Salta al contenuto

Introduzione

Il 22 maggio l’Onu ci ricorda quanto sia unico e fondamentale il valore della natura che ci circonda. La biodiversità, ovvero la varietà della vita sulla Terra, rende splendido e abitabile il nostro pianeta. Per molti, l’ambiente naturale è fonte di piacere, ispirazione e svago, ma tutti noi dipendiamo da esso per il cibo, l’energia, le materie prime, l’aria e l’acqua, elementi che ci consentono letteralmente di vivere e sono il motore delle nostre economie.

Anche gli organismi decompositori, come batteri, funghi, insetti e anellidi, rappresentano biodiversità e anzi, sono essenziali nel ciclo dei nutrienti. Questi organismi trasformano materiali organici, come foglie e rifiuti alimentari, in nutrienti riutilizzabili dalle piante, riducendo l’accumulo di rifiuti e arricchendo il suolo.

La degradazione naturale dei rifiuti avviene tramite processi biologici e chimici facilitati dalla biodiversità, infatti, le specie in un ecosistema collaborano per gestire l’accumulo di rifiuti. Si possono avere, in particolare, due processi: la Biodegradazione, in cui materiali organici vengono scomposti da organismi viventi in sostanze più semplici. (fondamentale, ad esempio, per la gestione dei rifiuti organici, come gli scarti alimentari, che possono essere trasformati in compost) e il Fitorisanamento, che utilizza piante per rimuovere o immobilizzare inquinanti nel suolo e nell’acqua (in questo modo, sfruttando la capacità delle piante di assorbire nutrienti e contaminanti, la tecnica contribuisce a ripristinare habitat inquinati).

Negli ultimi decenni, la Biodiversità ha però subito un rapido declino a causa dell’inquinamento, della deforestazione e dell’accumulo di rifiuti non correttamente gestiti, come ad esempio le plastiche o i rifiuti tessili di materiali sintetici, che si degradano con tempi lunghissimi, troppo lunghi perché gli organismi viventi possano, il più delle volte, sopravvivere.

Il Tema ufficiale del 2026 è "Acting locally for global impact" (Agire a livello locale per un impatto globale). Questo messaggio mette in luce un principio fondamentale: il successo per arrestare e invertire la perdita di biodiversità su scala planetaria dipende fortemente dalle azioni intraprese a livello locale. L'obiettivo di quest'anno è connettere le singole iniziative delle comunità, delle città, delle aziende e delle organizzazioni giovanili con i 23 obiettivi globali delineati nel Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal (KMGBF).

Il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming è uno storico accordo internazionale adottato nel dicembre 2022 durante la COP15 (la 15ª Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica). L'Accordo rappresenta il piano d'azione globale per fermare e invertire la perdita di biodiversità. Il Quadro comprende 4 obiettivi globali per il 2050 (che riguardano la conservazione degli ecosistemi, l'uso sostenibile delle risorse, l'equa ripartizione dei benefici genetici e le risorse finanziarie) e 23 traguardi operativi (target) da raggiungere entro il 2030.

Il cuore dell'accordo è il traguardo 30x30. Entro il 2030, i Paesi firmatari si sono impegnati a:

  • proteggere e conservare in modo efficace almeno il 30% delle terre emerse e delle acque interne;
  • proteggere almeno il 30% delle aree marine e costiere;
  • ripristinare almeno il 30% degli ecosistemi degradati.

I 4 obiettivi globali per il 2050

Il Quadro stabilisce quattro obiettivi a lungo termine per raggiungere la visione globale di "vivere in armonia con la natura" entro la metà del secolo:
1. conservazione: Arrestare l'estinzione delle specie indotta dalle attività umane, riducendo il rischio di estinzione e mantenendo l'integrità degli ecosistemi;
2. uso sostenibile: Gestire e utilizzare le risorse naturali in modo che possano continuare a fornire i servizi essenziali per l'umanità (aria, acqua, suolo fertile);
3. equità: condividere in modo giusto ed equo i benefici derivanti dall'uso delle risorse genetiche (ad esempio, nello sviluppo di farmaci o colture);
4. finanziamenti: Garantire risorse finanziarie e tecnologiche adeguate, specialmente per i Paesi in via di sviluppo, per attuare le politiche di tutela ambientale.

L’Emilia-Romagna presenta una biodiversità straordinaria, per tutelarla la Regione ha identificato come strumenti le aree protette e i siti della Rete Natura 2000, che coprono una superficie di circa 270 mila ettari, pari a circa il 17% del territorio regionale che unitamente alla la Rete ecologica regionale costituiscono l’infrastruttura verde della nostra regione. Il sistema delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000, così come l’emanazione di specifiche leggi per la tutela della flora e della fauna, sono quindi i principali strumenti della nostra regione per concorrere al raggiungimento di quello che è l'obiettivo europeo: arrestare la perdita di biodiversità, assicurare la protezione e il ripristino della biodiversità europea e quindi anche dei servizi ecosistemici che fornisce.

Ciascuno di noi può fare qualcosa: tutti, infatti, abbiamo la possibilità e la responsabilità di contribuire a salvaguardare la biodiversità apportando piccoli cambiamenti alle nostre abitudini quotidiane, senza dover per forza di cose stravolgere il nostro stile di vita.

La Regione a tal proposito ha realizzato una guida intitolata “52 suggerimenti per la biodiversità”: i suggerimenti presenti in questa guida dovrebbero aiutare a fare la differenza (consumare prodotti locali e di stagione, evitare di sprecare acqua, compostare gli scarti alimentari, conoscere più a fondo le specie animali e vegetali che popolano l’area in cui viviamo); se tutti adottassimo anche solo qualcuno di questi semplici consigli, contribuiremmo in maniera significativa a preservare le risorse naturali per le generazioni future.

Per approfondire

Pubblicazioni per la biodiversità

Piano rifiuti e bonifiche della Regione Emilia-Romagna

Ultimo aggiornamento: 22-05-2026, 09:18