La geologia a casa. La seconda tappa dell'esplorazione dello spazio domestico prosegue con il salotto

Qui si nasconde il tesoro del nostro esperimento di laboratorio ed è dove ci eserciteremo con il riconoscimento delle rocce

L’esplorazione

Osservate le soglie della porta e della finestra, in genere sono in pietra come talvolta lo sono anche i pavimenti. Le rocce più usate sono il marmo (roccia metamorfica), il granito (roccia magmatica), il travertino e la pietra serena (rocce sedimentarie). Dall’osservazione a occhio nudo possiamo distinguere le rocce in base a un criterio semplice: se sono presenti granuli ben visibili anche se piccoli, la roccia è magmatica; se si presenta senza cristalli evidenti, traslucida, sabbiosa o polverosa, la roccia è sedimentaria; se i cristalli sono orientati oppure, come nel caso del marmo, la struttura è microcristallina avrete davanti una roccia metamorfica.

Granito marmoSe avete fortuna, in alcune rocce sedimentarie riconoscerete dei fossili di conchiglie. Quando ero studente a Pisa, e stavo preparando l’esame di Paleontologia ,non avevamo in Università un campione di Orthoceras – un mollusco estinto, fossile dell’Ordoviciano medio - da poter esaminare. Questo costituiva un problema per superare l’esame finché non scoprimmo che un macellaio lì vicino aveva le soglie della porta e la cornice che reggeva l’insegna piene di Orthoceras. Fu per noi una vera e propria palestra scientifica.

Mi raccomando lasciate i fossili dove si trovano e non prendete a martellate le soglie di casa. Il fossile comunque è già vostro. Se invece non avete trovato niente non disperate. La roccia che avete a casa si è formata molto prima che l’uomo si affacciasse sulla scena del pianeta…quindi ne sa molto più di noi. Una qualsiasi roccia, per quanto insignificante possa sembrare, nasconde in sé una storia lunga e complicata e ora che lo sapete, imparate a considerarla per quello che è: un pezzo di storia del nostro Pianeta.

 

L’esperimento

In salotto, in genere vengono conservati i libri e gli oggetti più belli della casa e, tra questi, anche l’argenteria …come quel servizio di posate in argento che non si usa mai. La caratteristica dell’argento è che, se non utilizzato, assume un colore scuro. Questa patina è dovuta alla reazione dell’argento con H2S (noto anche come acido solfidrico) presente in piccola quantità nell'atmosfera come prodotto della combustione dei carburanti. Il nostro esperimento consiste nell’eliminare questa patina antiestetica innescando una innocua reazione chimica.

Esperimento primaOccorrente: un oggetto di argento, una bacinella, un foglio di alluminio per alimenti, sale da cucina o bicarbonato.

Prendete una vaschetta di alluminio per alimenti o, in alternativa, una bacinella nel quale metterete sul fondo un foglio di alluminio per alimenti. Riempite la vaschetta/bacinella di acqua bollente e quindi sciogliete nell’acqua un paio di cucchiai di sale da cucina (o il bicarbonato), immergete l’oggetto e aspettate qualche minuto.

Esperimento dopo

In breve, la patina nera verrà rimossa e le vostre posate torneranno spendenti. È possibile che nell’operazione sentiate un lieve odore di uova marce, non preoccupatevi è effetto della reazione chimica.

Vediamo che cosa è successo. L'argento riducendosi perde la patina nerastra e la cede all'alluminio, l'alluminio cambierà colore acquisendo la patina ceduta dall'argento e dopo pochi minuti l'oggetto di argento tornerà a splendere. Si tratta cioè di una reazione di ossidoriduzione con trasferimento di elettroni fra reagenti, lo stesso tipo di reazioni che avvengono in una pila.

Oggi siamo stati dei geologi e dei geochimici e anche esploratori senza muoverci da casa nostra.

Arrivederci alla prossima esplorazione domestica.

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