domenica 17.12.2017
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Turismo sostenibile, italiani sempre più green

Dalla Romagna all’Appennino, da Rimini a Piacenza. Emilia-Romagna modello di turismo responsabile

Era il 1987 quando la World Commission on Enviroment and Development diede la definizione di sviluppo sostenibile: “Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri”, dichiarò. E l’anno dopo, l’Organizzazione Mondiale del Turismo specificò che “le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale e artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Quasi 30 anni dopo, il turismo sostenibile e responsabile è diventata una tipologia di viaggio a tutti gli effetti. Da qui l’impegno di operatori del settore e amministrazioni pubbliche per offrire un nuovo modello di turismo in cui la sostenibilità ambientale sia il valore portante.

Italiani sempre più green. Secondo una recente indagine condotta da TripAdvisor, uno dei portali di viaggio più grandi del mondo, sono sempre di più i viaggiatori italiani consapevoli del proprio impatto ambientale e intenzionati a fare scelte di viaggio eco-responsabili. È risultato, per esempio, che il 40% dei viaggiatori italiani ha in programma di fare scelte viaggio green entro i prossimi 12 mesi, un trend in crescita rispetto al 2015 (34%) e al 2014 (26%). E il web fa da traino a questo tipo di decisioni: quasi 7 viaggiatori italiani su 10 hanno dichiarato che la possibilità di trovare informazioni online sulle pratiche eco-friendly adottate dagli hotel rappresenta un incentivo a fare scelte più green. Per questo, nel 2013 TripAdvisor ha lanciato il programma Eco Leader, che permette ai viaggiatori di filtrare e prenotare hotel in base alle pratiche eco-friendly adottate.

Un giro d’affari di oltre 12 miliardi. Secondo le stime di Coldiretti, il turismo legato alla natura in Italia nel 2015 per la prima volta supera il giro di affari record di 12 miliardi. Una tendenza – spiegano – alimentata dalle condizioni climatiche favorevoli, dalla ricerca di tranquillità di fronte ai recenti attacchi terroristici, ma anche da una maggiore sensibilità ambientale che sta portando alla riscoperta di un turismo a chilometro zero con mete anche da raggiungere in giornata senza spendere troppo. E in un Paese come l’Italia, che può contare su 871 parchi e aree protette che coprono il 10% del territorio nazionale, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Le presenze del turismo natura nel nostro Stato hanno superato quota 102 milioni, con forte incidenza di giovani e stranieri. Tra le attività più in voga nelle aree naturali, biking, trekking, escursionismo, sci e animal watching. Sulla base del rapporto Ecotur, Coldiretti prevede un’ulteriore crescita anche per il 2016.

L’EMILIA-ROMAGNA: AL MARE

Gli Oscar Ambientali e il decalogo di Legambiente. Dati alla mano, l’Emilia-Romagna fa un ottimo lavoro. Ne sono una dimostrazione gli Oscar Ambientali che Legambiente assegna ogni anno alle strutture che si impegnano maggiormente su questo fronte. In regione sono 8 gli hotel che lo hanno guadagnato nel 2016, su un totale di 27 in tutta Italia. Ancora, sono 150 le strutture in Emilia-Romagna che hanno adottato il decalogo di Legambiente sulle buone pratiche ambientali (su un totale di 300 in tutto il Paese). “Nel decalogo ci sono gli aspetti ambientali fondamentali – spiega Paola Fagioli, responsabile Legambiente etichette ecologiche per strutture ricettive –: raccolta differenziata dei rifiuti, attenzione alle risorse come acqua ed energia, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili o energia verde, alimentazione biologica e a km zero, una sollecitazione verso l’utilizzo dei mezzi pubblici o forme di mobilità condivisa, ma anche e soprattutto la comunicazione necessaria a educare l’ospite verso un’attenzione maggiore nei confronti dell’ambiente”.

“Green booking”. Green booking è un progetto che porterà 1.000 alberi in 5 anni sulla costa romagnola grazie alla sinergia tra hotel e utenti web in cerca di una vacanza, con il patrocinio dei comuni di Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria Igea Marina, Cervia e Misano Adriatico. L’Osservatorio Statistico della Regione Emilia-Romagna ha registrato oltre 37 milioni di presenze lungo la costa Romagnola nel 2015 (+3%). Presenze che generano anche impatto ambientale. L’idea di Green Booking è di compensare queste emissioni con la piantumazione di 1000 nuovi alberi (che avverrà tra ottobre e novembre) e, parallelamente, sensibilizzare i  turisti sul tema del turismo sostenibile. A lanciarlo è Info Alberghi srl, web agency riminese impegnata da 13 anni nella promozione alberghiera on-line. Dalla homepage, gli utenti possono accedere direttamente alla pagina Green booking, che riunisce tutti gli alberghi che hanno deciso di partecipare al progetto con un contributo che sarà devoluto interamente all’acquisto di alberi. In questo modo ogni turista ha l’opportunità di partecipare al progetto senza spendere un euro di più, facendo una scelta consapevole nella direzione di un turismo più rispettoso dell’ambiente e premiando l’impegno green degli hotel. Sono già una cinquantina gli alberghi che hanno donato la quota. Info Alberghi, oltre a mettere in comunicazione alberghi e utenti, si impegna con una donazione iniziale di 50 alberi e aggiunge un albero ogni due adesioni degli hotel.

“Al mare in treno 2016”. Sempre più green anche la nuova edizione di “Al mare in treno”, iniziativa firmata Trenitalia che promuove l’utilizzo della ferrovia per raggiungere la costa romagnola. Quest’anno, viaggio e trasferimento in hotel sono gratuiti per chi sceglierà il treno per concedersi una vacanza di almeno una settimana a Riccione, Rimini e Cattolica: 72 fermate Frecciarossa, Frecciabianca e InterCity per i turisti diretti in Riviera. Nello specifico i clienti Trenitalia che soggiorneranno almeno una settimana negli alberghi convenzionati delle tre cittadine della Riviera romagnola riceveranno direttamente dall'albergatore il rimborso del ticket ferroviario di andata. Se il soggiorno sale a due settimane, il rimborso verrà esteso anche al biglietto di ritorno. In più agevolazioni e prezzi d’ingresso ridotti nei musei, castelli e parchi divertimento della Romagna con la speciale Carta Vantaggi e, solo per gli alberghi di Riccione, l'esenzione della tassa di soggiorno. Nel 2015 ad approfittare della Al mare in treno sono state famiglie e coppie, ma anche anziani e giovani: più 9% le presenze rispetto all'edizione dell'anno precedente.

L’EMILIA-ROMAGNA: IN MONTAGNA E NEI PARCHI

Turismo sostenibile, italiani sempre più greenAlta Via e Ciclovia dei Parchi. La Regione Emilia-Romagna a partire dal 2009 ha decisamente irrobustito l’offerta turistica anche delle aree protette. Per esempio, sono stati messi a punto in particolare due progetti: “Alta Via dei Parchi” (oggetti del prossimo Primo Piano online il 15 luglio) e “Ciclovia dei Parchi”. Con l’Alta Via dei Parchi si è creato un itinerario di trekking basato sulle aree protette dell’Alto Appennino nella sua interezza. L’Alta Via è il primo grande percorso escursionistico montano a non interessare l’arco alpino. Con le Ciclovie dei Parchi (oggetto del Primo Piano dedicato ai Mercoledì dell’Archivio) invece sono state valorizzate le aree protette di pianura e di collina attraverso la creazione di percorsi le cui finalità rientrano nelle politiche europee sulla mobilità sostenibile. La Regione in questo modo ha voluto così promuovere un sistema di intermodalità nei trasporti che integra il mezzo pubblico (il treno), con quello “ecologico” (la bicicletta). Una segnaletica specifica “fuori parco” indica la stazione ferroviaria più vicina dalla quale gli escursionisti possono facilmente arrivare alle porte dell’area protetta e quindi all’inizio della ciclabile.

I Parchi del Ducato. Ricca di proposte green anche la zona tra Parma e Piacenza, con i Parchi del Ducato coordinati dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Occidentale, l’ente pubblico che gestisce cinque Parchi Regionali e quattro Riserve Regionali presenti delle due province. Le aree protette dell’Emilia Occidentale presentano un grande eterogeneità di ambienti e paesaggi: offrono innumerevoli opportunità di visita, dalle brevi escursioni adatte alle famiglie con bambini fino ai trekking più impegnativi. Non mancano alcuni “sentieri per tutti” adatti anche a persone con disabilità. Si passa dal brevissimo itinerario “Segui le mie tracce”, nel Parco Boschi di Carrega, attrezzato con sagome a grandezza naturale degli animali del bosco e riproduzioni di impronte, al semplice “Percorso cultura”, nella suggestiva Val Bratica (Parco dei Cento Laghi), interamente dedicato all’opera poetica di Attilio Bertolucci. Per fare un salto indietro nel tempo, di quasi due milioni di anni, basta andare al Parco dello Stirone e del Piacenziano e percorrere il sentiero di San Nicomede, o quello di Rio Rosello, dove gli affioramenti di fossili nell’alveo dei torrenti e nei calanchi testimoniano il periodo in cui queste terre erano sul fondo di antichi e caldi mari. È anche possibile fare una gradevole passeggiata (o biciclettata) nel Parco del Taro, seguendo il percorso che collega Madregolo a Collecchio, oppure percorrere qualche facile itinerario lungo il corso del Torrente Trebbia, alla sua confluenza con il Po (vicino a Piacenza) o lungo il suo limpido tratto pedecollinare. (In foto, il Parco fluviale del Trebbia, dall'Archivio cartografico del Parco).

Il Parco dei Boschi di Carrega. Istituito nel 1982, è stato il primo Parco della Regione Emilia Romagna. Si estende sui terrazzi fluviali quaternari fra il fiume Taro e il torrente Baganza e ha un’estensione di circa 1270 ha (2600 ha considerando anche l’area contigua). L’elegante paesaggio mostra un’alternarsi di boschi, prati stabili e seminativi solcati da numerosi ruscelli e piccoli specchi d'acqua artificiali, creati a scopo paesaggistico e irriguo tra la fine ‘800 e i primi del ‘900. Per gli amanti della storia e dell'arte il Parco custodisce anche alcuni preziosi gioielli architettonici, come il Casino de’ Boschi. I Boschi di Carrega offrono in ogni stagione motivi di interesse e il Parco è promotore di numerose attività culturali e di educazione ambientale per le scuole. Quest’anno, il Centro recupero animali selvatici (CRAS) Sala Rossa, attivo all’interno del Parco da 16 anni, è diventato Centro di Eccellenza per la riabilitazione di mammiferi della fauna minore, in particolare del riccio. Il Parco può anche essere esplorato nella sua interezza in mountain bike attraverso un percorso di 10 km (dal Serraglio a Monte Tinto, da Piana dei Marchesi al Lago della Svizzera) o uno da 20, la Ciclovia dei Boschi di Carrega, che si collega facilmente a quella del Parco del Taro da Pontescodogna e dall’abitato di Gaiano, con attraversamento della Via Spezia. (In foto, il Lago della Svizzera, dall'Archivio cartografico del Parco).

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Pubblicato il 05/07/2016 — ultima modifica 05/07/2016
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