Geologia, suoli e sismica

Un progetto per il censimento di sorgenti “libere” e fontane

On-line il rapporto sull’avvio dell’attività, realizzata in collaborazione con il Club Alpino Italiano (CAI), Gruppo Regionale Emilia-Romagna

La conoscenza delle unità geologiche maggiormente vocate a immagazzinare e a restituire acqua sotto forma di sorgenti è uno degli obiettivi che il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli sì è dato da tempo, al fine di arricchire le banche dati regionali sulle risorse naturali, utili per la pianificazione territoriale, urbanistica e di settore.

Nell’ambito di questa attività si è deciso di estendere gli studi non solo alle sorgenti di maggiore importanza, quali quelle utilizzate dagli acquedotti, ma anche alle scaturigini che si trovano in condizioni di naturalità. Nasce così il progetto di censimento delle sorgenti cosiddette “libere” avviato, nel corso del 2019, grazie alla collaborazione con il Club Alpino Italiano (CAI) Gruppo Regionale Emilia-Romagna. Le attività di escursionismo e cura della rete sentieristica svolte dai Soci del CAI offrono infatti la possibilità di acquisire segnalazioni dettagliate su tali sorgenti, altrimenti note solo ai locali.

I primi contatti per dare avvio al progetto vennero stabiliti con l’allora presidente Vinicio Ruggeri, che segnalò la disponibilità dei Soci della Commissione CAI Regionale Tutela Ambiente Montano (TAM): Giovanna Barbieri (referente), Mario Cerasuolo, Paolo Vincenzo Filetto, Serena Perego.Si ringrazia inoltre Alberto Martini del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli per l'allestimento delle cartografie informatizzate utilizzate per il censimento

I parametri rilevati sul terreno sono la localizzazione con documentazione fotografica, l’eventuale nome locale, la misura della portata istantanea e di alcuni parametri fisico-chimici quali temperatura, pH, conducibilità, questi ultimi acquisiti attraverso un misuratore tascabile multiparametro, di cui i Soci si sono dotati per iniziativa del gruppo TAM.

Nello stato di avanzamento attuale, il censimento ha riguardato 14 sorgenti nell’Appennino modenese e quello bolognese occidentale. Tra le sorgenti censite figurano anche alcune fontane pubbliche, caratterizzate da manufatti che possono  talvolta avere anche pregio costruttivo e che possono anche essere alimentate da acquedotto, quantunque molto prossime al tratto di adduzione dello stesso.

A partire da questi primi risultati, il progetto proseguirà seguendo gli itinerari dei Soci CAI e degli appassionati del nostro Appennino.

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