Qualità dell'aria e inquinamento atmosferico nelle città italiane

I risultati del rapporto MobilitAria 2022 e le iniziative per il miglioramento della mobilità urbana

Kyoto Club e l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA) hanno presentato lo scorso 5 maggio 2022 il Rapporto MobilitAria realizzato nell’ambito della campagna europea Clean Cities in collaborazione con Isfort.

Il rapporto ha preso in esame i dati della mobilità e della qualità dell’aria del 2021 in 14 città metropolitane italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia  ed ha analizzato l'andamento delle emissioni di CO2 totali dal 1990 al 2019.

Questa edizione del rapporto registra due novità: un’analisi delle emissioni di gas serra delle Città Metropolitane e la verifica dei livelli degli inquinanti atmosferici. Di seguito alcune considerazioni di sintesi.

Le emissioni di gas serra sono sono riferite sia alle emissioni totali che per la parte trasporti terrestri con la ripartizione dei diversi segmenti di veicoli. Per questo si è ricorsi ai dati dell'inventario delle emissioni di Ispra riferiti all’andamento 1990-2019 da qui si evince che l‘andamento delle emissioni di CO2 totali dal 1990 al 2019 è stato differente fra le varie Città Metropolitane. 

A livello nazionale, i gas serra nei trasporti sono cresciuti dal 1990 al 2019 del 3,9%, ed anche nelle città metropolitane si evidenzia una tendenza alla crescita.  Nelle 14 Città Metropolitane, per i gas serra si evidenzia il peso enorme dei trasporti stradali sul totale (mediamente dal 30% al 60%) e di questo segmento l’automobile ne determina in genere almeno due/terzi.

Per la verifica dei valori consentiti degli inquinanti atmosferici, nel rispetto delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha pubblicato nel 2021 le nuove Linee guida sulla qualità dell’aria, il CNR-IIA ha effettuato nel Rapporto un confronto dei valori medi registrati nel 2021 dalle stazioni di fondo urbano per biossido di azoto e particolato atmosferico, evidenziando una sostanziale distanza delle concentrazioni attuali con i valori raccomandati dall’OMS. Emerge, purtroppo, che nessuna delle città considerate è in linea con i parametri dell’OMS, anzi alcune di queste segnalano degli scostamenti molto rilevanti.

L'anno 2021 preso in esame dai ricercatori ha risentito della pandemia, con una diminuzione degli spostamenti e obblighi di distanziamento del trasporto pubblico. Per effetto delle restrizioni anti-Covid e grazie alle azioni messe in campo dalle amministrazioni è cresciuta la ciclabilità e si registra un boom della mobilità sostenibile (ad esempio, monopattino in sharing), mentre è proseguita la crisi del trasporto collettivo. L’automobile rimane ancora il mezzo di trasporto privilegiato (come evidenziato anche dallo studio del Ministero infrastrutture e mobilità sostenibili recentemente presentato) anche se lo smartworking, che è proseguito per tutto il 2021, ha consentito di contenerne l'utilizzo.

Interessante l'analisi dei provvedimenti delle amministrazioni comunali delle città metropolitane oggetto dell'indagine rispetto al miglioramento della mobilità urbana. Lo studio, infatti, ha analizzato i Piani urbani per la mobilità sostenibile (Pums) relativamente a contenuti ed azioni intraprese. Ne emerge, in generale, un potenziamento delle reti ciclabili, grazie anche agli stanziamenti del Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ed un rilevante incremento della micromobilità elettrica con alcune città, come Catania, che hanno avviato i servizi e Milano, Torino, Napoli e Bari che hanno aumentato di molto la flotta dei mezzi a disposizione.

  

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pubblicato il 2022/05/11 19:11:00 GMT+2 ultima modifica 2022-05-11T19:12:18+02:00

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