Rigenerazione idraulica: partiti ad Argenta gli interventi della Bonifica Renana per ridurre il rischio alluvionale e potenziare la disponibilità idrica

Si tratta di opere per 40 milioni di euro che il PNRR ha assegnato alla Bonifica Renana per aumentare la resilienza dei principali nodi idraulici della pianura del Reno ai cambiamenti climatici

Completati la progettazione esecutiva, l'iter burocratico e l'assegnazione degli appalti, sono iniziati ad Argenta (FE), i lavori per il recupero della capacità di invaso dei principali canali di scolo della pianura bolognese e l'innovazione completa della componente elettromeccanica dei due principali impianti idrovori dei nodi idraulici di Saiarino e Valle Santa. Obiettivo principale di questi interventi è l'aumento di resilienza dei territori e delle produzioni agroalimentari ai cambiamenti climatici in atto, che vedono un progressivo incremento sia di fasi siccitose che di fenomeni metereologici estremi. Per questo la Bonifica Renana ha candidato ha proposto la rigenerazione di opere idrauliche esistenti, con un recupero significativo di funzionalità e capacità delle strutture del sistema scolante nei principali nodi idraulici consortili, situati in chiusura di bacino, a Saiarino e Valle Santa di Argenta (FE). 

In quest'area, convergono tutte le acque di superficie della pianura bolognese, a destra del fiume Reno, attraverso i grandi canali che connettono i 2.000 chilometri del reticolo artificiale di bonifica per consentirne l'immissione nel fiume Reno.

A quasi cento anni dall’attivazione del Progetto Generale di Bonifica, queste vere e proprie autostrade dell’acqua presentano una forte riduzione della propria capacità di invaso, a causa dei sedimenti accumulati in un secolo di funzionamento. Si è quindi proposta una rigenerazione idraulica, attraverso il risezionamento del canali Lorgana, Garda e Menata. Grazie a questo intervento, si prevede il recupero di oltre 300 mila metri cubi di capacità scolante. Ciò consentirà anche il riutilizzo irriguo dell’importante volume d’acqua che si accumula nei nodi di chiusura del reticolo di bonifica (acqua derivata prevalentemente dal fiume Po tramite il Canale Emiliano Romagnolo). Si aumenta quindi la disponibilità irrigua per i terreni di pianura a nord del comprensorio, senza ulteriori prelievi dalle attuali fonti idriche di superficie. Per raggiungere l’obiettivo, gli impianti idrovori di Saiarino e Valle Santa saranno oggetto di una completa revisione tecnologica. Infatti, queste idrovore con le loro 9 pompe di sollevamento meccanico, sono state progettate per la bonifica idraulica e, quindi, atti a sollevare portate “di punta” solo per brevi periodi, ossia in tempo di pioggia. Invece, gli attuali obiettivi progettuali intendono consentire il sollevamento di portate “minime” ma per periodi prolungati, al fine di soddisfare le esigenze irrigue di quel territorio. 

Il progetto della Bonifica Renana realizza quindi un duplice obiettivo: l’aumento sia della capacità di difesa idraulica (grazie ad un maggior volume di stoccaggio delle acque di piena) sia della disponibilità di risorsa idrica di superficie a fini irrigui, durante la stagione estiva. 

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ultima modifica 2024-02-12T09:27:21+01:00
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