giovedì 26.04.2018
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Il Po torna navigabile con la conca di Isola Serafini

L’opera riapre alla navigazione il tratto da Piacenza all’Adriatico, con ricadute su ambiente, turismo e trasporti

E' la più importante opera di ingegneria idraulica del suo genere mai realizzata in Italia. Consentirà la libera navigazione nel Po in entrambe le direzioni nel tratto compreso tra il mare Adriatico e Piacenza e oltre l’Emilia-Romagna. Lo scorso venerdì 23 marzo è stata inaugurata la nuova conca di navigazione di Isola Serafini, realizzata per superare lo sbarramento artificiale della centrale idroelettrica Enel nel comune di Monticelli d’Ongina (Piacenza). L’opera, finanziata con 47 milioni di euro (di cui 6,8 milioni, il 20%, messi a disposizione dall’Unione europea nell’ambito del programma Cef), è stata tenuta a battesimo con il primo passaggio della motonave attrezzata “Stradivari” specializzata nel trasporto dei turisti sulla grande via d’acqua del fiume Po. Un intervento che ha comportato 6 anni di lavori e ha ricadute sul turismo in prima battura, ma preso anche sulla mobilità e trasporti alternativi alla gomma e che salvaguarda gli aspetti naturalistico-ambientali. Adiacente al grande bacino artificiale è stato realizzato un impianto di risalita dei pesci che risulta efficace sin dal primo  monitoraggio svolto che ha già ha contato il passaggio di 60mila pesci.

Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, gli assessori regionali ai Trasporti e infrastrutture, Raffaele Donini, e all’Ambiente, Paola GazzoloCesare Bernabei, della direzione regionale della Commissione europea; Carlo Secchi, coordinatore “Corridoio Atlantico” della Commissione europea; Silvia Volpato, direzione Infrastrutture e trasporti Regione Lombardia; Gimmi Distante, sindaco di Monticelli d’Ongina; Julian Espina, project officer Inea (Agenzia l’innovazione e le reti dell’Ue), e Ivano Galvani, dirigente dell’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), che ha appaltato i lavori, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali e autorità locali.

 

Dimensioni e caratteristiche del progetto
Serafini2La nuova conca di navigazione è l’unica in funzione sul Po e permette di superare un dislivello variabile tra i 4 e i 13 metri, in funzione delle portate del fiume. È costituta da una vasca di cemento armato lunga 115 metri e larga 12,5 e dotata di “porte vinciane” (da Leonardo da Vinci, che le ha inventate): sono un sistema di chiuse o porte, ancorate su robusti pilastri a cuneo, che si aprono utilizzando la sola forza dell’acqua che, da un punto di maggiore altitudine, durante la bassa marea scende verso il mare consentendone lo scolo. In caso di alta marea, la forza dell’acqua che sale fa sì che le porte invece si richiudano, evitando così che l’acqua salata del mare risalga il corso dei canali interni e arrivi ai terreni circostanti.

Per dimensioni e caratteristiche, la conca può consentire il transito anche di navi di grandi  dimensioni secondo la vigente classificazione europea (fino a 110 metri di lunghezza, 11,5 di larghezza, pescaggio a pieno carico di 2,5 metri e portata fino a 2.000 tonnellate, equivalente a 50 autotreni). L’opera è stata costruita perché la precedente conca, risalente al 1962, lo stesso anno della nascita della centrale Enel che sbarra il corso del Po, non era più utilizzabile da circa un ventennio a causa dell’abbassamento dell’alveo del fiume. La sua realizzazione rientra in un programma di miglioramento delle condizioni di navigabilità del Po che comprende anche progetti di sistemazione di alcuni tratti dell’alveo di magra.

 

Gli altri interventi
Serafini3Oltre alla conca sono stati sistemati i collegamenti viari circostanti, compresa la realizzazione di una pista ciclabile e di un viadotto che collega l’Isola Serafini al territorio del Comune di Monticelli d’Ongina. Adiacente al grande bacino artificiale sorge poi l’impianto di risalita dei pesci costruito grazie a una tranche di 2,4 milioni di euro della dotazione finanziaria complessiva, in aggiunta a una somma di pari importo messa a disposizione da Bruxelles. L’impianto, inaugurato un anno fa, consente alla fauna ittica di superare lo sbarramento di Isola Serafini, ripristinando così le rotte di migrazione di specie pregiate rare come lo storione obice tra il mare Adriatico e affluenti occidentali del Po, fino al lago Lugano. Un corridoio ecologico di straordinaria importanza sotto profilo ambientale.

 

 

Il bacino del Po e l’Adriatico
Serafini6652 chilometri di lunghezza, 141 affluenti( tra cui fiumi di grande rilevanza come Ticino, Adda, Oglio e Mincio), 4 grandi laghi (Garda, Maggiore, Como e d’Iseo) all’interno del suo bacino (circa 74mila chilometri quadri) e una portata ordinaria di 1.500 metri cubi d’acqua al secondo: sono i numeri del Po, il “Grande fiume”, il più lungo d’Italia, che lungo il suo corso bagna il territorio di 3.210 Comuni con una popolazione complessiva di circa 16 milioni di persone. Una risorsa preziosissima per l’agricoltura e per l’ambiente: il valore della biodiversità ittica naturale del Po è tra i più elevati registrati nei corsi d'acqua italiani ed europei (almeno 48 specie ittiche native), mentre le aree protette direttamente collegate all’ecosistema fluviale (33 tra siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) occupano una superficie di 517mila ettari (il 26% delle aree protette in Italia.

Il Po è inoltre il motore idrodinamico, fisico e biologico dell’Adriatico. Le sue acque dolci costituiscono un importante volano dell’idrodinamica marina e forniscono sali nutritivi quali azoto e fosforo, che sono l’elemento principale nell’innesco della catena alimentare, dal momento che favoriscono la crescita prima di fitoplancton e zooplancton e, dopo, del pesce azzurro. La gestione del bacino padano del fiume Po necessita quindi di strumenti di governo che sappiano garantire una visione unitaria delle esigenze dell´intero distretto idrografico, di tutti gli attori e di tutti gli usi della risorsa idrica.

  

L’agenzia interregionale per il fiume Po
Nel 2003, con quattro leggi approvate dai consigli regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, è stata istituita l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), che ha raccolto l’eredità del disciolto “Magistrato per il Po”, l’organo statale creato nel 1956. L’Aipo cura la gestione del reticolo idrografico principale del maggiore bacino idrografico italiano, occupandosi, essenzialmente, di sicurezza idraulica, demanio idrico e navigazione fluviale. La governance dell’Agenzia prevede un Comitato che dà gli indirizzi politici, costituito da assessori delle 4 Regioni, un direttore e un collegio dei revisori.

L’Aipo ha il compito di realizzare e manutenere le opere pubbliche per la difesa idraulica, il corretto assetto morfologico e la valorizzazione del reticolo fluviale principale del bacino del Po. In particolare, cura la gestione del demanio idrico (beni demaniali e risorse idriche); gestisce gli eventi estremi, partecipando alla previsione e al monitoraggio e intervenendo sulle opere di competenza per fronteggiare situazioni di criticità e di rischio; realizza e gestisce le opere atte a consentire e migliorare la navigazione fluviale. A supporto delle attività di progettazione, Aipo ha creato un proprio polo scientifico con 3 laboratori di ricerca ubicati a Boretto (Reggio Emilia).

 

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Pubblicato il 27/03/2018 — ultima modifica 29/03/2018
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