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Parchi, foreste e Natura 2000

Area di riequilibrio ecologico La Bora

Istituita nel 2010
Superficie: 21 ettari
Provincia di Bologna - Comune di San Giovanni in Persiceto

foto:La Bora - zona centrale (Archivio Provincia di Bologna)L’area protetta è caratterizzata da un’ampia raccolta d’acqua, un piccolo bosco igrofilo, siepi e macchie alberate, una ampia area a prateria, nonchè da un rimboschimento divenuto oramai un “bosco di pianura”. Infatti dopo dodici anni dall’impianto, nell’area rimboschita con le specie del Querco-carpineto, sono già riconoscibili caratteristiche tipiche del bosco in termini di umidità, ombreggiamento, lettiera di foglie, nonché il rinnovamento spontaneo delle piante presenti. Il nucleo dell’area è costituito da una raccolta d’acqua di circa 8 ettari di superficie derivante dal riempimento, per innalzamento della falda, di due bacini di cava che oggi formano un unico lago. Sul lato a sud si osserva un bosco igrofilo a salice bianco e pioppo bianco (salico-populeto), cresciuto mentre l’acqua era ancora bassa, che è stato nel tempo spinto ai margini dall’innalzamento della falda. Nella parte centrale gli alberi sono morti per asfissia radicale e oggi emergono ancora i tronchi e i rami disseccati che conferiscono un aspetto particolare al paesaggio fornendo al contempo importanti nicchie ecologiche alla fauna presente. A nord dei bacini si trova un’area lasciata a libera evoluzione.
Gli habitat che si sono ricostituiti spontaneamente, uniti a quelli ricreati appositamente, hanno attirato da subito numerose specie che oggi rappresentano una ricchezza per tutta l’area del Persicetano. La conformazione del bacino è quella tipica delle cave di argilla con pareti ripide (fronte di cava) ed elevata profondità. La sezione dei bacini (rive molto ripide) connota la zona umida in senso “lacustre” più che “palustre” e, di conseguenza, ne ha influenzato i popolamenti biologici.
foto: veduta aerea "La Bora"-  (Archivio Centro Agricoltura Ambiente)Nella parte centrale del bacino di cava gli alberi, cresciuti quando il livello dell’acqua era mantenuto basso, sono in seguito morti aprendo lo spazio ad un unico lago da cui emergono ancora tronchi e rami disseccati. Il tutto conferisce un aspetto particolare all’area e fornisce, al contempo, importanti nicchie ecologiche per gli animali  attraendo specie animali più adatte al nuovo habitat con spazi d’acqua ampi ed aperti (tuffetti, cormorani, anatidi di superficie e tuffatori, folaghe). Il grado di maturità dell’ecosistema è, inoltre, aumentato grazie alla notevole presenza di tronchi morti che offrono la possibilità di appoggio fisico a numerose specie, come il cormorano (Phalacrocorax carbo) che utilizza gli alberi secchi come dormitorio notturno e come posatoi per far asciugare le ali. Analogamente aironi cenerini (Ardea cinerea), garzette (Egretta garzetta) e germani reali (Anas platyrhynchos) li utilizzano per sostare, al sicuro, lontani dalle sponde. Una florida popolazione  di testuggine palustre (Emys orbicularis) utilizza, infine, i tronchi galleggianti per la sosta prolungata al sole, sfruttando al meglio le prime giornate calde primaverili e il sole della mattina per la termoregolazione. Il rimboschimento di oltre 7 ettari annovera tutte le latifoglie tipiche del querceto di pianura (Querco-carpineto) oltre ad alcune specie accompagnatorie ed ospita già alcune specie animali legate all’ambiente boschivo, quali la beccaccia (Scolopax rusticola), lo sparviere (Accipiter nisus), diverse cince (Parus major, Cyanistes caeruleus, Parus palustris), il frosone (Coccothraustes coccothraustes), i picchi (Picus viridis, Dendrocopos major, Lynx torquilla, Sitta europaea), il codibugnolo (Aegithalos caudatus), il regolo (Regulus regulus) e il fiorrancino (Regulus ignicapillus). Il rimboscimento risulta ormai completamente affrancato e presenta già una spiccata attività di rinnovamento spontanee. Questo luogo rappresenta un importante sito di sosta, rifugio, alimentazione e, in alcuni casi, di riproduzione per numerose specie di uccelli tipiche delle zone umide tra cui in particolare, la nitticora che ha occupato stabilmente la zona umida. Sono presenti anche tra le vasche artificiali ricavate dal terreno per favorire la conservazione e la riproduzione di anfibi e rettili.

Ente di gestione

Comune di San Giovanni in Persiceto

Atto istitutivo

Sito Rete Natura 2000

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Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 17/05/2016
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