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Parchi, foreste e Natura 2000

Parco interregionale Sasso Simone e Simoncello

Un paesaggio, collinare-montuoso, interessato dai rilievi dei Sassi Simone e Simoncello, Monte Canale, Monte Palazzolo.

Logo ParcoCarta di identità 
Istituito come parco interregionale dalla Regione Emilia Romagna con L.R. 26 luglio 2013 n.13. che ratifica l'intesa con la Regione Marche. (Istituito nel 1994 come Parco regionale dalla Regione Marche).
12.256 ha di parco (5063 in Emilia-Romagna, 7193 nelle Marche).
Province di Rimini (Emilia Romagna), Pesaro-Urbino (Marche).
Comuni di Pennabilli (RN), Carpegna , Frontino, Montecopiolo, Piandimeleto, Pietrarubbia (PU).


Sasso Simone (archivio Parco)L'elemento morfologico piú significativo dell'area, situata nel cuore del Montefeltro è rappresentato dal netto contrasto tra gli affioramenti calcarei, che formano i principali rilievi, e quelli a prevalente componente argillosa, che danno luogo a un paesaggio dolce e collinare.
Percorrendo i sentieri del Parco del Sasso Simone e Simoncello ci si accorge dell'estrema diversificazione della vegetazione presente.
L'area intorno ai due Sassi, argillosa, è occupata da un bosco a dominanza di cerro, esteso piú di 800 ettari ; rilevante è la presenza di specie quali faggio, carpino, sia bianco che nero, aceri e frassino nonché sorbo montano e domestico; presenti inoltre boschi a nocciolo e acero sul Monte Carpegna e a est del Sasso Simone che nella stagione autunnale si tingono di un verde-rosso dalle sfumature piú varie. Le parti elevate del Monte Carpegna, un tempo occupate da faggio e abete bianco e disboscate in tempi storici, ospitano oggi prati-pascolo che nella tarda primavera si ricoprono dei colori delle numerose specie di orchidee. Ma il cuore verde del Parco nasconde anche la storia della Città del Sasso, edificata da Cosimo I de' Medici a partire dal 1560 e che doveva simboleggiare il potere centrale della casata, in un'area periferica dello stato difficilmente governabile. Questa città-fortezza sorse con criteri urbanistici tardo-rinascimentali; contava circa 50 case di uguali dimensioni compresa la residenza del capitano, il tribunale, le prigioni e una cappella in aggiunta alla vecchia chiesa. Ancora oggi è ben visibile una grande cisterna per gli usi civici e se ne riconoscono ancora due per uso militare. Erano presenti altresì casematte, depositi di armi e munizioni, un forno, una fucina, una buca di fusione, un portico per il mercato settimanale e due porte d'accesso. Diverse strade collegavano il Sasso con i castelli vicini, e una "maestra" selciata, comunicava direttamente con Firenze. L'idea strategico-militare di creare una città-fortezza sul Sasso crollò quando il peggioramento climatico rese pressoché impossibile la vita a quote così elevate; nel 1627 la fortezza contava 46 abitanti e cinquant'anni dopo, ormai deserta, fu disarmata. Oggi il territorio dei Sassi è abitato solo dalla fauna tipica dell'Appennino centrale e registra la presenza stabile del Lupo appenninico, oggetto in passato di una caccia sfrenata da parte dell'uomo.

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Pubblicato il 14/12/2011 — ultima modifica 03/10/2013
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