martedì 25.09.2018
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Difesa del suolo, servizi tecnici e autorità di bacino

Prelievi a uso domestico

Il proprietario di un fondo (e comunque chiunque legittimamente autorizzato ad occupare quel fondo) può liberamente estrarre e utilizzare le acque sotterranee ivi presenti, mediante un pozzo od altre opere di presa (nel caso delle sorgenti) per destinarle all’uso domestico

Realizzazione di nuove opere da utilizzare per prelievi ad uso domestico:  Comunicazione

Se le opere di prelievo sono da realizzare ex novo bisogna farne COMUNICAZIONE preventiva al Servizio Tecnico di bacino competente ed inviarne copia, per conoscenza al Comune nel cui territorio esse vengono costruite. Tale comunicazione è resa dall’interessato nella forma della DICHIARAZIONE e pertanto chi la sottoscrive è perseguibile penalmente, ai sensi delle vigenti norme, nel caso di attestazioni false o mendaci.

L’esecuzione di dette opere deve comunque avvenire nel pieno rispetto di tutte le vigenti normative di salvaguardia della risorsa idrica, nonché del vincolo idraulico, idrogeologico, di tutela delle risorse idriche sotterranee anche dal punto di vista dell'inquinamento, norme di sicurezza, distanza dai confini secondo le prescrizioni del codice civile, ecc.

L'amministrazione regionale è tenuta ad essere informata di tutte le utenze di risorsa idrica attive nel proprio territorio ed ha il compito di disciplinare i prelievi delle acque sotterranee, anche di quelle ad uso domestico, laddove sia necessario garantire l'equilibrio del bilancio idrico.

Il Servizio Tecnico di Bacino competente ha quindi la facoltà di imporre prescrizioni ed anche di non dare il proprio assenso alla realizzazione delle opere e dei relativi prelievi ed anche facoltà di effettuare controlli, avvalendosi di agenti accertatori (polizia idraulica, polizia provinciale, polizia municipale, guardie forestali, carabinieri), sulla veridicità inerente l'uso dell'acqua, e sul rispetto delle prescrizioni e discipline dell'uso stesso. Eventuali altre prescrizioni (urbanistiche, ambientali, di sicurezza, ecc.) potranno essere fissate dal Comune competente.

 

Presentazione della COMUNICAZIONE

Prima di procedere a realizzare le opere necessarie al prelievo della risorsa idrica, l'utente deve preventivamente inviare alla Regione Emilia-Romagna, al  Servizio Tecnico di Bacino di competenza, e per conoscenza al Comune nel cui territorio verranno eseguite le opere, una comunicazione ( pdf, 60Kb) nella quale sono riportati i dati personali, le precise motivazioni del prelievo ad uso domestico ed altre informazioni congrue con la tipologia dell’uso che si intende attuare. Dovrà inoltre essere indicata la data presunta di inizio dei lavori, e, qualora risultino necessari, il nulla osta ai fini idraulici e l'autorizzazione nei riguardi del vincolo idrogeologico. (In caso di vicinanza a un corso d'acqua, le opere potranno collocarsi a non meno di 50 m. dal piede dell'argine o dall'alveo).

Una volta effettuati i lavori, dovrà essere prodotta dall'utente e indirizzata al Servizio Tecnico di Bacino, quale completamento alla comunicazione, una scheda descrittiva delle opere realizzate ( nel caso si sia provveduto alla perforazione di un pozzo occorrerà inoltrare la "scheda pozzo"( pdf, 82Kb) contenente tutti i relativi dati tecnici).

 

Da extradomestico a domestico

Al termine della concessione, su richiesta del concessionario,  il Servizio Tecnico di bacino può consentire che pozzi già esistenti ed utilizzati per uso extradomestico siano utilizzati per “uso domestico” a condizione, però, che  la perforazione sia monofalda e limitatamente ai pozzi di profondità non superiore ai 20 metri.

Restano fatte salve eventuali specifiche discipline stabilite da direttiva regionale per aree con particolari caratteristiche di ricarica, di salvaguardia o soggette a subsidenza o a ingressione salina.

 

Precisazioni circa l'uso domestico

Si ricorda che all’ “uso domestico” sono riconducibili  solo ed esclusivamente i seguenti fabbisogni del proprietario del terreno e del suo nucleo familiare:

I.   Consumo potabile (in assenza di una rete acquedottistica)

II.  Consumo per uso igienici e assimilati;


III.  Annaffiamento di giardini e orti, l'acqua è utilizzata per:

  1. a.      annaffiamento di superfici adibite a verde: devono far parte dell'abitazione del proprietario del terreno su cui esiste il pozzo, o delle parti comuni del condominio (3).
  2. b.      annaffiamento di coltura orticola, escludendo tassativamente una eventuale commercializzazione dei  prodotti.

 

IV.       Abbeveraggio animali da cortile e/o bestiame: in analogia col caso della produzione orticola, gli animali allevati devono essere solo ed esclusivamente destinati a soddisfare le esigenze del proprietario del terreno su cui esiste il pozzo e quelle del suo nucleo famigliare, escludendo tassativamente qualsiasi attività tesa alla commercializzazione degli animali e dei loro derivati.

V.       Uso di cantiere: l’acqua viene utilizzata per la costruzione del fabbricato di abitazione ( nel caso in cui l’approvvigionamento idrico non sia diversamente realizzabile)

(3) nel caso del verde condominiale l’amministratore del condominio od un legale rappresentante del condominio deve attestare che nel fabbricato  esistono solo locali adibiti ad abitazione e relative pertinenze, impegnandosi a comunicare tempestivamente eventuali variazioni al riguardo.

Non possono essere considerati  “uso domestico”  tutti gli usi in cui l’acqua viene utilizzata per un'attività  economico-produttiva o con  finalità di lucro.

In particolare:

Consumo umano (igienico e/o potabile): non sono assimilabili a uso domestico le acque destinate ai consumi umani relativi ai complessi turistico-alberghieri, agriturismi, le industrie alimentari, casearie, le case di cura, le attività artigianali, e quanto assimilabile.

Annaffiamento di giardini e orti: non sono assimilabili a uso domestico le acque destinate a vivai, parchi, aree verdi attrezzate o inserite in scuole e complessi industriali, di attrezzature sportive, di ricreazione, e quanto assimilabile.

Abbeveraggio animali da cortile e/o bestiame: non sono assimilabili a uso domestico le acque destinate ad allevamento di animali da cortile e/o bestiame, che preveda la commercializzazione dei capi e dei loro derivati.

Altri usi non assimilabili a uso domestico: le acque destinate ad impianti di condizionamento e a pompa di calore, alimentazione di piscine aperte al pubblico, parchi acquatici, impianti ittici e di pesca sportiva e quanto assimilabile ad attività ricreative e sportive, tutti gli usi che soddisfano esigenze di attività produttive, e in genere tutti gli altri usi che risultano prevalenti e prioritari rispetto a usi domestici compresenti.

 

 

Modulistica:

Tutta la modulistica disponibile dai Servizi Tecnici di Bacino è disponibile all'indirizzo: https://applicazioni.regione.emilia-romagna.it/ambiente/suolo-bacino/servizi/modulistica/concessioni-demaniali

  • Il modulo di autocertificazione da trasmettere prima della perforazione di un pozzo domestico (modello provvisorio) ( pdf, 60Kb)
  • La scheda pozzo da trasmettere a perforazione eseguita (modello provvisorio) ( pdf, 82Kb)

 

 

 

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Pubblicato il 03/01/2012 — ultima modifica 21/03/2014
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