giovedì 23.11.2017
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Sostenibilità e ambiente: l’Emilia-Romagna a Ecomondo

La Regione è protagonista del salone della green e circular economy, in programma a Rimini dal 7 al 10 novembre

Economia circolare, lotta ai rifiuti, miglioramento della qualità dell’aria, ricerca industriale, mobilità sostenibile e acquisti verdi. Con uno stand collocato all’ingresso dell’area espositiva (Hall Sud 007), ben 13 progetti e un evento di respiro internazionale sulla sostenibilità del turismo nel Mediterraneo a cui parteciperanno l’assessore regionale Paola Gazzolo e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, la Regione Emilia-Romagna è protagonista della ventunesima edizione di Ecomondo.

Il salone della green e circular economy nell’area euro-mediterranea, in programma alla Fiera di Rimini da martedì 7 a venerdì 10 novembre, propone per questa edizione duecento convegni, oltre mille relatori e gli “Stati generali della green economy”.

Nella green e circular economy, l’Italia è ai primi posti in Europa, in particolare nell’efficienza energetica, nel riciclo dei rifiuti e nella produttività delle risorse. Un settore che vale oltre 190 miliardi di euro (il 13% dell’economia italiana) e ha all’attivo 385mila aziende. L’Italia è al primo posto in Europa per il contributo dell’energia fotovoltaica (pari all’8% del mix elettrico nazionale) ed è leader nel riciclo industriale con 47 milioni di tonnellate di rifiuti riciclati e conseguente risparmio di energia per 17 milioni di tonnellate di petrolio. E l’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane d’eccellenza: basti pensare alla legge a sostegno dell’economia circolare o a quella per la promozione e lo sviluppo del sistema della ciclabilità, entrambe all’avanguardia in Italia. Leggi precedute e seguite da interventi e progetti concreti, ultimo l’accordo con il Ministero dell’Ambiente sugli acquisti verdi, alcuni dei quali finiranno sotto i riflettori di Ecomondo. Vediamo quali:

 

Economia circolare

Con la legge regionale 16 del 2015, la Regione Emilia-Romagna ha dato esempio anche nell’economia circolare, mettendo in campo un insieme di azioni per diminuire sprechi e rifiuti e consegnare alle generazioni future un territorio “più pulito, sano e stabile dal punto di vista economico”. La tariffazione puntuale, cioè il sistema di gestione dei rifiuti per cui si paga di meno se si differenzia meglio e di più, sarà estesa entro il 2020 al 100% dei Comuni della regione (ora è attualmente applicato in 48, circa il 14%). L’obiettivo è ridurre i rifiuti da inviare allo smaltimento e arrivare entro il 2020 al 73% di raccolta differenziata. Per informare i cittadini e spiegare come fare è stata lanciata la campagna di comunicazione Chi li ha visti?”, (video 1 - 2 ), che rivela come nel bidone dell’immondizia purtroppo spesso ci siano molti rifiuti invece recuperabili.  Ma economia circolare vuol dire anche aumentare il ciclo di vita dei beni: sono già 28 i centri comunali per il riuso, dove i cittadini possono consegnare e ritirare beni usati. Chiamate in causa anche le imprese della grande distribuzione: quelle che si impegnano a ridurre i rifiuti, limitare gli sprechi e vendere prodotti sfusi e ricaricabili potranno esporre il logo Carrello Verde.

 

Co-Evolve InfoDay: “Sostenibilità del turismo costiero e marittimo e crescita blu nel Mediterraneo”

Il turismo costiero e marittimo è, per valore economico e numero di occupati, il comparto più importante dell’industria turistica, con potenzialità di crescita rilevanti (2-3% entro il 2020, secondo studi dell’Unione  europea). Ma come preservare dalla crescente pressione antropica (urbanizzazione, sfruttamento delle risorse, inquinamento) e dai fattori di fragilità (erosione, subsidenza, ingressione marina) le regioni costiere del Mediterraneo, che per la loro bellezza, varietà e ricchezza culturale, rappresentano una delle principali destinazioni a livello mondiale? Per promuovere la “coevoluzione delle attività umane e dei sistemi naturali per lo sviluppo sostenibile degli spazi costieri e del turismo marittimo”, dal 2016 la Regione Emilia-Romagna partecipa al progetto triennale europeo Co-Evolve. Ecomondo sarà l’occasione per presentare i risultati raggiunti e mettere a confronto le principali iniziative in corso per lo sviluppo di un turismo sostenibile nel Mediterraneo. L’evento è in programma martedì 7 novembre dalle ore 14.00 alle 17.30 nell’area Workshop del padiglione C1. Iscrizioni online.

 

Life Ip Prepair

Contribuire al miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino padano è l’obiettivo del progetto Life Ip Prepair, avviato nel 2017 con un finanziamento di circa 17 milioni di euro (di cui il 60% di fondi comunitari dal bando Life). Il progetto, triennale, prevede la realizzazione a una scala più ampia di alcune delle azioni già previste dai Piani di qualità dell’aria regionali e dall’Accordo di Bacino padano, così da potenziarne ed estenderne i risultati. La Regione Emilia-Romagna è incaricata del coordinamento del progetto, cui partecipano anche le altre Regioni e le Province autonome del Bacino padano, le rispettive Agenzie per l’ambiente, le città metropolitane di Bologna, Torino e Milano, l’Agenzia per l’ambiente della Slovenia, Ervet e la Fondazione Lombardia per l’ambiente.

 

Piano Aria integrato regionale (Pair2020)

Il Pair2020 consta di 94 misure per il risanamento della qualità dell'aria e la riduzione dei livelli degli inquinanti sul territorio regionale, così da rientrare nei valori limite fissati dalle norme comunitarie. La riduzione delle emissioni di PM10, ossidi di azoto, ammoniaca, composti organici volatili e anidride solforosa consentirebbe di portare la popolazione esposta al rischio di superamento dei valori limite di polveri sottili dal 64% del 2010 all’1% nel 2020. Il Piano agisce in modo integrato su 6 ambiti di intervento: la gestione sostenibile delle città; la mobilità di persone e merci; il risparmio energetico e la riqualificazione energetica; le attività produttive; l’agricoltura; gli acquisti verdi della pubblica amministrazione.


Investimenti POR-FESR per la mobilità sosotenibile

Sul fronte dei trasporti pubblici, la Regione Emilia-Romagna investe, anche con risorse europee Por Fesr 2014-2020 (pdf, 26.1 MB), per la mobilità sostenibile, con una serie di azioni e piani regionali mirate a migliorare l'offerta alternativa al trasporto stradale con mezzi ad elevata efficienza energetica, infrastrutture per mezzi green e sistemi di trasporto intelligenti. L'obiettivo è ridurre le emissioni inquinanti, una priorità prevista anche dal Piano aria integrato regionale (Pair 2020).

 

Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums)

Il Pums definisce le strategie per soddisfare la domanda di mobilità di cittadini e imprese, migliorando contemporaneamente la qualità della vita. Prevede scenari cadenzati nel tempo e una misurazione periodica degli effetti della sua attuazione. Essendo un piano flessibile, che guarda a un arco temporale di 10-15 anni, il Pums può essere integrato con ulteriori azioni e misure, purché in linea con i suoi principi basi. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato, alla Città metropolitana di Bologna e ai Comuni con oltre 50mila abitanti, 350mila euro per la redazione delle “linee di indirizzo dei Pums”, che sono state consegnate nel 2016. Gli interventi principali riguardano: il rinnovo del parco autobus e filobus regionale a basso impatto ambientale; il miglioramento del trasporto pubblico locale; il potenziamento degli spostamenti urbani in bicicletta; lo sviluppo dell’intermodalità e la riqualificazione dei punti di interscambio modale ferro-gomma-bici; il controllo dell’accesso e della sosta nelle aree urbane; la promozione dei mezzi a basso impatto ambientale; lo sviluppo dell’infomobilità.

 

Piano regionale per lo sviluppo della mobilità elettrica “Mi muovo elettrico”

Per ridurre l’impatto dei trasporti sull’inquinamento atmosferico e sull’aumento delle emissioni di gas serra, la Regione Emilia-Romagna ha puntato sulla mobilità elettrica con un approccio integrato su scala regionale. Considerando che l’autonomia dei nuovi veicoli elettrici (superiore ai 120 chilometri) consente di effettuare spostamenti extraurbani, la Regione ha stretto accordi con i Comuni e con i principali distributori di energia elettrica, per creare un’infrastruttura di ricarica in tutte le province. Si è realizzata in questo modo la cosiddetta “interoperabilità della rete”, ovvero la possibilità di ricaricare la propria auto in punti diversi distribuiti sul territorio e tutti dotati della medesima tecnologia, che permette di addebitare i consumi sul singolo cliente, a prescindere dall’energy provider. Per rendere la mobilità elettrica ancora più sostenibile, la Regione ha inoltre richiesto che i distributori forniscano solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Il progetto pilota “Mi muovo mare”, infine, prevede la fornitura e l'installazione di 24 colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici negli 8 Comuni di Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica. Il piano “Mi muovo elettrico” è integrato con la smart card “Mi muovo”, che a breve consentirà, nell’intera regione, di prendere autobus e treni in città diverse, utilizzare il bike sharing, il car sharing, ricaricare l’automobile e usufruire di tutti i servizi legati alla mobilità.

 

Mobilità ciclistica

L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione italiana a dotarsi di una legge sulla ciclabilità. È la legge regionale 10 del 2017, voluta dalla Giunta e approvato all’unanimità dall'Assemblea legislativa. Tra gli interventi previsti: raddoppio della percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio; dimezzamento entro il 2020 delle vittime su strada, così come indicato dall’Unione europea; nuovi collegamenti tra le piste esistenti; una maggiore integrazione treno-bici e più servizi per i ciclisti, dalla riparazione alla vigilanza. E per ogni nuova strada realizzata, una nuova pista ciclabile, anche non adiacente (come invece voleva la vecchia normativa). Non si scherza: non ci saranno contributi regionali per gli enti e i soggetti che non rispetteranno le misure per la ciclabilità. Quanto ai finanziamenti, complessivamente saranno 25 i milioni di euro destinati alla mobilità ciclistica entro la fine della legislatura. La Giunta regionale investirà da subito 10 milioni di euro (dal Fondo europeo di sviluppo e coesione) per realizzare un bando rivolto a Enti locali, agenzie per la mobilità e società di gestione. A questi si aggiungono 8 milioni dal Por Fser per i progetti dei Comuni con più di 50mila abitanti; 1,3 milioni assegnati all’Emilia-Romagna dal riparto nazionale del Piano per la progettazione di itinerari e piste ciclopedonali e 5 milioni, dalla legge sulla Green economy, per la realizzazione del tratto della Ciclovia del Sole che attraverserà otto Comuni fra Bologna e Modena, lungo il tracciato ferroviario dismesso della Bologna-Verona (la Città metropolitana di Bologna sta elaborando il progetto definitivo).

 

Green public procurement (Gpp)

Green public procurement, ovvero acquisti verdi della pubblica amministrazione. Nel rifornirsi di prodotti e servizi (dalla cancelleria alla ristorazione, dalla pulizia degli uffici alla fornitura di energia elettrica), le Istituzioni devono scegliere quelli che hanno un minore impatto sull’ambiente e sulla salute nel loro intero ciclo di vita. Una possibilità che in Emilia-Romagna è prassi dal 2009, con la legge 28 che ha introdotto i “criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della pubblica amministrazione”. Per darle attuazione è stato definito un Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici. L’obiettivo entro il 2018 è che sia sostenibile il 50% degli acquisti della Regione. Un ruolo chiave ce l’hanno la centrale di committenza regionale Intercent-er e gli addetti incaricati degli acquisti nella Regione e negli enti locali, che si stanno formando e aggiornando sulle pratiche del Gpp attraverso seminari, linee guida e un toolkit con “gli attrezzi per acquistare verde” e un corso on line per gli addetti agli acquisti della PA. La strada intrapresa dalla Regione è quella giusta, come dimostra il premio per la migliore politica di green public procurement, appena assegnatole dal Forum 2017 Compraverde Buygreen.

 

Green economy e ricerca industriale

In base ai dati dell'Osservatorio GreenER attivato da Ervet, in Emilia-Romagna circa 30.000 imprese hanno investito nel green negli ultimi 6 anni. I settori trainanti dell'economia verde sono l'agroalimentare, il ciclo rifiuti, l'edilizia, l'energia, con oltre 2.600 imprese specializzate. Inoltre, oltre l'11% delle nuove assunzioni proviene da settori green.

Elemento centrale della strategia regionale per il futuro sostenibile è la ricerca industriale in ambito energetico, condotta nell'ambito della Strategia di Specializzazione Intelligente S3. A Ecomondo è in programma un focus sull'attività dei laboratori e dei centri di ricerca dei Clust-ER con la presentazione di alcuni  progetti di ricerca finanziati con Fondi Europei Por Fesr 2014-2020. (pdf, 278.3 KB)

 

Link:

 

Video:

 

I numeri delle politiche della Regione per la sostenibilità ambientale presentati ad Ecomondo 2017

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Pubblicato il 31/10/2017 — ultima modifica 08/11/2017
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