Piano di Gestione del Rischio Alluvioni
Il Piano di gestione del rischio di alluvioni è uno strumento di pianificazione previsto dalla Direttiva Europea 2007/60/CE con la finalità di costruire un quadro omogeneo a livello distrettuale per la valutazione e la gestione del rischio da alluvionali. La Regione Emilia-Romagna rientra prevalentemente nel distretto padano e una piccola porzione nel distretto dell’Appennino Centrale.
Il Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) è un Piano introdotto dalla Direttiva comunitaria 2007/60/CE (cd. ‘Direttiva Alluvioni’) con la finalità di costruire un quadro omogeneo a livello distrettuale per la valutazione e la gestione dei rischi da fenomeni alluvionali, al fine di ridurne le conseguenze negative nei confronti della vita e salute umana, dell’ambiente, del patrimonio culturale, delle attività economiche e delle infrastrutture strategiche.
In base a quanto disposto dal D.lgs. 49/2010 di recepimento della Direttiva 2007/60/CE, il PGRA, alla stregua dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), è stralcio del Piano di Bacino ed ha valore di piano sovraordinato rispetto alla pianificazione territoriale e urbanistica. Alla scala di intero distretto, il PGRA agisce in sinergia con i PAI vigenti.
Le Autorità di bacino distrettuali sono i soggetti competenti per gli adempimenti legati all’elaborazione e all’attuazione del Piano insieme alle Regioni. La Regione Emilia-Romagna rientra prevalentemente nel distretto idrografico del fiume Po e una piccola porzione nel distretto dell’Appennino Centrale
Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po - ADBPO
Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Centrale - AUBAC
Dal secondo ciclo di attuazione della Direttiva, il territorio della Regione Emilia-Romagna è interessato da due nuovi Piani: il PGRA del distretto padano e il PGRA del distretto dell’Appennino Centrale, che svolgono attualmente la loro azione e sono consultabili al seguente link:
Piano di Gestione del Rischio da Alluvione PGRA 2021-2027
Processo di pianificazione nelle sue fasi principali
Ha una durata di sei anni a conclusione dei quali si avvia ciclicamente un nuovo processo di revisione del Piano.
fase 1: valutazione preliminare del rischio di alluvioni
fase 2: aggiornamento delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvione
fase 3: predisposizione dei Piani di Gestione del Rischio di Alluvioni di seconda generazione
Terzo ciclo PGRA
Per il terzo ciclo di pianificazione è attualmente in corso l’aggiornamento e il riesame del PGRA con la fase 1 di valutazione preliminare del rischio e la fase 2 di aggiornamento delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvione; successivamente con la conclusione della fase 3 di predisposizione del nuovo PGRA si arriverà all’adozione finale prevista entro la scadenza del 22 dicembre 2027 e l’approvazione con DPCM del nuovo Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni che avrà valenza per il sessennio 2028-2033.
Il nuovo ciclo di aggiornamento e riesame è caratterizzato dalla trasparenza e aperto ad un ampio coinvolgimento delle parti interessate e del pubblico in generale, con la facilitazione all’accesso alle informazioni, la consultazione e la partecipazione attiva.
L’ avvio ufficiale dei processi di aggiornamento dei Piani delle Autorità di Bacino distrettuali del Fiume Po e dell’Appennino Centrale che interessano la Regione Emilia-Romagna, è avvenuto il 22 dicembre 2024 con la pubblicazione del Calendario unico, programma di lavoro e misure consultive
Partecipazione pubblica ai processi di aggiornamento dei Piani di Rischio Alluvioni e di Gestione delle Acque e Bilancio Idrico in Regione Emilia-Romagna - Difesa del suolo, costa e bonifica - Ambiente
Aperta la partecipazione pubblica con l’accesso alle informazioni, la consultazione e la partecipazione attiva al nuovo ciclo di aggiornamento e riesame dei Piani, di Gestione Acque (PGA), del Bilancio Idrico (PBI) e di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA) delle Autorità di Bacino distrettuali del Fiume Po e dell’Appennino Centrale in Regione Emilia-Romagna.
Mappe di pericolosità e rischio di alluvioni, terzo ciclo PGRA ADBPO - Difesa del suolo, costa e bonifica - Ambiente
L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha adottato le Mappe di Pericolosità e Rischio di Alluvioni relative al terzo ciclo sessennale di pianificazione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni del Distretto Idrografico del fiume Po e le relative misure temporanee di salvaguardia. Le mappe di pericolosità aggiornate vengono pubblicate ai fini della partecipazione attiva di tutte le parti interessate. Con Decreto n. 15/2026 i termini per la presentazione delle osservazioni sono stati prorogati al 31 maggio 2026
Mappe di pericolosità e rischio di alluvione del PGRA AUBAC - Difesa del suolo, costa e bonifica - Ambiente
L’Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale ha predisposto il riesame e aggiornamento delle mappe di pericolosità e rischio di alluvione previsti nel processo di pianificazione del terzo ciclo del Piano Gestione Rischio Alluvioni sui quali è possibile inviare per iscritto osservazioni o contributi sino al 30 giugno 2026.
Secondo ciclo PGRA
Il secondo ciclo di pianificazione2016 - 2021
si è concluso nel dicembre 2021 con la predisposizione dei Piani di Gestione del Rischio di Alluvioni di seconda generazione adottati all’unanimità ai sensi degli art. 65 e 66 del D. Lgs 152/2006 dalle Conferenze Istituzionali Permanenti delle Autorità di bacino distrettuali del fiume Po e dell’Appennino Centrale in data 20 dicembre 2021 e definitivamente approvati Con i DPCM del 1°dicembre 2022, pubblicati sulla GU Serie Generale n.32 del 08-02-2023. Svolge la sua azione nel periodo 2022-2027.
Il PGRA in sintesi
Primo ciclo PGRA
Il primo ciclo di pianificazione 2011 – 2015
si è concluso nel 2016 con la definitiva approvazione e ha svolto la sua azione nel periodo 2016-2021.
Brochure Direttiva Alluvione ed. marzo 2015 (PDF - 4,5 MB)
L'elaborazione del Piano

Le Autorità di bacino distrettuali sono i soggetti competenti per gli adempimenti legati all’attuazione della Direttiva insieme alle Regioni, Enti incaricati – in coordinamento tra loro e col Dipartimento Nazionale della Protezione Civile – di predisporre ed attuare, per il territorio del distretto a cui afferiscono, il sistema di allertamento per il rischio idraulico ai fini di protezione civile.
Il PGRA riguarda tutti gli aspetti legati alla gestione del rischio di alluvioni: la prevenzione, la protezione, la preparazione e il ritorno alla normalità dopo il verificarsi di un evento, comprendendo al suo interno oltre alla gestione in fase di evento anche la fase di previsione delle alluvioni e i sistemi di allertamento.
Ha come obiettivo la riduzione delle inondazioni e dei loro effetti negativi.
Si attua con la prevenzione, la protezione, la preparazione, la reazione alle emergenze, con il recupero e traendo insegnamento da ciò che è accaduto.
La prevenzione si può ottenere attraverso pratiche sostenibili di uso del suolo e interventi non strutturali.
La protezione mira a ridurre la frequenza delle alluvioni e il loro impatto in specifiche località.
L’attività di informazione della popolazione sul rischio al quale è esposta e sui comportamenti da tenere in caso di alluvione costituisce la fase di preparazione.
Un’adeguata reazione alle emergenze si ottiene elaborando dei piani di intervento che stabiliscano chi agisce e cosa va fatto quando si prevede o si verifica un’alluvione.
Prevedendo misure e modalità con cui operare sulle aree colpite dopo che si è verificata un’alluvione è possibile ottenere un rapido ritorno alle condizioni normali attenuando gli effetti sociali ed economici sulle popolazioni colpite (recupero).
Per evitare il riverificarsi di eventi simili, la gestione del rischio prevede l’analisi di ciò che è accaduto per trarre insegnamenti e mettere in atto misure correttive e migliorative.
Deve essere, pertanto, costituito da alcune sezioni fondamentali che possono essere sinteticamente riassunte nei seguenti punti:
- la definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere in merito alla riduzione del rischio idraulico, sulla base dell’analisi preliminare della pericolosità e del rischio a scala di bacino e di distretto;
la mappatura delle aree allagabili, classificate in base alla pericolosità e al rischio (PARTE A)
- la definizione delle misure che si ritengono necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati, ivi comprese le attività da attuarsi in fase di evento.
Le misure da attuare per ridurre il rischio nelle fasi di prevenzione e protezione (PARTE A) e nelle fasi di preparazione, ritorno alla normalità ed analisi (PARTE B)


