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Terremoto: il modello Emilia-Romagna nella gestione delle macerie

Alla fine del 2013, ad un anno e mezzo dal sisma, erano già state rimosse 558.282 tonnellate pari a circa il 90% del totale

La gestione delle macerie provocate dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 in Emilia-Romagna è stata un’operazione che può essere considerata un successo. Con un finanziamento di circa 25 milioni di euro, di cui 15 erogati dalla Commissione europea, sono stati attivati gli interventi di rimozione, trasporto e trattamento del materiale derivante da quasi 1.800 siti di intervento denominati in fase operativa cantieri.

Alla fine del 2013, ad un anno e mezzo dal sisma, erano già state rimosse 558.282 tonnellate pari a circa il 90% del totale, ad oggi il quantitativo ammonta a 612.841 tonnellate. I cantieri da cui rimuovere macerie erano 1.774: di questi 1.595 sono stati ripuliti del tutto, 140 sono stati revocati e 16 devono ancora essere attivati. I cantieri residui sono legati a situazioni specifiche, come ad esempio casi di compravendita. Il Comune di Mirandola è stato quello in cui si sono raccolte più macerie pari a 74.569 tonnellate provenienti da 303 cantieri.

 

L’intervento normativo per la rimozione

macerie2Le macerie provocate dal crollo degli edifici e dalla demolizione di quelli pericolanti, sono state rimosse dai soggetti gestori del servizio di gestione integrata dei rifiuti in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legge del 6 giugno 2012, n.74 che le ha classificate quali rifiuti urbani.

Le successive Ordinanze del Commissario Delegato alla ricostruzione, hanno specificato ulteriormente le modalità del loro trattamento, le possibili destinazioni finali ed hanno inoltre fornito un’accurata valutazione dei costi di gestione. Il buon andamento delle operazioni è stato garantito da un modello di rendicontazione settimanale dei trasporti e dei trattamenti effettuati negli impianti di destinazione. Sono stati sei i gestori impegnati nelle operazioni di raccolta e otto gli impianti di trattamento. Con quasi 400.000 tonnellate di macerie raccolte, il gestore più coinvolto è stato Aimag S.p.A, cui fanno capo i Comuni maggiormente interessati dal sisma Mirandola, Medolla e Cavezzo.

 

Le fasi operative della rimozione

Le macerie sono state rimosse seguendo precise fasi operative. Con una “istanza di rimozione macerie” i proprietari degli immobili hanno potuto segnalare alla propria amministrazione comunale la presenza di macerie; quindi, a seguito di un sopralluogo nel sito interessato, il gestore del servizio rifiuti e l’amministrazione comunale hanno valutato la quantità e la qualità dei rifiuti da rimuovere e programmato gli interventi specifici di rimozione, annotandoli in un elenco numerato, in modo da stabilire delle priorità. I gestori del servizio rifiuti hanno quindi raccolto e trasportato le macerie negli impianti di prima destinazione. Le operazioni di gestione sono state supervisionate dalla Direzione generale Difesa del suolo e della costa della Regione Emilia-Romagna, che, tra l’altro, ha acquisito settimanalmente informazioni in merito all’avanzamento dei lavori tramite uno specifico strumento web.

 

Gli impianti di prima destinazione

macerie3Sono stati otto gli impianti di prima destinazione coinvolti, nei quali sono state pesate e registrate le macerie, tenendo conto, sempre a cadenza settimanale, delle operazioni di carico e scarico delle macerie e dei trattamenti di selezione dei materiali. La maggior parte delle macerie è stata gestita dall’impianto Aimag di Medolla, con 191.152 di tonnellate di rifiuti lavorati e dall’impianto Cmv di Sant’Agostino, nel ferrarese (134.354). In seguito i gestori degli impianti di prima destinazione si sono occupati delle operazioni di selezione e cernita e dell’avvio dei rifiuti alla destinazione finale. Anche in questo caso, le informazioni sui flussi in ingresso, sulle giacenze, sui quantitativi a smaltimento e a recupero dei materiali, sono state comunicate settimanalmente. Un registro di carico e scarico macerie ha attestato l’effettivo trasporto dei rifiuti alla loro destinazione finale.

 

La destinazione finale delle macerie

macerie4Le destinazioni finali delle macerie sono il recupero dei materiali selezionati (ferro, legno), il recupero degli inerti per copertura finale delle discariche e per la realizzazione della viabilità interna delle discariche e lo smaltimento in via residuale.

Ad oggi hanno trovato una destinazione definitiva circa 541.000 tonnellate di macerie. Le macerie già trattate ed in sicurezza che ancora sono in deposito temporaneo sono circa 72.000.

La destinazione prevalente (oltre il 70%) è stata la copertura finale delle discariche esaurite presenti nel cratere sismico (discarica di Modena di gestione HerAmbiente, Molino Boschetti di gestione CMV Servizi, discariche di Medolla e Mirandola di gestione Aimag). Circa l’11% delle macerie trattate è stato utilizzato per la copertura giornaliera e per la viabilità interna delle discariche, l’1% è rappresentato dal materiale selezionato avviato ad impianti di recupero (metallo e legno). A smaltimento è stato inviato soltanto il 6% delle macerie gestite.

 

I costi

Gli oneri derivanti dalla gestione delle macerie sono stati posti in carico al Commissario Delegato per l'attuazione degli interventi sui territori colpiti dal sisma. Il costo di gestione di una tonnellata di rifiuti inizialmente fissato in un massimo di 50 euro è stato oggetto di precise quantificazioni e, ormai a fine lavori, tale costo medio è risultato sensibilmente inferiore a tale limite, pari a circa 34 euro. Per le operazioni di carico, trasporto e avvio alla prima destinazione sono stati liquidati 7.141.076 euro; per la selezione, il trattamento e l’avvio alla destinazione finale sono stati liquidati invece 11.796.495 euro.

 

Le macerie contenenti amianto

macerie5Nel corso delle operazioni di rimozione sono stati identificati anche 124 siti con macerie contenenti amianto. Il decreto legge n.74/2012, che definiva gli interventi urgenti a favore della popolazione, non aveva preso in considerazione la rimozione di questo tipo di materie. Per questo, a seguito di un nuovo intervento normativo statale, l’ordinanza del 2 aprile 2014 ha disposto che la rimozione dei rifiuti pericolosi dovesse essere finanziata con il medesimo fondo per la ricostruzione previsto per le macerie ordinarie. Il Commissario Delegato ha indetto due procedura di gara, le gare sono state eseguite con il supporto dell’agenzia regionale Intercenter.

La prima gara ha individuato il sito dedicato allo smaltimento (discarica) delle macerie contenenti amianto e alle fasi di smaltimento definitivo, la seconda gara, che in ordine temporale di esecuzione è la prima fase operativa del lavoro, prevedeva l’elaborazione del Piano di lavoro per singolo cantiere, le attività di bonifica, rimozione e trasporto al sito di smaltimento.

Tutte le fasi operative sono state svolte in conformità con le norme sulla sicurezza per la salute pubblica e ambientale. In particolare, i Piani di Lavoro per la rimozione dell’amianto, sono stati seguiti e approvati dall’Azienda Usl territorialmente competente. I cantieri interessati dalle operazioni di rimozione, sono stati recintati, segnalati da apposita cartellonistica e resi disponibili dell’insediamento dei mezzi operativi e dal personale dotato di tutti i sistemi di protezione necessari.

Le macerie contenenti amianto sono state trattate con sostanza incapsulante (rivestimento impermeabile), le lastre vengono poi imballate con fogli di polietilene rinforzato, mentre il materiale in pezzi viene racchiuso in big bags (sacchi) impermeabili, non deteriorabili e sugli imballi sono evidenti le etichettature di norma. Il materiale così sigillato è idoneo per il trasporto in discarica. Le attività connesse alla rimozione e allo smaltimento delle macerie contenenti amianto sono state realizzate in 4 mesi e ad oggi sono terminate.

macerie6Le scelte fondamentali che hanno portato ad un sistema di rimozione rapido ed efficiente sono state individuare a pochi giorni dal sisma gli impianti di prima destinazione situati all’interno dell’area terremotata tenendo conto della capacità di stoccaggio, la loro vicinanza ai Comuni del cratere, classificare le macerie come rifiuti solidi urbani, effettuare la cernita negli impianti di prima destinazione invece che nei singoli cantieri. La collaborazione tra le Amministrazioni e i Gestori, la creazione di una rete organizzativa e la garanzia della tracciabilità dei flussi sono stati i punti di forza della complessa operazione.

 

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Pubblicato il 19/12/2017 — ultima modifica 19/12/2017
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