Parchi, foreste e Natura 2000

IT4010011 - ZSC - Fiume Trebbia da Perino a Bobbio

Superficie: 352 ettari
Province e Comuni interessati: PIACENZA (Bobbio, Coli, Travo) 

Territorio confinante con IT4010005 ZSC e con IT4010004 ZSC

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4010011 (pdf148.09 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf53.02 KB)

Piano di Gestione (pdf234.63 KB)

Descrizione e caratteristiche

 Il Trebbia all'Orrido di Barberino. Foto L. Benedussi, Provincia di PiacenzaIl sito è localizzato nella media Val Trebbia (PC) e comprende l’alveo e le rive del fiume Trebbia, dall’abitato di Perino a risalire fino a Bobbio, precisamente fino al famoso Ponte Gobbo. Il corso del Trebbia, uno dei principali fiumi della regione, è interessato da tre siti (due in area appenninica, uno in pianura) differenti per contesto ambientale attraversato. Questo sito comprende il tratto che attraversa l’area ofiolitica collinare piacentina, a sua volta interessata da altri due siti ad esso contigui. Oltre alle pertinenze fluviali vere e proprie, il sito comprende, in destra idrografica, il blocco di Monte Barberino (478 m), che insieme alla Grotta di S. Colombano (365 m), simmetricamente collocato al di là della riva opposta fuori sito, costituisce un unico affioramento di serpentini attraversato dal solco vallivo, che in tal punto presenta un notevole restringimento (Orrido di Barberino) dovuto alla scarsa erodibilità delle ofioliti rispetto alle argille scagliose circostanti. La presenza dell’affioramento ofiolitico di Monte Barberino comporta una significativa variabilità del paesaggio e una spiccata differenziazione a livello botanico con numerose specie rare e protette. Il tratto di corso d'acqua considerato presenta ambienti di greto stabilizzato con brughiere e praterie aride, in stadio dinamico di successione naturale, con elementi di interesse floristico (flora pioniera e flora xerofila) e faunistico. Gli ambienti ofiolitici ospitano a loro volta una flora specializzata, di grande interesse, le cui specie o entità sottospecifiche si sono differenziate per adattamento morfofisiologico al substrato serpentinoso. Nel tratto a valle, fino alla confluenza con il Torrente Perino, l'alveo del Trebbia si allarga considerevolmente ed il fiume assume una morfologia "anastomizzata". Tale condizione si traduce in una considerevole diversificazione delle combinazioni granulometriche del substrato, della velocità di corrente e dell’influenza delle acque in arrivo da drenaggi laterali o dal subalveo, il che determina anche una maggiore strutturazione delle biocenosi. Il sito comprende prevalentemente ambienti ripariali: corpi d'acqua interni con acque correnti e stagnanti; boschi e boscaglie di ripa con vegetazione igrofila; praterie aride e affioramenti rocciosi. Completano un quadro abbastanza antropizzato colture cerealicole estensive. Sono presenti nove habitat d’interesse comunitario, dei quali uno prioritario, estesi su circa un quarto della superficie del sito.

Vegetazione

Nel greto sono presenti cenosi ripariali a pioppo e salice: Populus nigra, Salix alba, Salix eleagnos; presso il ponte di Barberino si è formata una caratteristica spiaggia naturale di sassi ofiolitici con boscaglia di ripa (Populus alba, Salix purpurea, Alnus glutinosa). Tipiche dei prati aridi steppici dei greti consolidati, sono presenti camefite ed erbe rade: Satureja montana, Artemisia alba, Artemisia campestris, Fumana procumbens, Helianthemum nummularium, Thymus vulgaris e Thymus serpillum. E’ una situazione adatta alle orchidee: nei pressi di Perino, questi ambienti ospitano l'Orchide screziata (Orchis tridentata) e l'Ofride dei fuchi (Ophrys fuciflora). Il greto stabilizzato del fiume ospita anche la meno comune Orchide cimicina Orchis coriophora, rilevata in provincia solo in poche stazioni della Val Trebbia e della Val d'Arda. Sul greto attivo alligna una vegetazione erbacea molto rada in cui dominano le specie tipiche dei suoli incoerenti e rimaneggiati di frequente, tra le quali Epilobium didonei, Scrophularia canina, Hieracium sp., Saponaria ocymoides. Tra le altre specie, rare e interessanti sono quelle legate al substrato ofiolitico: sono qui presenti le rupicole Euforbia spinosa (Euphorbia spinosa ssp. ligustica) e Semprevivo maggiore (Sempervivum tectorum). Nelle fessure e negli anfratti invece si riscontrano, tra le altre, Stachys serpentini, Galium lucidum, Sedum rupestre, Helichrysum italicum. Sono infine da ricordare per rarità e interesse fitogeografico Asperula purpurea e Campanula medium, più le orchidee Orchis simia e Ophrys bertolonii, indicatrici di condizioni submediterranee in uno dei settori più continentali della regione.

Fauna

Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Tra gli uccelli di pregio comunitario nidificano Tottavilla (Lullula arborea), Ortolano (Emberiza hortulana) e Pernice rossa (Alectoris rufa). Sono presenti il Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), il Codirossone (Monticola saxatilis), la Sterpazzolina (Sylvia cantillans), lo Zigolo nero (Emberiza cirlus). E’ osservata durante le migrazioni la rara Cicogna bianca (Ciconia ciconia). Tra i rapaci è da considerarsi come nidificante eventuale il Lodolaio (Falco subbuteo). Di particolare interesse il popolamento ittico che conta cinque specie di interesse comunitario: Vairone (Leuciscus souffia), Lasca (Chondrostoma genei), Barbo (Barbus plebejus), Barbo canino (Barbus meridionalis), Cobite (Cobitis taenia), oltre a anche Ghiozzo padano (Padogobius martensii) e Gobione (Gobio gobio). Tra gli invertebrati è segnalato il Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Tra gli Insetti è presente il Coleottero Cicindela majalis, che presenta in Emilia-Romagna una distribuzione molto localizzata e la Falena dell'edera Euplagia quadripunctaria.
Tra i Chirotteri sono presenti: Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentoni), Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhli), Serotino comune (Eptesicus serotinus). E’ da sottolineare la segnalazione tra i mammiferi del Quercino (Eliomys quercinus), specie considerata vulnerabile, con distribuzione puntiforme e in declino in tutto il suo areale.

Per saperne di più

Geosito Orrido di Barberino

Itinerari geologici

Flora piacentina 

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf2.78 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2022-09-08T16:26:54+01:00

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