La spiaggia attiva
La parte più alta e recente della sequenza sedimentaria dell’Olocene (Antropocene) è caratterizzata dalla “spiaggia attiva” ovvero una unità geologica tridimensionale che si estende dalla duna fino ai fondali mossi dalle onde e comprende depositi prevalentemente sabbiosi.
In questa unità, la sabbia è in equilibrio dinamico, soggetta a forzanti quali il vento, il moto ondoso e le correnti marine e fluviali, e interagisce con le opere e le azioni antropiche e con gli effetti del cambiamento climatico in corso. La spiaggia attiva è di fatto il serbatoio naturale di sabbia utile e disponibile del litorale, è sede di attività economiche e sociali (ad es. turismo e molluschicoltura) e svolge un ruolo primario nella difesa del territorio costiero. Lo studio geologico ha consentito la sua caratterizzazione fisica evidenziandone lo spessore, la geometria, la tendenza evolutiva e la tipologia del substrato su cui poggia.
La spiaggia attiva presenta una forma “a cuneo”, con assottigliamento verso mare e inspessimento in corrispondenza della duna e della spiaggia emersa, e poggia su un substrato di sedimenti di varia natura che si è formato durante fasi evolutive passate della costa e che non è coinvolto nei processi morfo-deposizionali attuali. Dove lo spessore della spiaggia attiva è ridotto, a causa dell’erosione costiera e/o della mancanza di apporti di sabbia, può affiorare un substrato argilloso che può creare situazioni precarie sia per la fruizione turistica sia per l’equilibrio morfo-sedimentario della stessa spiaggia.
