Guardie ecologiche volontarie, 30 anni di attività in Emilia-Romagna al servizio dell'ambiente

Nel 2018, quasi 1.900 segnalazioni sul controllo dei rifiuti. Bonaccini: “Da loro, civismo, solidarietà, e presidio ambientale”

Un campo di protezione civile con esercitazioni, informazioni e educazione ambientale: un esempio concreto delle tante attività in cui sono impegnate le Guardie ecologiche volontarie da Piacenza a Rimini. È questo il modo in cui la Protezione civile regionale assieme alla Federazione regionale dei raggruppamenti della Guardie ecologiche volontarie ha scelto di celebrare i trent’anni di attività dei volontari a Marzaglia Nuova, nel modenese.  

E ieri il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, il presidente regionale Federgev, Valerio Minelli, insieme ad amministratori e tecnici, hanno fatto il punto sul ruolo dei volontari della vigilanza ambientale nel corso di un convegno che si è svolto nel campo allestito per il trentennale.

     

Il servizio volontario di vigilanza ecologica

In Emilia-Romagna le Guardie ecologiche volontarie sono più di 1.300 tra volontari attivi con decreto e altri associati. Organizzate in 16 raggruppamenti territoriali, nel 2018 hanno effettuato in tutto oltre 205 mila ore di attività di vigilanza, con più di 3.150 segnalazioni di abusi e/o illeciti alle autorità competenti e oltre 4.700 verbali di contravvenzione. Numeri in costante crescita che testimoniano l'importanza del lavoro svolto.

Il compito più impegnativo è il controllo sui rifiuti con 1.880 segnalazioni e 3.258 verbali, seguiti dal rispetto dei regolamenti comunali (629 segnalazioni, 1.074 verbali), dalla vigilanza sulla attività venatoria ed ittica (262 segnalazioni; 187 verbali) e sull'applicazione delle norme per la tutela delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000.

L’Emilia-Romagna ha istituito il servizio volontario di vigilanza ecologica nel 1989.  Terza regione in Italia dopo Lombardia e Piemonte. Le Guardie sono inquadrate nel sistema regionale di controlli ambientali e hanno un ruolo preciso come veri e propri alleati delle istituzioni e dei cittadini.

Sono un servizio pubblico volontario con compiti di polizia amministrativa. Accanto alle funzioni di vigilanza e di prevenzione, assumono funzioni di informazione e educazione ambientale e protezione civile.

Per assumere la qualifica di Gev serve frequentare un apposito corso di formazione, superando un esame di idoneità, ed essere nominati, di concerto con la Prefettura, guardie particolari giurate.

 

Il sistema delle aree protette in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna il 16% del territorio è tutelato attraverso il sistema delle Aree protette che comprende: 2 parchi nazionali condivisi con la Regione Toscana, 1 parco interregionale per due terzi marchigiano, 14 parchi regionali, 15 riserve naturali, 4 paesaggi naturali e seminaturali protetti, 33 aree di riequilibrio ecologico.

A questi si aggiungono 258 Siti della Rete Natura 2000 che occupano una superficie complessiva di 270 mila ettari e 3 Riserve della Biosfera dell’Unesco: Delta del Po, Appennino Tosco Emiliano (2015) e Po Grande (2019).  

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pubblicato il 2019/09/30 08:05:52 GMT+2 ultima modifica 2019-09-30T08:05:52+02:00

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