Bonifica idraulica e irrigazione
Il sistema della bonifica nella regione Emilia-Romagna è costituito da otto Consorzi di bonifica di primo grado e uno di secondo grado.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso il Settore difesa del territorio della Direzione generale cura del territorio e dell’ambiente concede ai Consorzi di bonifica, subordinatamente alle disponibilità di bilancio, i finanziamenti per la realizzazione o la ristrutturazione di opere di bonifica, si occupa della programmazione degli interventi, approva i relativi progetti e ne monitora periodicamente lo stato d’attuazione. Viene anche svolta un’azione di coordinamento ed indirizzo delle attività dei Consorzi di bonifica.
Nella regione Emilia-Romagna il sistema della bonifica è costituito da otto Consorzi di bonifica di primo grado e uno di secondo grado associati nella ANBI Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue in ANBI Emilia-Romagna – creata nel 1945 per associare e rappresentare tutti i Consorzi di bonifica ed altri organismi che operano sul territorio regionale nel settore della difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche, già aderenti, a livello nazionale, all’ANBI :
1. Consorzio di Bonifica di Piacenza,
2. Consorzio della Bonifica Parmense,
3. Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale,
4. Consorzio della Bonifica Burana,
5. Consorzio della Bonifica Renana,
6. Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale,
Di secondo grado è il Consorzio di Bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo,
e svolge esclusivamente funzione irrigua, mediante il vettoriamento dell’acqua derivata dal fiume Po, lungo l’asta del Canale (CER) e consegnata ai Consorzi elementari per la distribuzione in pressione alle aziende agricole.
L’attività dei Consorzi di bonifica è disciplinata dal Regio decreto 215/1933 e dalle leggi regionali 42/1984 e 16/1987.
I Consorzi di bonifica sono persone giuridiche pubbliche e svolgono la loro attività entro i limiti consentiti dalla legge e dai rispettivi statuti, e sono costituiti fra tutti i proprietari di beni immobili, rientranti nel perimetro consortile e che traggono beneficio dall’attività di bonifica.
I Consorzi di bonifica svolgono le loro funzioni attraverso la gestione e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione, costituite essenzialmente da canali e impianti idrovori per il sollevamento delle acque sia di scolo che irrigue.
La rete dei canali di bonifica presenta una lunghezza complessiva di circa 20.850 Km, di cui circa 4.250 Km sono rappresentati da canali esclusivamente di scolo, circa 12.000 Km da canali promiscui con funzioni sia di scolo che irrigua e circa 2.150 Km di canali esclusivamente irrigui.
Gli impianti idrovori per il sollevamento delle acque assommano a 582, di cui 199 per lo scolo delle acque e 380 per il sollevamento delle acque a fini irrigui, per una portata sollevabile complessiva di circa 2.130 mc/secondo.
Le funzioni e i compiti dei Consorzi di bonifica sono richiamate nelle norme sopra citate, e si riassumono nei seguenti interventi:
- assicurare la stabilità e il buon regime idraulico dei terreni declivi;
- assicurare lo scolo delle acque e la sanità idraulica del territorio;
- adeguare e completare la bonifica e assicurare la manutenzione delle relative opere;
- conservare e incrementare le risorse idriche superficiali per usi agricoli.
I Consorzi di bonifica provvedono alla realizzazione dei suddetti interventi attraverso le somme – contributo di bonifica - che percepiscono da tutti i proprietari – consorziati - di beni immobili che traggono beneficio dall’attività del Consorzio stesso. Il contributo di bonifica viene determinato in proporzione al beneficio che ogni immobile trae dall’attività di bonifica. In particolare, i Consorzi provvedono con le somme provenienti della contribuenza alla manutenzione delle opere di bonifica e alla gestione amministrativa dell’ente, mentre compete all’ente pubblico, Stato o Regione, il finanziamento per la costruzione di nuove opere o le ristrutturazioni delle esistenti.
La contribuenza consortile ai singoli consorziati viene definita dai Consorzi attraverso il “Piano di classifica” che è lo strumento attraverso il quale viene graduato il beneficio che l’attività del Consorzio di bonifica determina ad ogni immobile, sia agricolo che extra agricolo.
I principali interventi di manutenzione consistono nei diserbi, espurghi e risezionamento dei canali, al fine di mantenere l’officiosità idraulica degli stessi, e la fondamentale manutenzione agli impianti idrovori, al fine di mantenere costantemente funzionanti le apparecchiature presenti, pompe e apparecchiature elettriche, fondamentali per mantenere la sicurezza idraulica dei comprensori, in particolare di quelli a giaciture basse. Da ricordare anche la manutenzione delle opere di bonifica montana che svolgono una fondamentale funzione di presidio dei corsi d’acqua, dei versanti e delle infrastrutture rurali (strade e acquedotti).
Importante e fondamentale è l’attività irrigua che svolgono i Consorzi di bonifica per garantire all’agricoltura la necessaria disponibilità di risorsa idrica nel periodo estivo, particolarmente critico per le insufficienti dotazioni idriche naturali. La superficie agricola irrigata attraverso le infrastrutture irrigue consortili è mediamente di 312.000 ettari (media dal 2016 al 2023) e la principale fonte di prelievo è il fiume Po.
approfondimento su:
programmazione degli interventi di bonifica
