Con il termine frana si indicano tutti i processi di distacco e movimento verso il basso di masse rocciose e/o suolo dovuti prevalentemente all’effetto della forza di gravità. In una frana si distinguono, da monte a valle, una zona di distacco, una zona di movimento ed una zona di deposito o accumulo.

L’Inventario regionale dei fenomeni franosi è costituito dall’insieme dei dati geografici relativi alle frane presenti nella Banca Dati geologica a scala 1:10.000 della Regione Emilia-Romagna. Nell’Inventario sono delimitate solo le zone di movimento e di deposito (occupate quindi dai terreni che hanno manifestato evidenze di movimento). Tali dati possono essere visualizzati sul Geoportale 3D e nel WebGis dedicato e possono essere scaricati e, se stampati su base CTR a scala 1:10.000, costituiscono la “Carta inventario delle frane” regionale.

Le frane sono classificate in base alla combinazione di stato di attività e di tipologia del movimento franoso adottando, con leggere modifiche, la classificazione utilizzata nel progetto IFFI-Inventario dei fenomeni franosi in Italia.

Visualizzazione e download dati

Geoportale 3d

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WebGis

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 Portale minERva servizio WMS e download dati

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OpenDataER

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Inventario dei fenomeni franosi in Italia, progetto IFFI

Fonti e aggiornamento dei dati

Le frane rappresentate nell’Inventario sono il frutto del rilevamento geologico sul terreno svolto a tappeto sull’intero territorio regionale per la realizzazione della Carta geologica regionale a scala 1:10.000 negli anni 1980 – 2000.

In accordo con il ruolo assegnato al Settore Difesa del territorio della Direzione Generale Cura del territorio e dell’ambiente in qualità di struttura tecnica regionale preposta alla rappresentazione degli elementi fisici e morfologici rilevanti per il governo del territorio, l’Inventario regionale delle frane è soggetto ad aggiornamento e sviluppo costante mediante:

  • raccolta e interpretazione di nuovi dati da studi e relazioni tecniche, da segnalazioni di attivazione da parte di Enti Locali o cittadini, da cronache di giornali o da informazioni da siti web;
  • rilievo diretto sul terreno in seguito a sopralluoghi;
  • analisi di dati di monitoraggio strumentale sia in sito che telerilevato o aereorilevato;
  • analisi o ri-analisi di fotografie aeree e satellitari, di cartografie storiche e catastali.

Il risultato di tali attività consente l’inserimento di nuove frane, il perfezionamento delle geometrie o la riperimetrazione dei corpi di frana già esistenti, la cancellazione di frane, le variazioni dello stato di attività e l’integrazione di dati storici.

A ciascuna frana rappresentata nell’Inventario è associata una data di rilevamento/aggiornamento compresa tra il 2005 e il 2026 che risulta le informazioni associate nella cartografia interattiva.

In virtù della stretta collaborazione tra la Regione, gli Enti territoriali e le Autorità di Bacino distrettuali, i quadri conoscitivi relativi al tema delle frane contenuti negli strumenti di pianificazione provinciali (PTCP e PTM) e di bacino (PSAI) vigenti sono largamente sovrapponibili all’Inventario regionale delle frane.

I dati contenuti sono stati elaborati sulla base delle informazioni disponibili al dicembre 2025.

Limiti e condizioni di utilizzo

L’ Inventario dei fenomeni franosi contiene informazioni e dati conoscitivi ambientali, destinati a una utenza generale, costituita, fra l’altro, da tecnici, amministratori e cittadini e non produce direttamente alcun effetto normativo sul territorio.

I dati messi a disposizione non possono essere utilizzati in sostituzione di analisi, studi e rilievi di dettaglio in tutti i casi in cui essi siano previsti dalle Leggi e norme in materia.

L’interpretazione dei dati raccolti, la loro classificazione tipologica e di attività e la conseguente rappresentazione cartografica sono attività intellettuali e pertanto soggettive. Esse sono influenzate, in un elenco non esaustivo, dalla capacità ed esperienza del tecnico rilevatore nonché dalla data, dalla quantità e attendibilità dei dati raccolti, spesso provenienti da fonti esterne e non sottoposti, all’origine, a verifiche e controlli di qualità.

L’Inventario rappresenta elementi (depositi) soggetti alle dinamiche di versante e pertanto va sempre considerato che tali elementi possono aver modificato forma o tipologia o stato di attività successivamente alla data di rilevamento/aggiornamento indicato per ciascun di essi.

Il Settore difesa del territorio della Regione Emilia-Romagna pur sottoponendo tutto il processo di raccolta, elaborazione dati e mappatura a proprie verifiche e controlli, non può garantire che i dati contenuti nell’Inventario dei fenomeni franosi siano conformi alla realtà dei luoghi, dei fenomeni e degli eventi che si propongono di rappresentare e che essi rimangano immutati in seguito a nuovi dati o interpretazioni.

Ogni iniziativa di divulgazione delle informazioni contenute nell’Inventario regionale delle frane dovrà sempre citare la fonte come di seguito riportato: “Regione Emilia-Romagna – Settore Difesa del Territorio (2025) - Inventario dei fenomeni franosi a scala 1:10000 della Regione Emilia-Romagna.”