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Cicloturismo in Emilia-Romagna tra parchi e città d’arte

Natura, storia, gusto: i percorsi ciclabili da Piacenza a Rimini per una vacanza su due ruote in famiglia e con gli amici

In pianura o per l’Appennino. Immersi nella natura, alla scoperta delle città d’arte o magari contemporaneamente, conciliando i due interessi. Su sterrato o su asfalto, in mountain bike o con una più comoda bicicletta da turismo, in famiglia e con gli amici, non mancano le occasioni per trascorrere in Emilia-Romagna un weekend o una vacanza di una settimana o più giorni in sella alla propria due ruote.

L’offerta per gli amanti della bicicletta abbraccia tutta la regione: il sito Piste ciclabili conta addirittura 633 percorsi cicloturistici da Piacenza a Rimini. Sono escursioni da poche ore o itinerari a lunga percorrenza, da gustarsi in relax o con almeno un  po’ di sudore.

SentieroE se si proviene da un’altra regione e il tempo a disposizione è sufficiente, in Emilia-Romagna si può arrivaredirettamente in bicicletta: dal Piemonte e dalla Lombardia occidentale, o da La Spezia e la costa toscana c’è la Via Francigena; l’Eurovelo 8 attraversa invece l’Emilia-Romagna longitudinalmente, da Ferrara (per chi proviene dal Veneto) a Piacenza; l’Eurovelo 7, noto anche come Ciclopista del Sole, taglia la regione da nord a sud, più o meno centralmente, ed è una possibilità per chi arriva da Trentino Alto Adige, le province di Verona, Brescia e Mantova oppure dalla Toscana; Romagna e ferrarese sono infine raggiungibili in bicicletta da Veneto al nord e Marche al sud attraverso la Ciclovia Adriatica.

 

 

 

Le Ciclovie dei Parchi

Stupendi paesaggi in collina e in pianura tra bellezze naturalistiche, storiche e architettoniche. Le Ciclovie dei Parchi sono 10 percorsi ciclabili che consentono di praticare il proprio sport preferito in un ambiente incontaminato: quelli dei parchi e delle riserve naturali dell’Emilia-Romagna. Hanno tracciati percorribili in tappe di una o mezza giornata con diversi gradi di difficoltà e quindi si confanno anche ai ciclisti meno esperti e meno allenati. Per la maggior parte serve la mountain bike, ma non mancano tratti affrontabili con una normale bicicletta. Sono raggiungibili anche in treno grazie alle “bretelle” ciclabili che le collegano alle più vicine stazioni ferroviarie. E per non perdersi e sapere sempre dove andare, c’è pure una mappa interattiva con indicazioni Gps.bici in carrozza

La provincia di Piacenza ha la ciclovia del Trebbia (circa 50 chilometri senza deviazioni) e condivide con Parma quella dello Stirone (42 chilometri): entrambe scorrono sugli argini degli omonimi fiumi e torrenti. È fluviale anche la ciclovia del Taro (due itinerari da 26 chilometri complessivi) in provincia di Parma, che può contare anche sulla ciclovia dei Boschi di Carrega (20 chilometri quasi  interamente asfaltati), che si sviluppa in un paesaggio tipicamente forestale. La ciclovia del Secchia (tragitto da 25 a 38 chilometri a seconda delle deviazioni) si trova tra le province di Modena e Reggio Emilia: parte da piazza Grande a Modena e arriva fino alla cassa di espansione del fiume Secchia, attraversando paesi, boschi e canneti. Sulle colline del medio Appennino modenese c’è invece la ciclovia del Parco dei Sassi, che per dislivello e lunghezza è tra quelle più impegnative (50 chilometri).

Scendendo ulteriormente lungo la via Emilia, le ciclovie in provincia di Bologna sono tre: quella dei Gessi di Gaibola (21 chilometri) è un percorso ad anello che parte in ambiente urbano e si inerpica in un ambiente carsico con doline, grotte, boschetti , torrenti e piccole rupi; la ciclovia della Memoria è un suggestivo e impegnativo itinerario (circa 25 chilometri) di interesse paesaggistico e storico, che conduce fino a Monte Sole, teatro del più doloroso eccidio di civili commesso in Italia dai nazisti; la terza ciclovia bolognese è quella di Monteveglio (circa 27 chilometri), un itinerario di collina con qualche dislivello, ma facile (è tutto su asfalto) e in ambiente fatto di boschetti alternati a campi e calanchi. Da Brisighella (Ravenna) parte infine la ciclovia dei Gessi (30 chilometri, con un primo anello di 21), di grande bellezza e difficoltà variabile.

 

Cicloturismo nelle città d’arte

Le 11 città d’arte dell’Emilia-Romagna possono essere non solo i punti di partenza per escursioni fuoriporta, ma le vere protagoniste di un turismo slow alla ricerca della cultura, dell’arte e, perché no?, dei piaceri della tavola dopo una bella “sgambata”. Piacenza conta una Chiesacinquantina di piste ciclabili cittadine e diversi percorsi di cicloturismo e per mountain bike in provincia. Anche Parma è una città ideale da girare in bicicletta grazie al suo territorio pianeggiante servito da una rete ciclabile di 107 chilometri; la provincia offre percorsi sia in pianura, nella terra di don Camillo, sull’Appennino e sulle sponde del “Grande fiume”. Non scherzano neppure Reggio Emilia e Modena, ben attrezzate di percorsi ciclabili in città e nel territorio circostante, e Bologna, che ha da poco anche una “tangenziale” di 8,4 chilometri per muoversi velocemente in bicicletta lungo i viali intorno al centro storico.

Ma è Ferrara, come si sa, la “città delle biciclette” per antonomasia e conta centinaia di chilometri di ciclabili urbani e in provincia: percorsi ad anello, per famiglie e per sportivi. Un’altra città naturalmente “bike friendly” è Ravenna: da visitare non solo gli 8 monumenti dichiarati dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”, ma tutta la provincia, dalla costa alle colline, fino ai 1.000 metri del Passo Sambuca. Varietà di paesaggi anche nelle mappapedalate nel territorio di Forlì-Cesena: il litorale piatto e comodo, la campagna, i borghi fortificati in collina, la montagna con le salite appenniniche. Anche Rimini non è solo mare: certo, si può esplorare lentamente tutta la costa da Cattolica a Bellaria Igea Marina, ma basta addentrarsi di qualche chilometro per pedalare nelle terre dei Malatesta e dei Montefeltro, con le vallate dei fiumi Conca e Marecchia e gioielli come San Leo.

 

Il video di presentazione delle ciclovie dei parchi

 

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Pubblicato il 03/05/2018 — ultima modifica 08/05/2018
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