venerdì 20.10.2017
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Rifiuti, la svolta verde dell'Emilia-Romagna

Approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti: entro il 2020, differenziata al 73% e discariche praticamente azzerate

Con 27 voti a favore, 1 contrario e 15 non partecipanti al voto, il 3 maggio l'Assemblea legislativa ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti: attraverso di esso la Regione punta all'azzeramento delle discariche, al progressivo spegnimento degli inceneritori e a portare il riciclo di carta, legno, vetro, plastica, metalli e organico al 70% entro il 2020.

Il Piano delinea la svolta verde per l’Emilia-Romagna e i suoi territori.

Questi i punti chiave, tutti da realizzare entro il 2020:

  • introduzione della tariffazione puntuale, grazie alla quale i cittadini pagheranno per ciò che buttano, non più per i metri quadrati dell’abitazione o per il numero di componenti del nucleo familiare;
  • discariche praticamente azzerate, con il conferimento di rifiuti negli impianti ridotto al 5% (-80% rispetto al 2011), cosa che porterà a tenere aperti solo tre impianti di discarica in tutta la regione, vale a dire Ravenna, Imola e Carpi;
  • progressivo spegnimento degli inceneritori grazie allo stop dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due – Ravenna e Piacenza – degli otto impianti di incenerimento;
  • riciclo di carta, legno, vetro, plastica, metalli e organico portato al 70%;
  • aumento della raccolta differenziata al 73%;
  • riduzione del 20-25% della produzione pro-capite di rifiuti.

E ancora, incentivi per i Comuni più virtuosi – quelli che invieranno meno rifiuti allo smaltimento – e per le imprese green, quelle, cioè, capaci di valorizzare le frazioni di rifiuti differenziati nell’ambito di cicli produttivi locali.

Fare dei rifiuti una risorsa, per puntare su un nuovo sistema di gestione che sia sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico: dopo la legge sull’economia circolare, varata a fine settembre dello scorso anno, la Regione si dota di un altro strumento operativo per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi di quelli richiesti dall’Unione europea. L’Europa, infatti, fissa entro il 2030 il riciclaggio al 65% e lo smaltimento e conferimento in discarica al 10%; una percentuale, quest’ultima, che in Italia attualmente è prossima al 40%. Il Piano prevede di continuare a garantire con sicurezza l’autosufficienza dello smaltimento nell’ambito regionale, con l'obiettivo di ottimizzare l’uso degli impianti esistenti e creare le condizioni per la chiusura progressiva di quelli non più necessari.

Il modello di gestione delineato è in linea con la cosiddetta “gerarchia dei rifiuti” europea, che si fonda su prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di energia e, infine, smaltimento. L’attenzione si sposta quindi sulla parte a monte della filiera e non più su quella terminale, attraverso la progressiva riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio e l’industrializzazione del riciclo; un aspetto, quest’ultimo, che sarà affrontato anche con la promozione di Accordi volontari.

Le azioni concrete che consentiranno di raggiungere gli obiettivi del Piano sono, come anticipato, la tariffazione puntuale, gli Accordi di filiera in parte già sottoscritti, il fondo incentivante previsto dalla legge regionale sui rifiuti urbani. Al 2020, per i rifiuti urbani indifferenziati sono previsti in Emilia-Romagna solo tre impianti di discarica (Ravenna, Imola e Carpi) e la cessazione dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due degli otto impianti di incenerimento (Ravenna e Piacenza). Un obiettivo da raggiungere progressivamente, sulla base dei risultati ottenuti in termini di riduzione dei rifiuti prodotti, che saranno appositamente monitorati ogni anno.

I Comuni, singolarmente e in forma associata, attraverso la loro Agenzia (Atersir) avranno un ruolo centrale nell’attuazione del Piano. A essi infatti spetta il compito di attuare nel proprio territorio le azioni previste in materia di prevenzione, raccolta differenziata e recupero in base alle specifiche peculiarità territoriali.

"Come avevamo promesso – ha commentato il presidente Stefano Bonaccini –, dopo aver legiferato per primi in Italia in tema di economia circolare, con la legge regionale 16/2015, in Giunta prima, in Assemblea, poi, è stato approvato il Piano per la gestione dei rifiuti. È un risultato che ci colloca tra le realtà più avanzate in Europa".

"Il Piano, che intende uniformare e integrare principi e azioni che dovranno essere realizzati sull'intero territorio dell'Emilia-Romagna, garantirà una gestione più innovativa e razionale, volta a ottimizzare l'uso dell'impiantistica esistente su scala regionale e a porre le basi per una tariffa unica di smaltimento – sottolinea l'assessore all'Ambiente Paola Gazzolo –. Tutto ciò avrà anche ripercussioni importanti e positive in termini di risparmi per i cittadini, che vedranno a regime una riduzione delle proprie bollette".

E un ruolo determinante anche in termini di smaltimento è poi attribuito ai cittadini stessi, chiamati a collaborare con scelte quotidiane consapevoli, orientando l'acquisto dei prodotti alla riduzione dei rifiuti, all’attuazione di forme di riuso e a una raccolta differenziata di qualità.

LA CAMPAGNA "CHI LI HA VISTI?”
Prosegue, intanto, la campagna “Chi li ha visti”, con la diffusione del video “Differenziamoli tutti” che racconta dove vanno i rifiuti della differenziata e spiega anche gli ulteriori margini di miglioramento. Lo fa a partire da un dato: nella nostra regione la raccolta differenziata aumenta del 2% ogni anno: un trend di crescita confermato dalle stime in via di certificazione effettuate da Arpae, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente e l'energia.

Alla domanda: “Fai bene la raccolta differenziata?”, la maggior parte dei cittadini risponde “Ovviamente sì”. In realtà le analisi merceologiche sulla raccolta indifferenziata, svolte a campione dalla Regione Emilia-Romagna, evidenziano come moltissimi rifiuti riciclabili vengano buttati dai cittadini nell’indifferenziato, interrompendo così il corretto ciclo del recupero di materia. Circa il 60% di ciò che si trova nell’indifferenziato potrebbe essere recuperato. Impegnarsi di più nella raccolta differenziata significa fare in modo che tutti i materiali riciclabili contenuti nei rifiuti possano essere recuperati per dar loro una seconda vita, contribuendo così alla transizione verso l’economia circolare.

La campagna “Chi li ha visti”, giunta alla sua quarta edizione – proposta a Comuni, Centri di educazione ambientale, scuole, biblioteche, associazioni – è finalizzata alla diffusione dei dati inerenti l’effettivo recupero delle frazioni merceologiche di rifiuti raccolte in modo differenziato in Emilia-Romagna (carta, plastica, vetro legno, umido e verde), delle relative filiere di riferimento, valorizzando gli aspetti di economia circolare, inserendosi perfettamente in uno dei principi chiave del Piano regionale di gestione dei rifiuti, quello della responsabilizzazione civica.

Il video "Differenziamoli tutti"

La quarta edizione della campagna "Chi li ha visti"

LA GESTIONE ATTUALE DEI RIFIUTI IN EMILIA-ROMAGNA
La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna evidenzia un sistema efficiente, con alcune punte di eccellenze.

  • La produzione totale di rifiuti urbani nel 2014 è stata di quasi 3 milioni di tonnellate, corrispondente a una produzione pro-capite di 657 kg per abitante (1milione e 700mila quelli da raccolta differenziata);
  • la raccolta differenziata ha riguardato il 58,2% della produzione dei rifiuti urbani, con un aumento del 2% rispetto al 2013, consolidando il trend positivo degli ultimi anni;
  • 13.668.216 tonnellate è la quantità di rifiuti speciali gestiti in regione nel 2013: di questi oltre il 66% sono sottoposti ad attività di recupero.

Il 58,2% dei rifiuti urbani è raccolto in modo differenziato: un risultato assai rilevante se confrontato con la media nazionale che si attesta al 45,2%. I buoni risultati medi relativi alla raccolta differenziata fanno tuttavia riferimento ad un quadro disomogeneo se analizzato più nel dettaglio: si va da Comuni che hanno raggiunto il 75% ad altri che non hanno ancora raggiunto il 50%.

Oltre il 29% della popolazione regionale risiede in comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata.

Più del 70% dei rifiuti che raccogliamo in modo differenziato sono inviati a impianti di recupero dentro i confini regionali. Sono oltre 200 gli impianti di recupero localizzati sul territorio regionale.

Il tasso di riciclaggio dei rifiuti è stimato al 51%, un risultato molto positivo, già in linea con l’obiettivo fissato dall’Europa per il 2020.

Guarda il report rifiuti 2015

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Pubblicato il 31/05/2016 — ultima modifica 31/05/2016
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