In questo contesto generale di avanzamento, a scala locale la dinamica della linea di riva è stata molto complessa ed è stata influenzata dall’attivazione, lo sviluppo, la disattivazione e lo smantellamento dei lobi deltizi padani e appenninici.

Dal XIX secolo si è instaurata una nuova tendenza a scala regionale ovvero la rettificazione della linea di riva: le foci appenniniche hanno rallentato la crescita e sono andate incontro a erosione e smantellamento a causa della riduzione dell’apporto sedimentario fluviale mentre i litorali interposti sono stati abbondantemente alimentati dal materiale deltizio rimobilizzato, di fatto la piana costiera è cresciuta a scapito delle zone di foce.

Ancora oggi, a scala regionale, i tratti che mostrano annosi problemi di arretramento della linea di riva e di erosione costiera severa sono assoggettate a questo processo e corrispondono alle maggiori cuspidi deltizie.

Dal dopoguerra ad oggi la storia della linea di riva è strettamente connessa alle azioni dell’uomo. I fattori particolarmente impattanti sul territorio costiero sono stati: i grandi porti, le opere di difesa, la variazione dell’uso del suolo e lo sfruttamento della spiaggia, la subsidenza antropica e le interferenze sul trasporto solido fluviale.

Il confronto tra la linea di riva del 1943 e quella del 2016 nel tratto di litorale compreso tra Cattolica e Volano (circa 110 km) mostra:

- il 48%, circa 52 km, è interessato da avanzamento

- il 15%, circa 15.9 km, è stabile

- il 37%, circa 40.5 km, è in arretramento.

Alla scala locale, la variazione della linea di riva è fortemente dipendente dalla morfo-dinamica litorale influenzata dalle opere di difesa costiere rigide, dai ripascimenti, e dagli altri interventi attuati sul territorio, e la sua valutazione necessita di studi di dettaglio. Le variazioni nel breve periodo della linea di riva si sono quindi sovrapposte alle tendenze del lungo periodo dominate dal processo di rettificazione e dai grandi moli portuali che fungono da trappole sedimentarie.