Parchi, foreste e Natura 2000

Il contributo delle Aree Naturali Protette alla Destinazione Turistica Città Metropolitana di Bologna

06/05/2018 - Incontro pubblico che ha visto la partecipazione di diverse autorità e tra i tanti temi trattati quello del ruolo fondamentale delle Aree Protette come elemento chiave del rilancio turistico.

Si è svolta a Marzabotto (Bologna), in data 4 maggio 2018, un incontro pubblico dal titolo: “Il contributo delle Aree Naturali Protette alla Destinazione Turistica Città Metropolitana di Bologna”. 

L’incontro è stato tenuto da Massimo Rossi, direttore dell’Ente di gestione dei Parchi Emilia Orientale insieme a Sandro Ceccoli, presidente del medesimo ente, Romano Franchi, sindaco di Marzabotto, Vincenzo Barone, Società Eco & Eco (che ha presentato lo studio sulla visitor economy” nelle aree protette oggetto del convegno), Patrick Romano di Bologna Welcome e Giovanna Trombetti della neonata “Destinazione Turistica Bologna Metropolitana”Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nonché i due assessori regionali: Paola Gazzolo (Assessore alla Difesa del Suolo e Protezione Civile) e Andrea Corsini (Assessore al Turismo), il quale ha evidenziato come, mentre una volta i parchi potevano essere considerati un valore aggiunto dell’offerta turistica, oggi ne rappresentano un elemento strutturale. Sono Intervenuti anche Vinicio Ruggeri, presidente del CAI regionale e rappresentanti delle associazioni agricole locali. 

Un tema su cui tutti i relatori sono stati concordi è stato quello che occorre superare la dicotomia tra tutela del territorio e sviluppo economico: le due esigenze, infatti, non solo possono convivere ma la tutela della biodiversità può diventare un elemento chiave da valorizzare nella costruzione dei prodotti turistici. 

In quest’ultimo decennio, senza particolari interventi di promozione e di conseguenza in modo pressoché “inaspettato”, grazie alla naturale evoluzione dei desideri e delle mete del turismo incoming nazionale ed internazionale, l’Appennino dell’Emilia-Romagna è oggetto di un sempre maggiore interesse (richiesta), soprattutto per quanto riguarda i “cammini”, il più noto dei quali, la Via degli Dei, promosso su iniziativa privata, vede attualmente un targhet di 20-25'000 escursionisti/turisti l’anno e al quale non ha ancora corrisposto un’offerta di servizi adeguata a tale richiesta.

A questa destinazione, inoltre, nel territorio della Città Metropolitana di Bologna si stanno aggiungendo altri itinerari come: Via del Gesso, Linea Gotica, Alta via dei Parchi, Piccola Cassia, Flaminia Minor, Cammino di Sant’Antonio, Terra del Castagno e del Marrone, Traversata delle 5 Valli, Via della Lana e della Seta, Itinerari Eno-Gastronimici dell’Appennino 

Durante il convegno è stato quindi riconosciuto che le Aree Protette possono essere un elemento chiave di questo rilancio turistico e che a questo enorme potenziale turistico deve essere accompagnato da un’offerta di servizi turistici adeguata, una rete escursionistica ben mantenuta e segnalata, servizi di logistica efficienti (funzionale sia ai turisti ma anche alla popolazione locale) e un insieme di proposte in grado di proporre ai turisti un’esperienza a tutto tondo sulle peculiarità (anche eno-gastronomiche) dei territori che visitano o che attraversano. 

Tutto questo sviluppo non dovrà più essere in contrasto con gli obiettivi di tutela degli ambienti e della biodiversità; viceversa, l’interesse turistico dovrà essere non solo a beneficio delle comunità locali ma anche consentire interventi di salvaguardia, tutela e valorizzazione non solo all’interno delle Aree Protette ma in tutti i territori che le connettono, che devono essere viste come un unicum ambientale. A tal fine giocheranno un ruolo chiave l’educazione al turismo sostenibile e lofferta di servizi di accompagnamento turistico di qualità.

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pubblicato il 2018/05/06 16:15:00 GMT+2 ultima modifica 2018-12-19T17:14:36+02:00

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