AlberItalia, per 60 milioni di piante il campo base sarà in Romagna

Il 18 giugno a Santa Sofia (Fc) verrà presentato il Comitato nazionale e si elaboreranno le strategie per le foreste del Paese

Sessanta milioni di alberi per l'Italia. Giovedì 18 giugno, nella sede di Romagna Acque a Santa Sofia (Fc), territorio scelto non a caso nel Parco delle Foreste Casentinesi, verrà presentato ufficialmente il comitato nazionale AlberItalia che qui prenderà casa.

Dunque sarà la Romagna il fulcro del progetto che intende affrontare il tema del cambiamento climatico attraverso la gestione forestale e la riqualificazione verde del Paese, passando per la piantumazione di 60 milioni di nuovi alberi, dando così concretezza all'appello lanciato lo scorso novembre dalle Comunità Laudato Si', da Carlo Petrini fondatore dell'associazione internazionale Slow Food e dal botanico e saggista Stefano Mancuso.

La giornata di giovedì prossimo 18 giugno sarà dunque l'occasione per presentare il comitato e i suoi obbiettivi, attraverso le relazioni dei promotori e degli esperti che si danno appuntamento a Santa Sofia fin dal mattino. Nella sessione del pomeriggio è previsto il saluto dell'Assessore regionale all'ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile Irene Priolo.

Alle 16.30, poi, è prevista una trasmissione web nel corso della quale interverranno rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, delle Politiche Agricole e Forestali, e del mondo della ricerca scientifica. Nella stessa giornata verrà firmato anche l'atto costitutivo dell'Associazione Centro Studi per la valorizzazione delle foreste e della montagna "01treterra", voluto da Slow Food Italia, Sisef e Romagna Acque e con sede a Santa Sofia, che avrà come scopo la promozione delle foreste e della montagna attraverso progetti di educazione, divulgazione e promozione delle attività di tutela ambientale, gestione forestale sostenibile e di sviluppo economico e sociale delle comunità residenti nei territori montani.

Il comitato è stato promosso dalla Sisef, la Società scientifica dei ricercatori forestali italiani, e da Romagna Acque - Società delle Fonti (l'azienda pubblica che gestisce le fonti idriche della Romagna), che intende così porsi come punto di riferimento scientifico e culturale per chiunque voglia aderire all'ambizioso progetto.

II futuro nelle foreste «Aumentare la superficie coperta da alberi e foreste è una delle strategie chiave per la lotta alla crisi climatica, ed è uno dei pilastri sia della nuova strategia forestale nazionale, in corso di approvazione, e sia della strategia forestale europea che sarà presto emanata nell'ambito del Green Deal — spiega l'esperto forestale Gabriele Locatelli, di Santa Sofia, responsabile per Slow Food Italia del progetto Oltreterra per la valorizzazione delle economia di montagna nato proprio in queste terre sotto sua iniziativa—. Questo luogo non è stato scelto a caso, qui c'è una fetta di patrimonio Unesco, la riserva integrale di Sasso Fratino, 22mila ettari di foresta di proprietà del demani regionale, ci sono le infrastrutture e una rete nazionale al centro della quale abbiamo messo la Romagna con il lavoro degli ultimi anni. La cosa bella è che sono coinvolti i docenti universitari di sette atenei italiani, Bologna, Torino, Milano, Politecnico delle Marche. Molise, Palermo, che qui formeranno i presenti e futuri esperti di gestione forestale».

L'Italia, sottolineano i promotori del comitato, è stato uno dei primi paesi europei a muoversi in tal senso, con i 30 milioni di euro destinati dal Decreto clima ai rimboschimenti nelle città metropolitane e nei corridoi fluviali. Ma aumentare l'estensione delle foreste non è sufficiente di per sé: occorre anche piantare dove serve e dove l'impianto è più efficace nel contrastare la crisi climatica. Ad esempio, nelle aree urbane e periurbane: qui gli alberi non solo assorbono CO2, ma contribuiscono al raffrescamento, alla mitigazione delle piogge intense, all'assorbimento delle polveri sottili e al benessere dei cittadini. Occorre dunque piantare bene e scegliere «l'albero giusto al posto giusto», come dicono i rappresentanti del neonato comitato che di questo si occuperà.

Azioni concrete perciò, per procedere con razionalità in un'operazione che si ripromette di agire su temi così importanti. La prima azione del comitato AlberItalia sarà la pubblicazione di linee guida sulle tecniche di impianto e le specie di alberi più adatte a ottenere elevati benefici ambientali in modo efficace e duraturo.

Successivamente lo stesso comitato si farà promotore della costruzione di una rete di cittadini, amministratori e imprese di settore, per mettere in comunicazione chi intende realizzare nuovi impianti arborei con le migliori professionalità progettuali, con chi può mettere a disposizione terreni per mettere a dimora le piante e con i produttori del settore vivaistico.

Il comitato, dopo il sostegno di Slow Food Italia, ha già raccolto il favore di interesse di Legambiente, WWF, Lipu, UNCEM, Parchi per Kyoto, FSC e PEFC, oltre che di diverse amministrazioni regionali: Regione Emilia-Romagna, ERSAF Lombardia, Forestas - Agenzia per le foreste di Sardegna, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, e locali, e di oltre 60 associazioni e imprese.

 

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pubblicato il 2020/06/16 10:05:00 GMT+1 ultima modifica 2020-06-16T10:17:53+01:00

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