Le zone umide dell'Emilia-Romagna su "Biodiversity and Conservation"

Pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale un importante contributo, frutto di collaborazioni con le università di Parma e di Loughborough UK

Le zone umide sono ormai riconosciute come ecosistemi di grande valore in quanto riserva di biodiversità e fonte di importanti beni e servizi per l’umanità, solo in parte apprezzati e utilizzati dall’uomo. Ciononostante, le zone umide sono state per lungo tempo bonificate e sono tuttora soggette a minaccia, soprattutto nelle pianure agricole e con diffusa urbanizzazione.

Da anni la Regione Emilia-Romagna opera per la loro salvaguardia, sostenendo non solo una costante azione di recupero e valorizzazione, ma anche finanziando ricerche scientifiche a supporto di una gestione più efficace.  Tali sforzi sono stati premiati dalla prestigiosa rivista internazionale “Biodiversity and Conservation” che ha recentemente pubblicato un lavoro scientifico coordinato dal Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma e svolto in stretta collaborazione con l’Università di Loughborough (UK).  Il contributo, dal titolo “Integrating habitat- and species-based perspectives for wetland conservation in lowland agricultural landscapes” è liberamente scaricabile qui.

I ricercatori Guareschi S., Laini A., Bolpagni R. e Viaroli P. hanno analizzato la diversità biologica e le vegetazioni tipiche delle aree umide di pianura presenti della Rete Natura 2000 regionale (tra le province di Parma e Ferrara) mettendole in relazione con le caratteristiche idro-morfologiche, le tipologie di uso del territorio circostante e i modelli di gestione.

Ne emerge una chiara e diretta dipendenza della ricchezza in specie protette dalla diversità di habitat. Ciò significa che il mantenimento di ecosistemi palustri complessi – costituiti da mosaici di vegetazioni acquatiche, anfibie e ripariali – possa rappresentare la via maestra per mantenere la diversità biologica in contesti di pianura fortemente antropizzati. In aggiunta, questo lavoro ha permesso di verificare il valore predittivo del numero e della diversità in tipi vegetazionali di una zona umida sulla ricchezza in specie protette in essa ospitata. Vale a dire che una valutazione speditiva e poco costosa della diversità vegetazionale di una zona umida è in grado di fornire indicazioni fondamentali sul suo stato di conservazione.

Su questa base sono state pianificate ulteriori analisi per meglio integrare il quadro conoscitivo completo dei risultati delle indagini che la Regione Emilia-Romagna ha svolto nell’ultimo decennio in questi ecosistemi preziosi, ma fragili. Tuttavia, ulteriori e specifiche ricerche e sforzi di conservazione sono raccomandati per le specie cosiddette “non carismatiche”, spesso poco note al pubblico, come, ad esempio, invertebrati e piante acquatiche. Al riguardo il monitoraggio periodico e costante dei taxa più rari risulta fondamentale per garantire la loro persistenza. In più, la gran parte delle zone umide di pianura sono di origine artificiale, pensiamo per esempio agli stagni e ai laghetti realizzati grazie al contributo del Piano di Sviluppo Rurale. La loro sopravvivenza è necessariamente legata, dunque, a interventi attivi di gestione in modo da scongiurarne il prosciugamento e la conseguente perdita di biodiversità. 

Tra gli obiettivi futuri non si può tralasciare la stringente esigenza di far comprendere appieno a tutti i cittadini le funzioni e i servizi fondamentali offerti dalle zone umide, ad esempio la purificazione dell’acqua. Non si tratta, dunque, di una politica di conservazione fine a se stessa, bensì di una prospettiva di mantenimento della biodiversità a beneficio delle comunità di pianura e delle filiere agro-alimentari che le caratterizzano. In prospettiva, le zone umide di pianura e le aree della Rete Natura 2000 che le proteggono potrebbero diventare uno dei cardini di uno sviluppo più sostenibile e duraturo della pianura emiliano-romagnola.

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pubblicato il 2019/10/23 10:45:00 GMT+2 ultima modifica 2019-10-23T11:14:30+02:00

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