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Introduzione

L’Ente di gestione delle aree protette bolognesi ha acquistato nei giorni scorsi, da privati, 37 ettari di territorio nella zona della Croara, tra i Comuni di San Lazzaro di Savena e Pianoro. Si tratta di un’area, in prevalenza boscata, ricompresa nel perimetro del sito “Carsismi e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale”proclamato nel 2023 da UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità in ragionedell’unicità dei fenomeni carsici che lo caratterizzano, a partire da un amplissimo complesso di grotte, tra cui alcune delle più profonde al mondo e quella epigenetica gessosa più lunga in assoluto, la Spipola-Acquafredda, nel parco regionale dei Gessibolognesi.

Il sito UNESCO, oltre ai Gessi bolognesi e Zola Predosa, comprende altrecinque aree gessose, distribuite nelle province di Reggio Emilia, Ravenna e Rimini.

L’acquisto dei terreni nel parco dei gessi bolognesi, sostenuto da specifici fondiregionali, nasce dalla necessità di preservare per il futuro, queste superfici,caratterizzate da una geo-diversità unica al mondo, da possibili interventi ditrasformazione dei luoghi o da comportamenti impattanti e dannosi. Inoltre, laproprietà pubblica dei terreni consentirà all’Ente parchi di realizzare direttamentetutte le azioni e gli investimenti necessari per la valorizzazione della peculiare geodiversità e biodiversità animale e vegetale dell’area, nonché per una corretta edinformata fruizione didattica, sociale e turistica delle sue emergenze.

Il Presidente dell’Ente di gestione delle aree protette bolognesi, Tiberio Rabboni, hasottolineato il significato del provvedimento: “L’acquisto e la disponibilità di questiterreni avvia, di fatto, una nuova fase operativa nella gestione e nella valorizzazionedel riconoscimento UNESCO. Valuteremo con la Comunità del Parco regionale dei Gessi gli interventi necessari a migliorare la sentieristica dell’area, la sicurezza deivisitatori, la tutela attiva degli ecosistemi e delle biodiversità a rischio, ladivulgazione e l’organizzazione della fruizione. Dobbiamo dare vita ad un progettoall’altezza dell’importanza del sito. In Italia l’UNESCO ha riconosciuto patrimoniodell’Umanità solamente sei habitat naturali: Dolomiti, Isole Eolie, Etna, Monte SanGiorgio, Antiche Faggete primordiali (entrambi transnazionali) e Carsismi e grottenelle evaporiti dell’Appennino settentrionale. Un’attestazione di unicità davalorizzare con l’impegno di tutti”.

Carsismi e grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale

Composto 7 da elementi, questo sito seriale comprende un’altissima densità digrotte di gesso (oltre 900, per un totale di 100 km di cavità, alcune delle qualiraggiungono i 265 metri di profondità), ospita una densità di forme carsichesuperficiali, grotte, sorgenti saline, minerali, speleo temi (depositi secondari ingrotta) e giacimenti paleontologici, costituendo così la più completa, eccezionale eaccessibile testimonianza dei fenomeni carsici in gesso e anidrite nei climi sub-tropicali umidi, unica a causa di una complessa relazione tra rocce, evoluzionegeologica e clima.

Ultimo aggiornamento: 11-12-2025, 10:07