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Parchi, foreste e Natura 2000

Geomorfologia

Riserva regionale Onferno

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Tra argille, arenarie e gessi

La successione di strati osservabile lungo la Ripa della Morte, dove si passa dalle argille dei calanchi a ripide pareti di rocce in prevalenza arenacee, si é originata dalla sedimentazione di materiali argillosi e sabbiosi in ambienti di mare poco profondo durante il Pliocene medio e superiore (3-1,5 milioni di anni fa). Il piccolo e isolato affioramento gessoso di Onferno é invece una testimonianza dei complessi movimenti di translazione che, nel corso degli ultimi eventi dell'orogenesi appenninica, hanno portato nei settori romagnoli tra le valli del Conca e del Marecchia una estesa coltre di materiali eterogenei (la cosiddetta "coltre della val Marecchia"). Nelle argille si trovano inglobati numerosi lembi di natura diversa, come la porzione selenitica di Onferno; tra i piú estesi spiccano Sasso Feltrio e la rupe calcarea di S. Marino.

La grotta di Onferno

Grotta - archivio Regione Emilia-RomagnaIl gesso selenitico é una roccia monominerale che ha avuto origine dall'evaporazione di acqua marina durante il Messiniano (da 6 a 5 milioni di anni fa). Dal punto di vista chimico si tratta di un sale, il solfato di calcio biidrato, ed é dunque solubile in acqua. I fenomeni carsici visibili nel piccolo affioramento sono dovuti ai particolari meccanismi chimico-fisici che si sviluppano nel gesso a contatto con l'acqua. Dalle dolci pendici argillose di Monte Croce scendono alcuni rii che, raggiunta la rupe gessosa, iniziano un breve percorso sotterraneo, per riaffiorare poco piú a valle, dopo un vero e proprio traforo idrogeologico, in una bella forra boscata. L'escursione guidata risale la grotta dalla risorgente all'inghiottitoio, nello stesso senso in cui l'affrontó nel 1916 il primo esploratore Lodovico Quarina, offrendo una rassegna di morfologie, concrezionamenti e ambienti delle cavità in gesso. Nel primo tratto, a fianco del rio, si percorrono gallerie impostate lungo fratture con pareti verticali modellate dall'acqua in forme sinuose. Successivamente si incontrano i tipici concrezionamenti calcarei (alabastrini) delle grotte gessose; i piú estesi, di un acceso colore aranciato per la presenza di ossidi di ferro, formano una bella colata che decora una parete con stillicidio concrezionante attivo. Nel settore prossimo all'uscita si abbandona il livello attivo, raggiungendo ambienti fossili dove si sono ampliate alcune sale per fenomeni di crollo. Nella Sala Quarina la volta é movimentata da mammelloni, curiose strutture coniche che indicano la base di uno strato di gesso. Il clima é qui piú caldo e asciutto rispetto alle gallerie dove scorre l'acqua. L'uscita si guadagna salendo ancora e lungo alcune superfici si notano le luminose infiorescenze di cristalli gessosi cresciuti sulla roccia selenitica.

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Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 28/05/2012
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