sabato 19.08.2017
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25-26 marzo: le affascinanti scoperte FAI nella provincia di Modena

Un viaggio tra i tesori nascosti: Castello di Montegibbio, Villa Barbolini-Cionini, l’area del V Centro allevamento quadrupedi

La XXV edizione delle Giornate FAI di Primavera, il tradizionale appuntamento che il FAI – Fondo Ambiente Italiano – organizza ogni anno per sensibilizzare i cittadini sui temi della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, si svolgerà sabato 25 e domenica 26 marzo in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 Apprendisti Ciceroni, saranno aperti oltre 1.000 siti: chiese, ville, giardini, aree archeologiche, avamposti militari, interi borghi. Si tratta di tesori di arte e natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend con un contributo facoltativo.

Numerosissimi gli appuntamenti organizzati in tutta la regione. L’elenco completo degli eventi nel sito del FAI.

castello di Monte_GibbioLa Delegazione FAI di Modena propone tre iniziative, che permetteranno a tutti di visitare luoghi normalmente inaccessibili o poco conosciuti della nostra Provincia. Si tratta del Castello di Montegibbio e della prospiciente Villa Barbolini Cionini, il V Centro Allevamento Quadrupedi del Ministero della Guerra con il Palazzo di Portovecchio a San Martino Spino e la cosiddetta Riviera del Panaro, un itinerario che, seguendo, il corso del fiume si snoda tra lo splendido Sostegno settecentesco di Bomporto, le celebri ville sulla sponda sinistra del fiume, per giungere al “borgo fluviale” di Solara. Quest’ultimo percorso, a cura del Gruppo FAI Giovani, intende riscoprire una via d’acqua che per quasi un millennio ha collegato la città di Modena al Po e quindi a Venezia, influendo sostanzialmente sullo sviluppo urbanistico, architettonico e paesaggistico del territorio circostante. Territorio che dal XVII secolo è stato meta privilegiata di villeggiatura delle più abbienti famiglie modenesi, di cui rimane testimonianza nelle splendide residenze, gravemente danneggiate dal sisma del 2012, di cui sarà possibile visitare le pertinenze esterne come nel caso di Villa Cavazza, Villa Cavicchioli e Villa Bruini-Federzoni, per gentile concessione delle famiglie. Oltre a ciò per la prima volta, dopo quasi cento anni, sarà possibile percorrere il tratto di fiume compreso tra la confluenza del Naviglio nel Panaro e Villa Cavazza, grazie al supporto organizzativo dell’Associazione Remiera Euganea, di AIPO e del Comune di Bomporto. Venerdì 24 marzo cena-spettacolo d’inaugurazione in collaborazione con ERT Fondazione nell’ambito del progetto “Un bel dì saremo”, presso il Circolo ARCI “Laghi Elena” di Bomporto.

Al tema della villeggiatura si collega anche l’apertura del Castello di Montegibbio, meraviglioso fortilizio che sorge sui primi rilievi collinari a sud di Sassuolo, contraddistinti da presenze archeologiche di età romana e da fenomeni naturali, come salse ed affioramenti di idrocarburi. Se le prime fortificazioni del Mons Gibus (monte gibboso) risalgono all’inizio del X secolo, è all’epoca di Matilde di Canossa che questo luogo viene inserito nella triplice cerchia di fortificazioni ubicate nelle colline modenesi e reggiane a difesa dei territori e dei suoi collegamenti. Dopo distruzioni provocate da terremoti, da abbandoni, da passaggi di proprietà il castello ebbe un’importante fase ricostruttiva voluta dalla famiglia Borsari. Non lontano dal castello, sorgono su altri poggi nuclei di case isolate. Tra questi spicca la Rocchetta Cionini, residenza di villeggiatura volutamente ispirata al castello di Montegibbio di cui definisce il panorama di ponente. Fu voluta dall’ing. Attilio, ma soprattutto da Natale Cionini nel 1891 che provvide a farla decorare in stile eclettico ed impiantarvi un fastoso parco. La villa è aperta in esclusiva in occasione delle Giornate FAI di Primavera per gentile concessione della famiglia. Sabato alle ore 17.30 presso la Chiesa del Castello dedicata a San Pietro Apostolo concerto offerto dall’Associazione Amici dell’organo Johann Sebastian Bach. All’harmonium Stefano Manfredini, soprano Alice Molinari. L’apertura è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Sassuolo, del Circolo Boschetti Alberti, la principale associazione di promozione sociale e aggregazione dei cittadini di Montegibbio e della Parrocchia di San Pietro Apostolo.

 

PortovecchioA San Martino Spino sarà possibile vedere il Palazzo di Portovecchio, per la prima volta visitabile al pubblico solo all’esterno, per gentile autorizzazione dello Stato Maggiore dell’Esercito. Sarà una passeggiata a piedi o in bicicletta in un ambiente naturale e in secoli di storia di allevamento di cavalli, fino a raggiungere il Palazzo di Portovecchio, le cui origini vengono fatte risalire al XIV secolo come possesso dei Pico. Il sito, ora zona militare, dal 1883 al 1954 ha ospitato il fulcro del Comando Militare del V Centro Allevamento Quadrupedi, istituito dal Ministero della Guerra, con l’obiettivo di avere un rifornimento di cavalli opportunamente selezionati e corretti negli appiombi e di muli con caratteristiche confacenti alle esigenze militari, in continuità con la secolare tradizione locale dell’allevamento di cavalli di razza allo stato semibrado, grazie alle caratteristiche morfologiche del territorio, dove selve, valli e corsi d’acqua tendevano a confondersi gli uni con gli altri. Il V Centro Allevamento Quadrupedi, comprendeva un territorio di circa 670 ettari e la presenza fino a 7.000 capi con una gestione autonoma di tipo gerarchico militare, il cui comando e organizzazione erano gestite dagli ufficiali e sottoufficiali militari veterinari e amministrativi, mentre altro personale civile, circa 1.000 sanmartinesi, erano destinati alle diverse mansioni: negli uffici, butteri, carrettieri, guardie giurate, agricoltori, meccanici, muratori, fabbri, stallieri, sellai, falegnami, maniscalchi. Il Palazzo con la foresteria, il magazzino cereali, le scuderie-tettoie e gli edifici di servizio, straordinari manufatti edilizi unici nel loro genere rappresentano, una memoria storica del luogo che merita di essere conosciuta e preservata.

Domenica 26 marzo dalle ore 14 alle ore 17 CEA La Raganella presenterà: “Un territorio da scoprire. Degustazioni teatralizzate della Bassa modenese”. A conclusione delle Giornate FAI di Primavera, il 26 marzo alle ore 19, ci sarà il concerto di musica popolare del gruppo “Pneumatica Emiliano Romagnola” con prenotazione in loco. Nel corso delle due giornate, nel Teatro Politeama verranno trasmesse a ciclo continuo interviste con testimonianze storiche sul V Centro Allevamento Quadrupedi.

Entrata portovecchioL’apertura è stata organizzata dal Gruppo FAI Bassa Modenese con il patrocinio e la collaborazione di Comune di Mirandola, Unione Comuni Modenesi Area Nord, dello Stato Maggiore dell’Esercito e con il coinvolgimento di Sezione Sagra del Cocomero, Circolo Politeama, Asd Sanmartinese, Sps Sammartinese, Gruppo Arte San Martino Spino, Croce Blu di MirandolaSezione di San Martino Spino e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. A illustrare storia e segreti dei vari monumenti saranno come sempre gli “Apprendisti Ciceroni”, un “esercito” di guide composto da oltre 250 ragazzi provenienti da ben nove scuole della provincia: l’Istituto tecnico per geometri Guarini, il Liceo classico Muratori-San Carlo, il Liceo scientifico Tassoni, il Liceo artistico Venturi, il Liceo scientifico Wiligelmo tutte di Modena, l’Istituto d’istruzione superiore Meucci (Carpi) il Liceo scientifico Morandi (Finale Emilia), Liceo linguistico Pico (Mirandola), l’Istituto d’istruzione superiore Morante (Sassuolo).

L’itinerario della Riviera del Panaro e il Palazzo di Portovecchio saranno aperti sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 17, con ingresso gratuito e contributo libero.

Il Castello di Montegibbio e Villa Barbolini Cionini saranno visitabili solamente sabato 25 marzo dalle ore 10 all ore 17, con ingresso gratuito e contributo libero, con prenotazione tel. 373 7642601 delegazionefai.modena@fondoambiente.it www.faiprenotazioni.it.

Prenotazione obbligatoria nelle medesime modalità anche per la cena-spettacolo del 24 marzo presso il Circolo ARCI “Laghi Elena” di Bomporto (Piazzale dello Sport, 11/C) e per la navigazione lungo il fiume Panaro. Contributo di 5 euro per la navigazione sul fiume Panaro.

All’ingresso di ogni sito saranno allestiti banchetti informativi sull’attività del FAI, dove sarà possibile iscriversi al FAI – Fondo Ambiente Italiano o fare una piccola donazione.

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Pubblicato il 21/03/2017 — ultima modifica 21/03/2017
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