Il fondo incentivante della Regione Emilia-Romagna: 5,5 milioni di sconti in bolletta per i comuni virtuosi. È questo il fondo incentivante per ridurre la produzione e lo smaltimento in discarica e favorire la raccolta differenziata previsto dalla legge regionale sull’economia circolare e dal Piano dei rifiuti. “Si tratta di una scelta economica ed etica”, sottolinea l’assessore regionale all’ambienta Paola Gazzolo. Sono 75 gli enti locali che hanno centrato l'obiettivo (far scendere sotto il 70% della media regionale la produzione di rifiuti indifferenziati): 23 in provincia di Parma (che beneficeranno di quasi 2 milioni e 400 mila euro), 16 in quella di  Bologna (oltre 1 milione e 600 mila euro); 10 a Ferrara (416 mila euro); 8 nel piacentino (167 mila euro), 7 rispettivamente nelle province di Reggio Emilia (216 mila euro) e Modena (600 mila euro), 3 i quella di Rimini (oltre 52 mila euro) e 1 in provincia di Forlì-Cesena (Bertinoro, 52 mila euro). “Grazie ai contributi assegnati a ciascun Comune in proporzione alla riduzione raggiunta, cittadini e imprese beneficeranno quindi di una riduzione dei costi direttamente sulla tassa o tariffa dei rifiuti”, continua l’assessore. Il fondo incentivante mette a disposizione, nel 2016, 11 milioni di euro, di cui 4 stanziati dalla Regione e la parte restante da Atersir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per l’esercizio associato dei servizi idrici e dei rifiuti. 5,5 milioni sono destinati appunto ai Comuni che nel corso del 2015 hanno raggiunto le performance migliori; la parte restante sarà assegnata, entro marzo del prossimo anno, a tutti gli altri Comuni della regione per accrescere l’efficienza del servizio. La liquidazione dei contributi ai Comuni virtuosi, affidata ad Atersir, è in corso, come spiega il direttore, Vito Belladonna. “La legge sull’economia circolare e il Piano regionale funzionano e cominciano a dare risultati concreti – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore Gazzolo –. Per la prima volta premiamo cittadini e imprese in prima linea in una sfida determinante per una crescita sostenibile e intelligente, quella che riguarda i rifiuti. La Regione ha fatto da subito la propria parte stanziando 4 milioni di euro. Un impegno mantenuto perché il fondo è uno degli strumenti principali che abbiamo previsto per raggiungere obiettivi ambiziosi, come la raccolta differenziata al 73% e la riduzione di produzione a 150 chilogrammi per abitante entro il 2020”.

Guarda il video realizzato in occasione del convegno "Prevenzione e tariffazione puntuale a un anno dall'approvazione della legge regionale sull'economia circolare".

Azioni sul documento
Pubblicato il 27/10/2016 — ultima modifica 27/10/2016
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it