Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020003 - SIC - Torrente Stirone

Superficie: 2748 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA -1917 ettari (Pellegrino Parmense, Salsomaggiore, Fidenza), PIACENZA - 831 ettari (Alseno, Vernasca)

Il sito ricade nel territorio del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano 

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020003 (pdf, 208.1 KB)

Note esplicative al formulario (pdf, 1.2 MB)

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia occidentale

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf, 192.6 KB) 

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf, 1.7 MB) 

Piano di Gestione (pdf, 181.0 KB)

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Lo Stirone presso La Villa. Foto E. Trauzzi, archivio personaleIl sito si estende lungo un tratto di circa 28 km del torrente Stirone dalla zona delle sorgenti, situata tra i Monti S.Cristina, La Guardia e Pellegrino, fino al ponte sulla Via Emilia a Fidenza. La maggior parte del sito è costituita dai terrazzi dolcemente ondulati caratterizzati principalmente da colture cerealicole estensive (circa il 60% della superficie), boschi di caducifoglie (circa il 10%), corpi d'acqua interna con acque correnti e stagnanti; praterie aride con formazioni a Ginepro comune, praterie umide e mesofile, boschetti e cespuglieti igrofili ripari, habitat rocciosi e detritici. L’alveo dello Stirone è stato profondamente inciso negli ultimi 60 anni circa. Infatti, a partire dagli anni ’50, il grande utilizzo delle ghiaie disponibili lungo il greto innescò notevoli processi erosivi, esasperati dalla presenza, sotto le ghiaie, di un substrato di argille in cui le acque incisero un profondo solco, attualmente esteso per diversi metri in altezza. La rapida evoluzione di questo fenomeno dopo ogni piena fluviale ha portato alla luce estesi ed importanti strati fossiliferi del Miocene, del Pliocene e del Pleistocene per la cui tutela furono avanzate le prime proposte di protezione dell’area. All’altezza di Vigoleno, non lontano dalla sponda destra dello Stirone, spicca lo sperone ofiolitico di Pietra Nera. Il sito è in gran parte incluso entro il Parco Regionale Stirone e Piacenziano, ne restano esclusi i rami superiori ad andamento meandriforme situati nel Comune di Pellegrino Parmense.

Habitat e specie di maggiore interesse

Lo Stirone presso San Nicomede. Foto E. Trauzzi, archivio personaleHabitat Natura 2000. 13 habitat di interesse comunitario, dei quali due prioritari, coprono oltre il 10% della superficie del sito: dominano le situazioni ripariali con boschi fluviali, planiziali e castagneti (4 tipi forestali diversi),  habitat d'acqua dolce corrente e stagnante e qualche prateria-arbusteto di contorno.

Specie vegetali. Di interesse comunitario è presente l'orchidea Himantoglossum adriaticum. Tra le specie rare e minacciate sono segnalate Ononis masquillierii e Orchis coriophora.
Mammiferi. Di assoluto rilievo la presenza di colonie riproduttive e siti di riposo e svernamento di Chirotteri legati ad habitat di grotta e forestali. La comunità locale di Chirotteri comprende almeno 17 specie, delle quali 7 sono di interesse comunitario: Barbastello Barbastella barbastellus, Miniottero Miniopterus schreibersii, Vespertilio di Bechstein Myotis bechsteinii, Vespertilio smarginato Myotis emarginatus, Rinolofo minore Rhinolophus hipposideros, Rinolofo maggiore Rhinolophus ferrumequinum, Vespertilio di Blyth Myotis blythii. Tra i Chirotteri, oltre alle specie di interesse comunitario, sono presenti anche: Serotino comune Eptesicus serotinus, Pipistrello di savi Hypsugo savii, Vespertino di Daubenton Myotis daubentoni, Vespertilio mustacchino Myotis mystacinus, Nottola di Leisler Nyctalus leisleri, Nottola Nyctalus noctula, Pipistrello albolimbato Pipistrellus kuhli, Pipistrello nano Pipistrellus pipistrellus, Orecchione Plecotus sp., Molosso di Cestoni Tadarida teniotis. Presente anche l’Istrice.

Gruccione (Merops apiaster). Foto Maurizio Bonora, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Uccelli. Sono presenti almeno 26 specie di interesse comunitario tra le quali nidificano regolarmente Falco pecchiaiolo, Albanella minore, Tarbusino, Martin pescatore, Succiacapre, Averla piccola, Tottavilla, Ortolano. L'asse fluviale, oltre ad essere utilizzato durante le migrazioni, rappresenta un'area di alimentazione e svernamento per numerose specie di uccelli acquatici e non tra cui 10 specie di Ciconiformi, 6 specie di Rapaci diurni (Falco pellegrino, Smeriglio, Falco pescatore, Albanella reale, Falco di palude, Nibbio bruno) Sterna comune e Occhione. Degna di nota è la presenza del Gruccione con una significativa popolazione nidificante.
Anfibi. Una specie di interesse comunitario: Tritone crestato Triturus carnifex. Da segnalare la presenza di Rana agile Rana dalmatina e Tritone alpestre Triturus alpestris.

Rettili. Nessuna specie di interesse comunitario. Sono presenti numerose specie tra le quali le più rare e/o minacciate sono Colubro liscio Coronella austriaca, Colubro di Riccioli Coronella girondica, Saettone o Colubro di Esculapio Elaphe longissima, Ramarro Lacerta bilineata, Natrice viperina Natrix maura, qui ai margini dell’areale continentale, Natrice tessellata Natrix tassellata.
Pesci. La ricca fauna ittica comprende 5 specie di interesse comunitario (Lasca Chondrostoma genei, Vairone Leuciscus souffia, Barbo Barbus plebejus, Barbo canino Barbus meridionalis, Cobite Cobitis tenia) ed altre rare e/o minacciate a livello regionale quali Gobione Gobio gobio e Ghiozzo padano Padogobius martensii.
Invertebrati. Segnalate 5 specie di interesse comunitario: il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes, e, tra gli Insetti l’Odonato Coenagrion mercuriale, il Cervo volante Lucanus cervus, Coleottero legato agli ambienti forestali, il Lepidottero Ropalocero Lycaena dispar legato alla vegetazione palustre, ed Euplagia quadripunctaria, specie prioritaria.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf, 6.7 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2018-02-13T17:07:00+01:00

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