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Parchi, foreste e Natura 2000

Flora

Parco regionale Vena del Gesso Romagnola

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Le influenze mediterranee sulla copertura vegetale

CastagnoNel mosaico di prati, arbusteti e boschi che segna il paesaggio vegetale della Vena, oltre alle piante tipiche della collina, spiccano presenze che segnalano l'influenza delle correnti calde provenienti dalle coste dell'Adriatico. Le boscaglie e le macchie dei versanti assolati, insieme a ginepro, ginestra, asparago selvatico e orniello, ospitano specie tipicamente mediterranee come leccio, fillirea, laurotino e terebinto. Nei boschi più strutturati prevalgono roverella, cerro, orniello e acero campestre, mentre nel sottobosco risaltano le fioriture di cefalantera bianca e altre orchidee e, in autunno, quelle di ciclamino napoletano. Di particolare interesse è un raro arbusto come il borsolo. Nei versanti esposti a nord e sul fondo delle doline si sviluppano boschi di tipo più mesofilo, dove alla roverella si uniscono carpino nero e bianco, nocciolo e ciavardello; alla fine dell'inverno il sottobosco si ravviva delle belle fioriture di anemone dei boschi, dente di cane, polmonaria, consolida, primula e, nei punti più freschi, bucaneve. In alcuni settori sopravvivono lembi di castagneto, mentre le macchie di verde più intenso segnalano recenti impianti di conifere.
Dal punto di vista botanico l'emblema della Vena del Gesso è una piccola e rarissima felce, Cheilanthes persica, che sopravvive lungo le coste dell'Anatolia, nel Caucaso e in poche altre stazioni molto distanti tra loro; nel 1980, quando in Italia era ormai ritenuta estinta, una limitata popolazione è stata ritrovata sulle pendici di monte Mauro. La specie cresce nelle fessure delle rupi gessose in compagnia della più comune felce rugginosa, del camedrio doppio e di altre piante erbacee adattate a situazioni di estrema aridità come elicriso, fumana comune, stregona gialla, eliantemo degli Appennini, assenzio maschio, timo, varie borracine e sassifraghe.

Approfondimenti

Il giardino delle erbe di Casola Valsenio e il Cardello
Il rinomato giardino, che si affaccia sulla valle del Senio poco più a sud rispetto alla Vena del Gesso, con le sue oltre quattrocento piante officinali e aromatiche è un importante punto di riferimento per la ricerca, la sperimentazione e la didattica di questo particolare settore botanico. Per estensione e numero di piante coltivate è l'orto officinale più importante d'Europa. Nelle adiacenze si trova il parco del Cardello, che si estende intorno all'omonimo edificio di origine medievale, che fu la residenza dello scrittore Alfredo Oriani. La vasta area verde, dotata di alberi monumentali di lussureggiante bellezza, si sviluppa sino al crinale, sottolineato da filari di pini domestici e cipressi. Intorno al parco si notano fondi rustici collinari dal carattere spiccatamente mediterraneo, con gli uliveti che si alternano a vigne e macchie di ginestre.

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Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 28/05/2012
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