Parchi, foreste e Natura 2000

L’importanza del nuovo SIC marino al largo delle coste ravennati-ferraresi

Ce ne parla il Responsabile del Servizio Aree protette, Foreste e Sviluppo della Montagna Gianni Gregorio intervistato su RAI TRE a Buongiorno Regione

Si tratta dell'area antistante il Delta del Po, tra le 6 e le 12 miglia marine di distanza dalla costa, circa 311 chilometri quadrati per parte emiliana, in corrispondenza di fondali fino a 20-30 m, che vanno ad aggiungersi a sud ai 225 kmq istituiti dal Veneto nei mesi scorsi.

E' questo il tratto di mare più frequentato da specie importantissime dal punto di vista naturalistico, come la tartaruga marina Caretta caretta e il delfino mediterraneo Tursiops truncatus, anche per via del notevole apporto di nutrienti del Po in Adriatico.

Il numero delle tartarughe è aumentato negli ultimi anni, ma diverse sono le minacce che incombono su di loro: l'annegamento dovuto alle reti da pesca, l'ingestione di plastica e i traumi da collisione con le eliche delle imbarcazioni. Per poterle proteggere e salvaguardare un ruolo importante è svolto dalle associazioni di volontariato (ricordiamo i Centri di soccorso: Fondazione Cetacea di Riccione, Cestha di Marina di Ravenna, e TAO di Porto Garibaldi che recuperano, curano e liberano in mare gli esemplari rinvenuti sulle spiagge) e rilevante è anche il contributo dei pescatori, con i quali la RER sta siglando un protocollo per la gestione del nuovo SIC marino, che spesso conferiscono gli animali feriti o debilitati rinvenuti in mare aperto, come pure quello della Capitaneria di Porto e del Parco del Delta, sia per lo svolgimento della vigilanza in mare, che per le campagne di sensibilizzazione rivolte ai frequentatori del mare (turisti, diportisti, ecc.).

 

Azioni sul documento

pubblicato il 2020/12/21 10:24:00 GMT+1 ultima modifica 2020-12-21T10:24:01+01:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina