Le analisi che seguono sono state fatte realizzate attraverso le misure e i confronti dei rilievi effettuati negli anni 1953-54, 2000 e 2006.

Sulla medesima verticale è aumentata quasi ovunque la profondità dei fondali. Gli approfondimenti più rilevanti, superiori a 2–3 metri, si registrano in settori in forte arretramento per smantellamento delle cuspidi fluviali, come quello di Foce Reno, e in aree dove la subsidenza antropica è molto forte, come il paraggio Fiumi Uniti-Lido Dante. Alcune aree in controtendenza si registrano, invece, a ridosso delle grandi opere, come per esempio a sud di Porto Garibaldi e nel settore ferrarese protetto dal delta del Po, dove si osservano innalzamenti dei fondali per effetto dell’accumulo di sedimenti.

L’ampiezza della spiaggia sommersa è diminuita: dal 1953 al 2006. i tratti di spiaggia sommersa con ampiezza inferiore ai 1.000 metri sono passati dal 2% al 37% e quelli con ampiezza inferiore ai 1.500 metri dal 53% al 88%; inoltre, l’ampiezza minima passa da circa 800 metri nel 1953 a circa 600 metri nel 2006.

La pendenza della spiaggia sommersa è aumentata, in particolare quella della spiaggia interna. La pendenza della spiaggia sommersa influisce sulla dinamica della linea di riva poiché i processi erosivi si innescano in una fase precoce nella porzione sommersa. Si è osservato che con una pendenza inferiore a 0,50% la linea di riva rimane pressoché stabile, per valori compresi tra 0,50 e 0,75% si innesca una situazione di pericolo, ulteriormente aggravata oltre lo 0,75%, ove la destabilizzazione ambientale è profonda e conduce ad un arretramento della linea di riva.

La conformazione del fondale, infine, ha subito un netto un cambiamento:

  • i sistemi di barre longitudinali della spiaggia sommersa si sono ridotti per estensione areale e per dimensione;
  • in presenza delle opere di difesa, e in particolare di quelle longitudinali distaccate, si sono creati forti dislivelli batimetrici, con morfologie “a gradino” associate alla costruzione dei sistemi di difesa a scogliera;
  • si sono originati profondi truogoli in corrispondenza dei varchi tra le scogliere;
  • si è prodotto un approfondimento repentino dei fondali immediatamente al piede delle opere di difesa radente.

Tutti questi fattori influiscono sulla stabilità dei litorali e in particolare aumentano i rischi legati all’impatto delle mareggiate sul sistema costiero.

La riduzione dell’ampiezza della spiaggia sommersa e l’aumento della pendenza dei fondali riducono, infatti, la superficie di attenuazione del moto ondoso, avvicinando a terra l’area di frangenza delle onde. In questo modo, a parità di intensità, le mareggiate aumentano il loro impatto sulla porzione emersa del litorale. Anche la riduzione di grandi sistemi di barre sommerse influisce negativamente, poiché essi rappresentano un elemento morfologico di difesa naturale nei confronti delle mareggiate. Il profilo “a gradino” in corrispondenza delle scogliere, infine, alimenta un forte disequilibrio tra una riva stabile e un fondale esterno in continuo approfondimento e in deficit sedimentario.