Il miglioramento climatico che seguì nei millenni successivi determinò lo scioglimento dei ghiacciai e, tra 12.000 e 5.500 anni fa, la conseguente risalita del livello del mare (trasgressione) e l’arretramento della linea di riva per centinaia di chilometri verso nord. Nella fase di massima ingressione marina, intorno a 5.500 anni fa, la linea di costa si era assestata a circa 30 km più ad ovest dell’attuale.

A partire da 5.500 anni fa, con la stabilizzazione del livello del mare, inizia la fase regressiva durante la quale, grazie all’apporto di sedimento da parte dei fiumi, l’ampio golfo delineatosi al termine della fase trasgressiva a nord di Cervia, viene progressivamente colmato di sedimenti e il sistema litorale inizia ad avanzare (progradazione) fino alla posizione che conosciamo oggi.

La storia più recente della piana costiera emiliano-romagnola è stata influenzata ancora una volta dalle variazioni del clima e, in particolare, dai cicli ad alta e ad altissima frequenza che si sono sovrapposti al ciclo post-glaciale iniziato circa 10.000 anni fa. Se la tendenza generale durante l’Olocene è stata quella di un generale miglioramento climatico, accompagnato da una rapida risalita del livello marino e dalla successiva stabilizzazione, all’interno del medesimo periodo si è assistito, alla scala delle centinaia e decine di anni, all’alternanza di fasi di deterioramento climatico e fasi di condizioni più miti.

In particolare, nella storia post-romana, due periodi climatici sono particolarmente significativi e ben documentati da fonti storiche e dal record geologico: l’Ottimo Climatico Medievale, dal IX al XIV secolo, e la più recente Piccola Età Glaciale, dalla metà del XIV alla metà del XIX secolo.

Durante l’Ottimo Climatico Medievale, nel territorio costiero vengono riconosciute oscillazioni del livello del mare con il massimo sollevamento e ingressione marina tra il IX e il X secolo e il conseguente allagamento di aree precedentemente bonificate dai romani.

Alla Piccola Età Glaciale, a partire da metà del XIV secolo, sono associati numerosi fenomeni di dissesto idrogeologico (alluvioni, impaludamenti, frane ecc.) che testimoniano un generale aumento della piovosità e dell’intensità degli eventi. nonché del trasporto solido fluviale che determinò la progradazione di circa 25 km del delta padano nel mare Adriatico e la deposizione di una spessa coltre sedimentaria.