domenica 19.11.2017
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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4010003 - SIC- Monte Nero, Monte Maggiorasca, La Ciapa Liscia

Superficie: 852 ettari
Province e Comuni interessati: Piacenza - 501 ettari (Ferriere), Parma - 351 ettari (Bedonia)

Territorio confinante con IT1331104 SIC "Parco dell'Aveto" della Regione Liguria

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4010003

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione in provincia di Piacenza 

Misure Specifiche di Conservazione in provincia di Parma

Piano di Gestione

Descrizione e caratteristiche

Pino uncinato, Abete bianco e Sorbo degli Uccellatori. Foto Antonio Mortali, Consorzio Comunalie Parmensi   Il sito è localizzato nell'alta Val Nure, a cavallo tra le province di Piacenza e Parma, e comprende i versanti settentrionali e la cresta sommitale tra La Ciapa Liscia (1594 m) e il Maggiorasca (1789 m) al confine col territorio ligure della Val d’Aveto, nonché l’importantissima propaggine orientale costituita dal Monte Nero (1752 m). Risulta di grande interesse naturalistico per aspetti geologici, presenza di notevoli testimonianze glaciali e aree umide ad esse collegate, di fitocenosi relitte di importanza nazionale ed europea. Elevatissimo è il grado di naturalità complessivo dell'area, non soggetta a forte pressioni antropiche. Il substrato è ofiolitico e costituito in particolare da peridotiti più o meno serpentinizzate. Gli ecosistemi ad elevato grado di naturalità più caratteristici dell'area sono l'arbusteto d'alta quota dell'endemico Pino uncinato (Pinus uncinata var. rostrata), fino a poco tempo fa considerato Pino mugo (Pinus mugo pumilio), che rappresenta l'unica stazione spontanea per l'Appennino settentrionale, i numerosi ambienti umidi d’alta quota che vanno dal lago allo stagno più o meno torboso, collegati a una serie di conche di origine tettonico-glaciale e infine la faggeta con Abete bianco. Rupi, antiche morene, praterie d’alta quota e boschi, con le aree sorgentizie dei torrenti Nure e Anzola-Ceno, completano un quadro ricco e diversificato, di grande interesse naturalistico e paesaggistico: 15 habitat diversi di interesse europeo, dei quali 2 prioritari, forestali, rocciosi e prativi in particolare, ricoprono oltre l'87% dell’area in esame. Il Monte Nero rientra nel contesto del progetto Life-Natura 1995 "Misure di salvaguardia delle popolazioni relitte di Abies alba, Picea excelsa, Taxus baccata e dei loro habitat naturali nell'Appennino emiliano", il cui obiettivo è stato quello di creare condizioni ecologiche favorevoli alla rinnovazione di abete bianco all'interno delle faggete che circondano i nuclei autoctoni e, in questo modo, espandere l'area di vegetazione delle conifere.

Vegetazione

Lago Nero, verso il Piacentino. Foto Mario Vianelli, archivio Servizio Valorizzazione e Tutela del Paesaggio della Regione Emilia-RomagnaLa diversità delle tipologie ambientali presenti contribuisce ad un'elevata ricchezza vegetazíonale e ad un’eccezionale concentrazione di specie, in particolare circumboreali e artico-alpine, di elevato interesse. La flora delle vette annovera specie rarissime tipiche della flora alpina quali Pulsatilla alpina (Pulsatilla alpina), Soldanella (Soldanella alpina) e Astro alpino (Aster alpinus). Nei pascoli è rinvenibile il Garofano a pennacchio (Dianthus superbus) qui al limite meridionale del suo areale. Presso la vetta del Monte Nero si trovano i popolamenti di Pino uncinato, elemento biogeografico di grande significato storico-ambientale, in quanto specie alpina distribuita in modo relitto e puntiforme su poche stazioni appenniniche, fino all'Abruzzo. Al di sopra dei 1600 m di quota è ben rappresentato l'arbusteto a mirtilli (Vaccinium myrtillus, V. vitis idaea, V. uliginosum), compenetrato da Nardeti, Brachipodieti e vegetazione arbustiva nana con Ginepro (Juniperus nana), Sorbo falso-nespolo (Sorbus chamaemespilus) e vegetazione delle rupi. Le rocce ospitano specie adattate ai substrati serpentinosi, alcune endemiche (Asplenium cuneifolium, Minuartia laricifolia subsp. ophiolitica) altre rare ed estremamente localizzate sul territorio, quali: Polygala chamaebuxus, Silene rupestris localizzata sulla Ciapa Liscia, Alchemilla alpina, Linum alpinum, Robertia taraxacoides, Sedum anacampseros e Primula marginata, endemica delle Alpi sud-occidentali, qui al suo limite orientale di distribuzione. Ai piedi degli affioramenti rocciosi e dei complessi detritici sono presenti nuclei di faggeta densa, in situazione di equilibrio, in parte a ceduo, con frequenti Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) e Luzula (Luzula nivea). Qui compaiono anche il Maggiociondolo di montagna (Labumum alpinum) e la Madreselva alpina (Lonicera alpigena). A 1450 m di quota è stato rinvenuta un orchidea rarissima, l’Epipogio (Epipogium aphyllum). Al limite superiore della faggeta sono presenti nuclei autoctoni di Abete bianco (Abies alba) di particolare interesse, con esemplari monumentali anche di 350 anni. All'interno e ai margini della faggeta si aprono radure su suoli idromorfl, con torbiere e prati acquitrinosi colonizzati da fitta vegetazione palustre con carici (Carex spp.), giunchi (Juncus spp.), sfagni (Sphagnum spp.), eriofori (Eriophorum spp.), poi Caltha palustris, Sanguisorba officinalis, le rarissime Drosera rotundifolia e Trichophorum alpinum, Parnassia palustris, genziane e un paio di rare orchidee, Epipactis palustris e Dactylorhiza incarnata. Lungo le sponde dei Lago Nero si rinvengono veri e propri relitti glaciali quali Daphne cneorum, Swertia perennis, Arctostaphylos uva-ursi e un rarissimo giunco dei laghetti di quota (Juncus filiformis). Di particolare interesse (comunitario) si rinvengono Aquilegia bertolonii e la felce Asplenium adulterinum, poi ancora Coeloglossum viride, Iberis sempervirens, Euphorbia spinosa e Viola palustris. Decine sono le specie della flora regionale protetta, tra le quali si citano almeno Corallorhyza trifida, Coeloglossum viride, Leucorchis albida, Traunsteinera globosa, Aquilegia atrata, Armeria seticeps, Armeria marginata, Armeria plantaginea, Arnica montana e, tra le specie arboree, Taxus baccata.

Fauna

Sono presenti tra gli invertebrati il coleottero Rosalia alpina, di interesse europeo prioritario, e il lepidottero Parnassius apollo, relitto di epoca glaciale raro sull'Appennino. Tra gli anfibi sono presenti Rana appenninica (Rana italica), Tritone alpestre (Triturus alpestris), Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata) e Rana temporaria. Rettile degno di nota è il Colubro d'Esculapio (Zamenis longissimus). L’avifauna, oltre a Tottavilla (Lullula arborea), Calandro (Anthus campestris), Ortolano (Emberiza hortulana), Averla piccola (Lanius collurio), Succiacapre (Caprimulgus europaeus) e Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), presenta specie legate agli ambienti cespuglioso-arbustivi, quali Prispolone (Anthus trivialis), Passera scopaiola (Prunella modularis), Beccafico (Sylvia borin) e Spioncello (Anthus spinoletta). Tra i rapaci, probabili nidificanti possono essere considerati l’Astore (Accipiter gentilis) e lo Sparviere (Accipiter nisus).

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 10/06/2016
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