Introduzione
Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua. È stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare la comunità internazionale sulla mancanza di accesso all'acqua potabile di migliaia di abitanti della terra e sull'urgenza di affrontare la crisi idrica globale. L’edizione 2026 ha voluto richiamare l’attenzione sul rapporto tra acqua e genere, secondo lo slogan “Dove scorre l’acqua, cresce l’uguaglianza”, sottolineando l'importanza dell'acqua potabile sicura e dei servizi igienico-sanitari come diritti umani fondamentali e fattori cruciali per la parità di genere, contribuendo direttamente agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 6 e 5.
L'Area Tutela e Gestione Acqua della Regione Emilia-Romagna ha partecipato al meeting “World Water Day 2026 Celebration. Launch of the UN World Water Development Report 2026 (WWDR 2026)”. Il documento WWDR 2026 offre analisi e linee guida che sottolineano l'importanza della leadership, dell'autonomia e della partecipazione delle donne per la realizzazione di sistemi idrici inclusivi e sostenibili. Nonostante i progressi compiuti, donne e ragazze continuano a sopportare un onere sproporzionato in termini di responsabilità legate all'acqua e ai servizi igienico-sanitari e rimangono sottorappresentate nella governance e nella leadership del settore idrico. A questo proposito, l'Ufficio UNESCO di Venezia e il World Water Assessment Programme (WWAP) hanno organizzato lunedì scorso 23 marzo questo speciale meeting, durante il quale è stato presentato l'UN World Water Development Report 2026 (WWDR 2026), dando la possibilità ai principali stakeholders di riunirsi per promuovere il dialogo, le partnership e le azioni volte a creare sistemi idrici più inclusivi e resilienti.
La Regione Emilia-Romagna ha inoltre partecipato al 3rd Regional Roundtable on Digital Transformation for Advancing WEFE Nexus (Water, Energy, Food, Ecosystems) in the Mediterranean Source to Sea Continuum (23-24 marzo - Roma). La strategia WEFE Nexus è un approccio interdisciplinare che mira a gestire in modo integrato le interconnessioni tra quattro risorse fondamentali: acqua, energia, cibo ed ecosistemi. L'obiettivo principale è superare la gestione tradizionale "a silos" - dove ogni settore opera separatamente - per massimizzare l'efficienza delle risorse, ridurre i conflitti tra gli usi e rafforzare la resilienza climatica, specialmente in aree critiche come il bacino del Mediterraneo. In questo contesto, l'integrazione tra questa strategia e l'uguaglianza sociale e di genere è considerata fondamentale per passare da una gestione puramente tecnica delle risorse a una visione "centrata sulle persone". Nell’ambito della Tavola rotonda, la Regione Emilia-Romagna, sempre rappresentata dall'Area Tutela e Gestione Acqua, ha raccontato la sua esperienza nei progetti Talanoa e Transcend, dedicati all’innovazione nella gestione sostenibile delle risorse idriche, attraverso lo sviluppo di servizi digitali e sistemi integrati basati su dati osservati e modellazione idrologica, idraulica e socio-economica testati su alcuni living labs - in particolare il nodo idraulico della traversa di Castellarano e il bacino del fiume Reno - quali strumenti operativi per individuare e attuare azioni di adattamento trasformativo (TAP). I due progetti, giunti quasi alla conclusione, hanno rappresentato un’importante occasione di confronto con altri Paesi che condividono problematiche similari inerenti l’adeguamento dei modelli socio-economici ai nuovi scenari di disponibilità idrica, la gestione di invasi, la ripartizione delle risorse in periodi siccitosi e caratterizzati da scarsità idrica, criticità comuni in contesti molto differenti, considerati ostacoli da affrontare, ma anche opportunità da mettere in campo, quale fonte di ispirazione per il nuovo Piano di Tutela delle Acque in fase di elaborazione.
Infine, sempre in coerenza al tema di quest'anno, tutta la cittadinanza è invitata alla visione di un emozionante docufilm dedicato a Laura Maria Caterina Bassi, figura femminile di grande rilievo storico, sociale e culturale. Nata a Bologna nel 1711, è stata una fisica nota per essere stata la prima donna al mondo a ottenere nel 1732 una cattedra universitaria presso l’Università di Bologna, nonché prima socia dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna. La cattedra era in Philosophia universa - cioè in filosofia naturale (oggi fisica) - e la ricevette in seguito alla discussione della tesi De aqua corpore naturali, elementi aliorum corporum, parte Universi, permettendole di andare oltre i tradizionali limiti imposti dal Senato bolognese riguardo all’insegnamento. Un’esperienza pionieristica per il mondo accademico di allora, che le consentì di svolgere innovative ricerche nell’ambito della fisica newtoniana, dell’ottica, dell’elettricità, della dinamica dei fluidi e dell’idraulica. Tra queste ultime, si possono citare le opere Sopra le bollicelle che si osservano nei fluidi (1747 e 1748) e Sopra l'uscita dell'acqua dai fori di un vaso (1753 e 1754). Un legame, quello con i liquidi e l'acqua, ancora oggi fortemente espresso dalla rompighiaccio che porta il suo nome, in onore delle sue importanti attività sperimentali: la nave da ricerca, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, è impiegata per le indagini oceanografiche. Laura Bassi morì nel 1778 nella sua città natale. Il docufilm, dal titolo “Una cattedra per Laura Bassi. Bologna 1732”, è stato diretto dal regista Alessandro Scillitani, e ideato da Raffaella Simili, Professoressa emerita di Storia della scienza dell’Università di Bologna, e da Miriam Focaccia, Ricercatrice di Storia della fisica presso il Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi di Roma.
Per vedere il docufilm:
Una cattedra per Laura Bassi. Bologna 1732
Per saperne di più:
UN World Water Development Report 2026
Ultimo aggiornamento: 24-03-2026, 14:39

