Lotta alla cimice asiatica: via libera alla vespa samurai e indennizzi per gli agricoltori

Sì in Conferenza Stato-Regioni. Agli agricoltori gli 80 milioni di euro di indennizzi stanziati dal Governo

Via libera alla riproduzione e diffusione della vespa samurai e alle misure di emergenza necessarie per concedere agli agricoltori gli 80 milioni di euro di indennizzi stanziati dal Governo. Lo ha stabilito la Conferenza Stato-Regioni, riunita oggi in video da Roma, che ha dato parere favorevole ai due decreti che permetteranno di intervenire a favore delle imprese agricole per prevenire e contenere i danni da cimice asiatica della stagione in corso e indennizzare quelli subiti nel 2019. 


Per quanto riguarda il ricorso alla lotta biologica attraverso l’introduzione della vespa samurai come antagonista della cimice, “l’Emilia-Romagna è pronta”, annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, ricordando che “la Regione ha più volte sollecitato il Ministero dell’Ambiente e presidiato in sede di Conferenza delle Regioni perché non ci fossero ulteriori ritardi nel dare via libera al decreto. Il Servizio Fitosanitario regionale, in collaborazione con una rete di laboratori, ha lavorato in autunno e in inverno per la raccolta delle ovature di cimice asiatica che servono alla riproduzione della vespa samurai. Siamo nei tempi per fare i lanci a grande scala a metà giugno, quando ci saranno le deposizioni delle nuove uova dalla cimice”.


La cimice asiatica (Halyomorpha halys) è una specie invasiva aliena che sta devastando le produzioni ortofrutticole italiane. Per combatterla biologicamente si usa la vespa samurai (Trissolcus japonicus) che è a sua volta una specie aliena. Piccolissima, meno di un millimetro di grandezza, la vespa samurai non è aggressiva, si nutre di polline e nettare, ma prima di poterla utilizzare come agente di controllo biologico della cimice asiatica è stato necessario verificare quale sarebbe stato anche il suo impatto sul nostro ecosistema. Fino a oggi per evitare che la cimice asiatica si riproducesse e rovinasse le colture si è fatto un uso massiccio di pesticidi. Basta una cifra per comprendere qual è stato l'aumento di tali sostanze: fra il 2014 e il 2018, solo per la pera, in Emilia Romagna, nei disciplinari di produzione integrata si è passati da cinque trattamenti (organofosfati e neonicotinoidi) a dieci trattamenti, introducendo anche i piretroidi, tutti insetticidi ad ampio spettro che non uccidono soltanto la cimice, ma insetti indispensabili per l'impollinazione, oltre ad essere nocivi per la salute.

Si è tenuto conto anche di questo nel dare di fatto una deroga all'introduzione di una specie aliena, che non servirà a eradicare la cimice, ma nutrendosi delle sue uova ne limiterà la riproduzione. Una parte importante della sperimentazione per l'introduzione della vespa samurai è stata fatta dal Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, su incarico del Ministero delle Politiche Agricole. Il Crea ha introdotto in Italia già nel 2018 in condizioni di quarantena proprio una popolazione della vespa samurai, non solo per verificarne la potenzialità ma anche soprattutto per realizzare il non facile studio di analisi del rischio, indispensabile per valutarne il possibile impatto ambientale.

Riguardo invece agli indennizzi le risorse a disposizione sono quelle stanziate dal Governo nell’ultima Finanziaria, ovvero 80 milioni di euro che andranno tutti a copertura dei danni accertati l’anno scorso.

 I due atti approvati dalla Stato-Regioni

I due atti approvati oggi dalla Conferenza Stato-Regioni sono il decreto del ministero dell’Ambiente su “Criteri per la reintroduzione ed il ripopolamento delle specie autoctone e per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone”, in attuazione al decreto del Presidente della Repubblica 102 del 5 luglio 2019.  Una volta pubblicato, il decreto consentirà alle Regioni di attivare la procedura per riprodurre e immettere nei campi la vespa samurai, antagonista naturale della cimice asiatica. È quindi un passo in avanti per la lotta biologica alla cimice asiatica, l’unica forma che nel medio periodo potrà davvero contrastare il proliferare dell’insetto e ridurne quindi i danni.



Il secondo decreto sulle “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e il contrasto della cimice asiatica”, previa trasmissione alla Commissione Europea da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, consentirà l’avvio delle procedure di indennizzo dei danni agli agricoltori una volta pubblicata la delimitazione e la dichiarazione di stato di calamità nazionale. Gli 80 milioni di euro stanziati con l’ultima finanziaria saranno interamente destinati agli indennizzi dei danni del 2019. In base alla normativa europea gli indennizzi potranno scattare quando il danno supera il 30% della Produzione lorda vendibile aziendale riferita al settore vegetale. Il Ministero rimborserà fino all’80% del danno accertato.

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pubblicato il 2020/04/01 17:03:00 GMT+2 ultima modifica 2020-04-01T17:42:22+02:00

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