Rifiuti, siti contaminati e servizi pubblici ambientali

Economia circolare e L.R. 16/2015

La Regione Emilia-Romagna, prima in Italia, ha approvato una legge nel 2015 per transitare da un modello economico lineare, basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, senza alcuna prospettiva legata al riuso o al ripristino delle stesse, a una “economia circolare” in cui le materie vengono costantemente riutilizzate.

Cosa fa la Regione

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.

Con la legge regionale 5 ottobre 2015 n.16 l'Emilia-Romagna ha fatto propri i principi dell’Economia circolare: il modello di gestione delineato è in linea con la “gerarchia dei rifiuti” europea, che pone al vertice delle priorità prevenzione, riuso e riciclaggio. L’attenzione si sposta quindi sulla parte a monte della filiera e non più solo su quella terminale, attraverso la progressiva riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio e l’industrializzazione del riciclo.

La norma regionale pone al 2020 il raggiungimento di obiettivi importanti, in alcuni casi più ambiziosi di quelli proposti dalla Comunità europea; riduzione del 20-25% della produzione pro-capite di rifiuti urbani, raccolta differenziata al 73%, riciclaggio di materia al 70%. Altri obiettivi strategici sono il contenimento dell’uso delle discariche e l'autosufficienza regionale per lo smaltimento.

Le azioni necessarie per conseguire tali obiettivi sono state e saranno attuate in coerenza a quanto definito dal Piano regionale per la gestione dei rifiuti 2016-2021 e con quello in corso di definizione 2022-2027.

Per andare verso una economia circolare è necessario lavorare ad un sistema in cui tutte le attività, a partire dalla produzione, e ancora prima dalla progettazione, siano organizzate in modo che lo scarto diventi risorsa.

Il Nuovo Piano d’Azione per l’Economia Circolare approvato dal Parlamento Europeo il 9 febbraio 2021 prendendo le mosse dai lavori svolti a partire dal 2015 si concentra su una progettazione e una produzione funzionali all’economia circolare, con l’obiettivo di garantire che le risorse utilizzate siano mantenute il più a lungo possibile nell’economia dell’UE. L’estrazione e la trasformazione delle risorse sono infatti responsabili di metà delle emissioni totali di gas a effetto serra, di oltre il 90 % della perdita di biodiversità e dello stress idrico.

La Legge regionale 16/15 prevede alcuni strumenti, già attivi da diversi anni e in costante crescita, quali il Coordinamento permanente per i Sottoprodotti e le Linee guida per i Centri del Riuso, nonchè un coordinamento permanente degli stessi attraverso la rete ReUSER. Nell’ambito delle azioni di prevenzione grandissima rilevanza assume la tariffazione puntuale strumento idoneo a garantire alle imprese ed ai cittadini virtuosi la possibilità di ottenere “sconti sulla bolletta”. In tale contesto assumono particolare importanza gli accordi di filiera sottoscritti su base volontaria con i vari portatori d’interesse, in primis le aziende e le associazioni.

Infatti per un efficiente ed efficace sviluppo delle politiche regionali, secondo i principi dell’economia circolare, è necessario il coinvolgimento di tutte le parti interessate e gli accordi si configurano come lo strumento più idoneo a garantire tale coinvolgimento. Un importante strumento di partecipazione è il “Forum permanente per l’economia circolare”, previsto dalla Legge regionale 16/2015 e attivato in un primo momento dalla Regione attraverso il percorso partecipativo “Chiudi il cerchio”, che persegue l’obiettivo di promuovere la cultura dell’Economia circolare e consentire ai diversi portatori d’interesse di fornire il proprio contributo all’azione regionale.

Anche la “Strategia regionale per la riduzione dell’incidenza delle plastiche sull’ambiente” (#Plastic-FreER), pur non essendo prevista dalla L.R. 16/2015, si inserisce nella cornice dell’Economia circolare, in quanto tra gli obiettivi ha quello di invertire i processi di produzione, diffusione e utilizzo dei materiali plastici e di ridurne gli effetti negativi, in linea con la gerarchia comunitaria nella gestione dei rifiuti. La strategia è individuata come “best practice” a livello europeo e segnalata anche sulla piattaforma ECESP.

Inoltre la Regione aderisce alla piattaforma ICESP dove è attiva su 4 gruppi di lavoro (1,2,4 e 5) ed ha il compito di co-cordinamento del sottogruppo AGRIFOOD del Gdl4.

A chi rivolgersi

Direzione Generale Cura del Territorio e dell'Ambiente
Servizio giuridico dell'ambiente, rifiuti, bonifica siti contaminati e servizi pubblici ambientali
Viale della Fiera, 8
40127 Bologna
tel. 051.527.6078 / 6003 / 6061
fax 051.527.6058/ 6056
email servrifiuti@regione.emilia-romagna.it
PEC servrifiuti@postacert.regione.emilia-romagna.it

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