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Rifiuti, siti contaminati

Report rifiuti 2014

Appuntamento fisso da oramai più di un decennio, anche quest’anno il Report sulla gestione dei rifiuti ricostruisce lo stato dell’arte della gestione dei rifiuti urbani e speciali nella Regione Emilia-Romagna.

Questi i risultati più rilevanti evidenziati nel Report di quest’anno:

  • la produzione complessiva dei rifiuti urbani è rimasta sostanzialmente stabile e sfiora i 2,9 milioni di tonnellate (in aumento dello 0,1% sul dato 2012);
  • la raccolta differenziata ha raggiunto la percentuale del 56,2% a livello regionale, con un aumento del 2,3% rispetto al 2012 che consolida il trend positivo dell’ultimo decennio.
  • la gestione 2012 dei rifiuti speciali, elaborata attraverso le dichiarazioni MUD, è calata del 5% rispetto al 2011, con una flessione più significativa dei rifiuti avviati a smaltimento (-7%) rispetto ai rifiuti avviati a recupero (-5%).

 

Il documento completo 

 

Raccolta differenziata

I Comuni regionali che hanno già raggiunto l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata sono aumentati, con un numero di abitanti residenti coinvolti che sfiora oramai il 20% della popolazione regionale.

Nel territorio regionale si raccolgono soprattutto verde (86 kg/ab), carta e cartone (79 kg/ab), umido (57 kg/ab), vetro (34 kg/ab), legno (29 kg/ab) e plastica (28 kg/ab), ma anche gli inerti di origine domestica (17 kg/ab), i rifiuti ingombranti (14 kg/ab), le pile e batterie, i farmaci, gli oli minerali e vegetali.

I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) rivestono particolare importanza in quanto devono essere gestiti in modo adeguato per le sostanze pericolose che contengono e per gli specifici trattamenti di recupero a cui devono essere sottoposti. Nel 2013 sono stati raccolte 21.719 tonnellate di RAEE pari a 4,9 kg/ab.

Quanto ai differenti sistemi di raccolta, quello che utilizza i contenitori stradali si conferma come il più diffuso, ma cresce il “porta a porta” e si consolida il ruolo primario dei 371 centri di raccolta presenti capillarmente sul territorio.

Il sistema impiantistico regionale

Le frazioni raccolte in maniera differenziata sono avviate agli oltre 200 impianti di trattamento/recupero presenti sul territorio regionale, per essere sottoposte a processi di selezione/valorizzazione o per essere direttamente destinate a recupero. Tra questi gli impianti di compostaggio ricoprono una particolare importanza strategica sia perché la frazione organica costituisce circa un terzo dei rifiuti urbani prodotti, sia per i vincoli posti dalla normativa allo smaltimento di tale frazione nelle discariche.

In Regione nel 2013 erano attivi 20 impianti di compostaggio di cui 5 a digestione anaerobica.

I numeri del “recupero” in Emilia-Romagna sono molto positivi: nel 2012, ultimi dati disponibili, il tasso di riciclaggio era pari al 50%, in linea con l’obiettivo fissato dall’Europa per il 2020.

Il sistema impiantistico dedicato alla gestione dei rifiuti indifferenziati residui è  in grado di soddisfare completamente il fabbisogno di smaltimento della Regione. Tale sistema è costituito da: 5 impianti di trattamento meccanico-biologico, 4 impianti di trattamento meccanico, 8 inceneritori con recupero energetico, 17 discariche e 18 piattaforme di stoccaggio/trasbordo.

In linea con le indicazioni delle politiche europee negli ultimi 3 anni in regione si è registrato una diminuzione dell’utilizzo delle discariche

I rifiuti speciali

La gestione dei rifiuti speciali è soggetta alle regole del libero mercato, la responsabilità del loro corretto recupero, trattamento e smaltimento è a carico del produttore/gestore stesso nelle forme consentite dalla normativa.

I rifiuti speciali prodotti nel 2012 ammontano a 7.882.404 tonnellate e per il  90% sono costituiti da rifiuti non pericolosi.

Un dato rilevante se confrontato con quello dei rifiuti urbani: i rifiuti speciali, ossia quelli che provengono dal settore produttivo, costituiscono il 73% di quelli complessivamente prodotti in Emilia-Romagna, pari a quasi tre volte la produzione dei rifiuti urbani. La produzione di rifiuti speciali risulta concentrata nelle province di Modena, Ravenna e Bologna.

Nel 2012 sono state gestite complessivamente 12.539.025 tonnellate di rifiuti speciali, in calo del 5% rispetto al 2011.

Il recupero risulta la modalità di gestione prevalente. Lo smaltimento riguarda prevalentemente i rifiuti pericoloso ed è diminuito del  7% rispetto all’anno precedente.

Questi dati evidenziano una gestione più virtuosa dei rifiuti speciali prodotti. Il sistema impiantistico della regione è articolato: sono 1.306 impianti localizzati in regione e oltre il 90% di questi svolge attività di recupero di materia.

Il Piano dei rifiuti

Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, adottato come noto nel febbraio di quest’anno, spinge la Regione verso traguardi ambiziosi con l’intento di mantenere il passo con le realtà europee che presentano i livelli più avanzati di qualità nel settore.

Riferimento in tal senso è e resta la gerarchia europea per la gestione dei rifiuti, che pone al primo posto la prevenzione, seguita dalla preparazione per il riutilizzo, dal riciclaggio e quindi dal recupero di altro tipo (ad esempio energetico). Allo smaltimento resta il ruolo di opzione residuale.

Al fine di promuovere un costante miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti, il Piano agirà su molteplici fronti: la valorizzazione della “seconda vita” dei beni durevoli, la riduzione e il riutilizzo degli imballaggi, la promozione di iniziative per favorire il riuso e la preparazione per il riutilizzo, il consolidamento della pratica del compostaggio domestico, la stipula di accordi con la grande distribuzione e con le associazioni di categoria per ridurre la produzione di rifiuti o migliorarne la filiera di gestione.

Al contempo si agirà sull’evoluzione dei modelli di consumo dei cittadini (tramite campagne di comunicazione mirate) nonché della Pubblica Amministrazione (attraverso il proseguimento di iniziative specifiche) per promuovere gli acquisti verdi, ovvero gli acquisti di beni e servizi caratterizzati da un minor utilizzo di materia prima e un minor consumo di energia.

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Pubblicato il 22/12/2014 — ultima modifica 26/05/2015
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