Geologia, sismica e suoli

Natura e storia: le acque chimicamente peculiari dell’Appennino emiliano-romagnolo (2020)

Un contributo alle conoscenze per la pianificazione territoriale ed i servizi ecosistemici.

Viene presentata una nuova cartografia disponibile presso il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, sulle segnalazioni di acque sotterranee a chimismo peculiare riferite: alle sorgenti libere, oggetto di frequentazione locale; alle sorgenti e pozzi documentati nelle richieste di concessione e permessi di ricerca di acque minerali e termali “storici” (richiesti o rilasciati da fine ‘800 fino al 1999). Per questi ultimi, l’attenzione è posta sulle segnalazioni storicamente “attive” che, attualmente, non lo sono più.

Si ottiene una panoramica di prima approssimazione su questa risorsa naturale, come contributo al quadro conoscitivo degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, anche nella prospettiva dell’individuazione dei servizi ecosistemi collegati[1], in attuazione della L.R. 24/2017.

Per agevolare l’utilizzo dello strato informativo, tra i dati territoriali a corredo degli strumenti di pianificazione di ambito comunale e sovracomunale, nelle figure 1, 2 e 3 le segnalazioni sono poste in relazione con i limiti comunali.

Acque a chimismo peculiare - Figura1

Figura 1 – Segnalazioni di acque sotterranee a chimismo peculiare (salate, sulfuree, con altre mineralizzazioni) nei comuni del settore montano dell’Emilia occidentale -  Ingrandisci Immagine (jpg402.09 KB)

 Acque a chimismo peculiare - Figura2

Figura 2 – Segnalazioni di acque sotterranee a chimismo peculiare (salate, sulfuree, con altre mineralizzazioni) nei comuni dell’Emilia centrale. -  Ingrandisci Immagine (jpg419.03 KB)

Acque a chimismo peculiare - Figura3

Figura 3 – Segnalazioni di acque sotterranee a chimismo peculiare (salate, sulfuree, con altre mineralizzazioni) nei comuni dell’Emilia orientale e della Romagna. -  Ingrandisci Immagine (jpg328.66 KB)

Le evidenze naturali, censite da documentazione d’archivio, come pure dalla bibliografia del settore sui censimenti condotti in area vasta, sono classificate come:

1, acque salate o salse (prevalentemente, salsobromoiodiche, queste ultime chimicamente indicative di acque sotterranee fossili, intrappolate nei sedimenti poi litificati); 

2, sulfuree (tali o con componente idrogeno-solforata);

3, salse e sulfuree (ove ci sia la coesistenza tra i due tipi);

4, con varia mineralizzazione (bicarbonate, bicarbonato-alcaline, ferruginose, magnesiache)

5, indeterminate.

Nella cartografia ottenuta, sono state aggiunte anche le segnalazioni di “salse” o vulcanelli di fango (emissioni di metano con acque salate e fanghi), tratte dalle banche dati del Servizio Geologico regionale,

Tra le altre cose, lo strato informativo restituisce un quadro sulle principali segnalazioni localmente note di sorgenti mineralizzate isolate, eventualmente classificabili come scaturigini di importanza naturalistica (e, in tal caso, oggetto della normativa del Piano di Tutela delle Acque).

In ogni caso, possono contribuire (se recuperate e valorizzate) alla frequentazione di un territorio, nell’ambito di un turismo escursionistico, sostenibile e di recupero del contato con la natura, che può essere solo destinato a crescere nei numeri e nell’indotto.

Per ottenere un quadro aggiornato e specifico, dedicato alle concessioni di acque classificate come termali, sarà invece necessario un aggiornamento sulle (poche) concessioni rilasciate più recentemente e, soprattutto, su eventuali modifiche intervenute nel tempo per quanto riguarda la localizzazione e l’attività dei punti di captazione.

Non vi sono comprese le informazioni relative all’area dei comuni della Val Marecchia (RN), che sono entrati a fare parte del territorio regionale a partire dal 2009 e ciò rappresenterà un motivo di approfondimento successivo

Ulteriori segnalazioni, o miglioramenti nella localizzazione delle segnalazioni con maggiore grado di incertezza, saranno assai utili per l’aggiornamento di questa prima base-dati.

Una  relazione illustrativa (pdf, 5.16 MB) descrive lo strato informativo, ponendolo a confronto con altri fenomeni geologici storicamente noti (naturali manifestazioni di idrocarburi in catena, sorgenti con depositi di travertino) e con una sintesi della cartografia geologica regionale.

[1] Come classificati  nel report Millennium Ecosystem Assessment (MEA, 2005).

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pubblicato il 2020/09/08 13:04:00 GMT+1 ultima modifica 2020-09-14T11:07:44+01:00

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