domenica 21.10.2018
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La prevenzione e il contrasto agli incendi boschivi

Che cosa fa la Regione, che cosa possono fare i cittadini e che cosa si rischia se si adottano comportamenti che possono innescare un incendio

Sono stati 36 gli incendi boschivi che si sono verificati nell’estate del 2017 in Emilia-Romagna. Oltre 230 gli ettari di bosco andati in fumo dai primi di luglio al 10 settembre, anche all’interno di aree protette, parchi e riserve naturali. Quarantadue gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco, a cui si aggiungono le 11 volte in cui sono entrati in azione i Canadair. Numeri in deciso aumento rispetto ai 4 anni precedenti: nel 2013 gli incendi erano stati 26, 4 nel 2014, 24 nel 2015 e 21 nel 2016, con 126 ettari di bosco bruciati complessivamente, quasi la metà del 2017. La scorsa è stata infatti un’estate rovente, con caldo secco, temperatura elevate e assenza di piogge significative da maggio a fine agosto: tutte condizioni che hanno favorito il divampare e l’estendersi degli incendi. Ma sono sufficienti pochi, semplici accorgimenti per evitare di mandare a fuoco interi boschi.

 

Cosa fare e non fare
Se si va a fare una passeggiata o un’escursione, bisogna sempre assicurarsi di aver spento bene sigarette e fiammiferi. L’auto va parcheggiata lontana dall’erba secca, perché potrebbe prendere fuoco a contatto con il calore della marmitta. I rifiuti, che sono particolarmente infiammabili, vanno sempre gettati negli appositi contenitori. Per le grigliate ci sono le aree attrezzate. E dopo il lavoro agricolo, la paglia, le stoppie e gli altri residui vanno bruciati solo in modo controllato.Incendio3

Accortezze e divieti aumentano nei periodi di grave pericolosità, che vengono stabiliti dall’Agenzia regionale per la sicurezza e la protezione civile, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando regione Carabinieri Forestale in base a valutazioni meteo-forestali. In questi periodi, all’interno delle aree forestali vige il divieto assoluto di accendere fuochi o di utilizzare strumenti che possano produrre fiamme, scintille o braci (barbecue, fornelli a gas, eccetera). È proibita anche la pulizia dei pascoli e dei terreni mediante l’abbruciamento delle stoppie e sono vietati gli abbruciamenti controllati di qualsiasi materiale vegetale.

Cosa si rischia
Chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti che possano innescare un incendio boschivo rischia sanzioni fino a 10mila euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni se l’incendio è doloso (ovvero è provocato volontariamente), da 1 a 5 anni se causato in maniera involontaria, per negligenza, imprudenza o imperizia. Chi provoca un incendio può essere condannato al risarcimento dei danni.

Cosa fa la Regione
Dal 30 giugno, presso la sede dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, tutti i giorni dalle ore 8 alle 20 è attiva la Sala operativa unificata permanente (Soup), come prevede il Piano regionale antincendio boschivo. In orario notturno è attivato un servizio di reperibilità e la risposta alle chiamate d’emergenza viene garantita dalle sale operative dei Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco.
Nei periodi di grave pericolosità, l’Agenzia regionale dispone l’attivazione della fase di preallarme su tutto il territorio. Ogni giorno, la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco attiva 9 squadre dedicate all’antincendio boschivo, dislocate nelle incendio2diverse province, mentre i Carabinieri Forestale pattugliano il territorio per la prevenzione e la repressione. Sono oltre 50 le squadre di volontari di protezione civile, formate ed equipaggiate, che presidiano i punti di avvistamento sui boschi.

La Sala operativa unificata permanente
Grazie al coinvolgimento di diverse istituzioni e strutture operative statali, regionali e del volontariato, la Soup coordina le azioni di lotta attiva agli incendi di bosco nei periodi di marcata ed elevata pericolosità. All’interno della Sala operativa lavorano, in stretto coordinamento, tra loro funzionari dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione  civile, e personale del Corpo dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri Forestale e del volontariato. In caso di incendio, la Soup verifica se nella sua prossimità ci siano centri abitati, infrastrutture e linee elettriche, dà l’allarme a tutti gli enti interessati, valuta la necessità di inviare rinforzi o richiedere l’intervento aereo, in collegamento costante con le squadre che operano sul sito dell’evento.

 

Il catasto regionale delle aree percorse dal fuoco
È una mappa interattiva digitale con gli incendi boschivi che si sono verificati in Emilia-Romagna a partire dal 2003. La Regione, in collaborazione con il Comando Regione Carabinieri Forestale, ha realizzato e aggiorna il Catasto delle aree percorse dal fuoco. Di ogni incendio viene presentata una scheda informativa che riporta la data in cui si è verificato, il Comune interessato, l’uso del suolo e la superficie. Il Catasto viene adottato dai Comuni che provvedono a classificare e a vincolare le aree incendiate. Sulle aree forestali percorse incendio4_medio.jpgdal fuoco, infatti, è vietato edificare e anche far pascolare le greggi e cacciare, come prevede la legge-quadro in materia di incendi boschivi n. 353 del 2000.

Se si avvista un incendio
Chi avvista un incendio può telefonare al 115 (pronto intervento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile) oppure a 1515 (pronto intervento dei Carabinieri Forestale). In entrambi i casi, la telefonata è gratuita. Bisogna indicare nome e cognome, numero da cui si sta telefonando, la località dell’area che sta bruciando e le dimensioni dell’incendio. Prima di riagganciare, aspettare la conferma di messaggio ricevuto.

 

La campagna Aib
Per far conoscere ai cittadini come si sviluppano gli incendi nei boschi, quali sono le misure intraprese dal sistema regionale nella prevenzione e nella lotta attiva al fuoco, ma anche per spiegare come evitare gli incendi e cosa fare quando se ne vede uno, l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile lancia ogni anno una campagna di sensibilizzazione. Oltre ai volantini e manifesti, che vengono distribuiti sul territorio tramite i coordinamenti provinciali del volontariato di protezione civile, è stato realizzato un video sui comportamenti da adottare in caso di incendio boschivo.

 

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Pubblicato il 09/08/2018 — ultima modifica 22/08/2018
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