Geologia, suoli e sismica

Primi risultati del “Progetto Torbiere”, l’Appennino e il clima che cambia

I primi risultati del progetto, basati sul confronto tra i dati delle indagini svolte nella torbiera di Lago Moo (PC), sono stati pubblicati sulla rivista online “Climate of the Past”, e validati per le politiche regionali

Nelle zone di alta quota dell’Appenino emiliano sono presenti rare torbiere, ambienti peculiari dove la sostanza organica non si decompone e si accumula, in condizioni di saturazione d'acqua e in assenza di ossigeno. Il materiale vegetale formatosi, derivato dal ciclo biologico delle piante, si accumula progressivamente, assieme ai sedimenti dei bacini lacustri che le accompagnano. Per la loro rarità ed il carattere residuale, sono aree protette; sono di grande interesse per studi scientifici multidisciplinari, tra cui quelli sull’evoluzione del clima, trattandosi di veri e propri archivi naturali.

La Regione Emilia-Romagna, in particolare il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli in collaborazione con il servizio ARPAE- Servizio Idro-Meteo-Clima, si occupano dello studio di questi peculiari ambienti montani sin da 2017, attraverso il Progetto Torbiere. Questi “archivi naturali”, attraverso la composizione dei sedimenti del sottosuolo, registrano ed hanno registrato gli effetti geologici delle intense precipitazioni, tra cui quelle aventi caratteristiche di “eventi estremi”.  

Gli eventi estremi sono considerati le precipitazioni di eccezionale intensità (in base alle serie di misure  strumentali meteo) che si verificano ormai sovente. Tra gli eventi hanno interessato bacini idrografici principali nel loro complesso, innescando però la crisi idraulica dei piccoli bacini montani, come accaduto in Val Parma (2014) e Val Nure (2015).

Nell’ambito del “Progetto Torbiere” sono stati realizzati tre sondaggi: il sondaggio-pilota di Lago Moo (2017, comune di Ferriere, Provincia di Piacenza), il secondo presso la piana lacustre di Lagdei (2018, comune di Corniglio, Provincia di Parma) e, recentissimo, quello effettuato nei giorni dal 16 al 18 settembre nella torbiera di Febbio-Pianvallese (settembre 2020, comune di Villa Minozzo, provincia di  Reggio Emilia). Tutti hanno avuto luogo (con modalità minimamente invasive) in aree della Rete Natura 2000, dato l’elevato valore ecosistemico delle torbiere. I sondaggi nell’Appennino parmense e reggiano hanno anche interessato il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.   

I risultati del progetto sono stati pubblicati sulla rivista on-line “Climate of the Past” collegata all’European Geoscience Union (EGU).  European Geoscience Union è un’organizzazione internazionale per la ricerca applicata nel campo delle Scienze della Terra e discipline collegate, che raggruppa 20.000 membri e promuove il più importante meeting annuale del settore in ambito europeo. Ciò allo scopo di validare scientificamente i risultati sin qui ottenuti, rendendoli utilizzabili come conoscenze di elevata affidabilità a supporto delle politiche e delle Strategie regionali per l’adattamento al cambiamento climatico.

Per approfondire i dettagli riguardanti il progetto è stato pubblicata la seguente sezione:

 

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