Mollusco fotografato in Adriatico, per Arpae non è così raro

Segnalato erroneamente come mai avvistato, il nudibranco Thetys fimbria è in realtà piuttosto frequente da trovare in questo mare

Qualche giorno fa un giornale locale online ha riportato la notizia di un eccezionale rinvenimento, da parte di un subacqueo, di un mollusco sui fondali fangosi antistanti Riccione.

Da qui la notizia è rimbalzata sui social network ed è stata ripresa da altre testate online, raggiungendo una grande diffusione.

In verità, l’organismo segnalato è una specie già conosciuta per l’Alto Adriatico, la cui presenza è testimoniata dalla bibliografia scientifica. Già citato nel 1600 come “satiro marino” nel Lido di Venezia, viene segnalato con una certa frequenza in Adriatico.

Nel corso delle attività che la Struttura oceanografica Daphne di Arpae conduce annualmente nell’ambito del monitoraggio della Strategia marina, sono stati riportati numerosi avvistamenti del mollusco tramite riprese subacquee effettuate con il ROV (Remote Observation Vehicle) su ampie zone lungo tutta l’area di competenza regionale. 

Anche nell’ambito della pesca a strascico, date le sue dimensioni, viene frequentemente e involontariamente pescato, pur non avendo un valore commerciale.

Il suo nome scientifico è Tethys fimbria, è il nudibranco più grande del Mediterraneo, in quanto può raggiungere i 30 cm.  Di colore bianco-grigio con margine nero, è dotato di un largo velo orale munito di tentacoli usati per predare piccoli crostacei e altri invertebrati. Tipico di fondi mobili, si riproduce nel periodo invernale.

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pubblicato il 2020/09/03 15:26:51 GMT+2 ultima modifica 2020-09-03T15:26:51+02:00

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